Politica

di Mario Adinolfi

Il vero problema non è il covid ma la denatalità

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

Mi scrivono: “Ci sono molti modi di favorire la natalità: migliorare il sistema fiscale rendendolo più equo, investire i fondi del recovery in modo tale da creare nuovi posti di lavoro, introdurre il salario minimo ecc.”. Non è così. C’è un solo modo per modificare le curve della natalità ed è finanziare la maternità, riconoscendo il ruolo pienamente lavorativo della donna che si dedica in via esclusiva alla cura della famiglia e alla crescita dei figli. Non c’è altro modo di veder ripartire la curva della natalità che il reddito di maternità, con la proposta di