Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Papa Francesco in Iraq: le tappe del viaggio

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Papa - Covid-19 permettendo nel prossimo mese di marzo Papa Francescoriprenderà le sue visite pastorali con l’atteso viaggio in Iraq. Inizierà il 5 marzo con un
volo da Roma Fiumicino a Baghdad, il tanto desiderato viaggio del Papa in Iraq
all’insegna del motto “Siete tutti Fratelli”. L’accoglienza ufficiale sarà
presso l’aeroporto della capitale irachena, dove Papa Francesco avrà il suo
primo incontro, nella sala vip dello scalo, con il primo ministro, per poi
proseguire presso il Palazzo presidenziale dove avrà luogo la cerimonia
ufficiale di benvenuto. In questa sede, al termine
della visita di cortesia al presidente della Repubblica nel suo studio privato,
il Papa terrà il primo discorso ufficiale alle autorità, alla rappresentanza
della società civile e al Corpo diplomatico che incontrerà nel salone del
Palazzo presidenziale. La prima giornata del
Pontefice si concluderà incontrando i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, i
seminaristi ei catechisti a cui Papa Francesco rivolgerà un discorso nella
Cattedrale Siro-Cattolica di “Nostra Signora della Salvezza” a Baghdad. Najaf, Nassirya e la Piana di
Ur, saranno il programma della seconda giornata in Iraq di Papa Francesco. Sabato 6 marzo Francesco il
pontefice lascerà Baghdad per raggiungere in aereo la città di Najaf a sud
della capitale, una delle località più sacre dell’islam sciita. Qui avrà
luogo la visita di cortesia al Grande Ayatollah Sayyd Ali Al- Husaymi Al
-Sistani, al termine del quale il Pontefice ripartirà alla volta di Nassiriya,
sulle rive dell’Eufrate, per un Incontro interreligioso presso la Piana di Ur. Previsto
in questa occasione un discorso del Papa. Nel pomeriggio, dopo il rientro
a Baghdad, sarà la celebrazione della Messa a chiudere la giornata, nella
Cattedrale Caldea di “San Giuseppe” a Baghdad, una delle 11 Cattedrali presenti
nel Paese. Domenica 7 marzo vedrà il Papa
spostarsi tra il Kurdistan iracheno e la Piana di Ninive. La giornata avrà inizio con la
partenza in aereo per Erbil. All’aeroporto Papa Francesco sarà accolto
dalle autorità religiose e civili della Regione autonoma del Kurdistan
iracheno. Da lì, in elicottero, il trasferimento a Mosul, città per anni nelle
mani del sedicente Stato islamico, dove è prevista una Preghiera di suffragio
per le vittime della guerra presso Hosh al - Bieaa, la piazza della chiesa. Sempre, in mattinata, il
trasferimento del Papa in elicottero nella città assira di Qaraqosh nella piana
di Ninive a pochi chilometri da Mosul, occupata dallo Stato islamico fino al
2016. Dopo l’arrivo al campo di
atterraggio, Papa Francesco si trasferirà nella Chiesa dell ‘“Immacolata
Concezione” per la visita alla comunità di Qaraqosh a cui si rivolgerà un
discorso, per poi recitare la preghiera mariana dell’Angelus.

Al termine, nel pomeriggio, il trasferimento del Papa nuovamente ad Erbil
per la Santa Messa che presiederà nello Stadio “Franso Hariri”. In serata, il
rientro a Baghdad, da cui Papa Francesco, lunedì mattina, ripartirà per Roma al
termine della cerimonia di congedo.

Dunque sono previsti 4 discorsi, due omelie, un Angelus e una preghiera di
suffragio per le vittime della guerra. “Siete tutti Fratelli” sarà il motto -
tratto dal Vangelo di Matteo - della visita di Francesco in Iraq il cui logo
raffigura il Papa nel gesto di salutare il Paese, rappresentato in mappa e dai
suoi simboli, la palma e i fiumi Tigri ed Eufrate. Il logo mostra anche una
colomba bianca, nel becco un ramoscello di ulivo, simbolo di pace, volare sulle
bandiere della Santa Sede e della Repubblica dell’Iraq. A sovrastare
l’immagine, il motto della visita riportato in arabo, curdo e caldeo.

«Accogliendo l’invito della Repubblica d’Iraq e della Chiesa cattolica
locale – aveva detto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo
Bruni - Papa Francesco compirà un Viaggio Apostolico nel suddetto Paese dal 5
all’8 marzo 2021, visitando Bagdad, la piana di Ur, legata alla memoria di
Abramo, la città di Erbil, così come Mosul e Qaraqosh nella piana di Ninive. A
suo tempo sarà pubblicato il programma del viaggio, che terrà conto
dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria mondiale». Scrive Vatican News che
certamente il viaggio rappresenta «un gesto concreto di vicinanza a tutta la
popolazione di quel martoriato Paese». Francesco aveva espresso con chiarezza
l’intenzione di visitare l’Iraq il 10 giugno 2019, durante l’udienza ai
partecipanti alla Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali (Roaco).
presidente della Repubblica d’Iraq, che aveva incontrato anche il segretario di
Stato, cardinale Pietro Parolin, e monsignor Paul Richard Gallagher, segretario
per i Rapporti con gli Stati. Erano state affrontate le sfide del Paese, come
quella di «favorire la stabilità e il processo di ricostruzione - evidenziava
una nota della Sala Stampa vaticana - incoraggiando la via del dialogo e della
ricerca di soluzioni adeguate a favore dei cittadini e nel rispetto della
sovranità nazionale». Centrale «l’importanza di preservare la presenza storica
dei cristiani» e «la necessità di garantire loro sicurezza e un posto nel
futuro» del paese.
Hussein, i cristiani erano circa 1-1,4 milioni. L’orrore della guerra e
l’occupazione della Piana di Ninive da parte del Daesh, tra il 2014 e il 2017,
li ha ridotti a circa 300-400mila. Il Presidente Salih ha più volte
sottolineato il valore dei cristiani e il loro ruolo nella costruzione, sulla
stessa linea il premier, Mustafa Al-Kazemi, il quale ha invitato i cristiani,
fuggiti dall’Iraq a causa delle violenze, a tornare per contribuire alla
ricostruzione. Il quadro iracheno è tragico: sono circa 1,7 milioni gli
sfollati interni e l’Unicef stima che oltre degli 4 milioni di persone hanno
bisogno di assistenza umanitaria, la metà sono bambini.
cristiana e afferma che il Papa «viene da noi e ciò vuol dire che porta il suo
supporto ma anche la speranza per una situazione migliore».
Pontefice visiterà quasi tutto l’Iraq – aggiunge – da Ur a sud risalendo verso
Mosul, Qaraqosh, nella Piana di Ninive fino a Erbil”. Luoghi simbolo della
storia recente irachena, segnata dalle violenze dello Stato Islamico, dalla
persecuzione dei cristiani, dall’esodo di massa di tantissimi iracheni in cerca
di salvezza. “Ma sono anche luoghi della Mesopotamia culla della civiltà antica
– ricorda il patriarca -. È da qui che ripartiremo per cercare di costruire un
Iraq nuovo, solidale, rispettoso del diritto, stabile e sicuro. Un messaggio
che si allarga a tutto il Medio Oriente. Fratellanza e convivenza armonica”.Fratellanza è la parola che il cardinale ripete
continuamente a sottolineare che il viaggio vive nella prospettiva del
Documento sulla fratellanza umana di Abu Dhabi firmato dal Papa e dal grande
Imam sunnita, Al Tayyeb, e dell’enciclica del Pontefice, “Fratelli tutti”,
sulla fraternità e l’amicizia sociale, firmata ad Assisi. “Credo sia molto
importante – dice Sako – aiutare la gente a vedere l’altro come un fratello e
non come un nemico, un avversario. Viviamo tutti insieme, lavoriamo, siamo
vicini, non dobbiamo avere paura. Dobbiamo cambiare la mentalità e la cultura”.

Una possibilità apparsa sempre più concreta, quando un anno fa circa, il 25 gennaio 2020, il Pontefice riceveva in Vaticano Barham Salih,

In Iraq, prima del 2003, anno del conflitto che porta alla caduta di Saddam

Il cardinale Raphael Sako, patriarca dei Caldei, si fa portavoce della comunità

Il Papa che arriva è una benedizione per tutti. È un atto coraggioso”. “Il

Non è casuale, allora che una delle tappe simbolo di questo viaggio sia
proprio Ur dei caldei, luogo di origine delle tre religioni abramitiche,
Ebraismo, Cristianesimo e Islam. Qui dovrebbe tenersi un incontro
interreligioso: “Stiamo pensando – rivela il cardinale Sako – ad una preghiera
con cristiani, musulmani e altre denominazioni religiose. Saranno letti passi
della Bibbia e del Corano relativi ad Abramo. Da Ur – annuncia il patriarca –
partirà un messaggio al mondo intero: per i cristiani che sono perseguitati,
per i musulmani che soffrono tensioni e divisioni, per tutta l’umanità
sofferente ora anche per la pandemia. Siamo tutti, nella fede, figli di Abramo.
Abramo è un uomo che ha fiducia nel Signore. Ci sono simboli che possono
toccare il cuore di ogni uomo, anche se è un fondamentalista”.

“Con il suo carisma profetico il Papa è come un nuovo Ezechiele che viene a
dirci che ci sarà una Resurrezione, che si può rinascere. Ezechiele, il profeta
che ha vissuto a Babilonia parlando agli ebrei che in quel tempo vivevano come
noi: fuori delle proprie terre, come rifugiati, scoraggiati”. La forza della
profezia delle ossa inaridite sull’Iraq e sul Medio Oriente: “Dice il Signore
Dio a queste ossa: ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete.
Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi
stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io
sono il Signore (cap. 37)”. “Io spero nella rinascita dell’Iraq e degli
iracheni, prego per una vita nuova. Il Papa, nuovo Ezechiele, può aprirci la
porta verso un futuro di pace”.

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11/02/2021
0705/2021
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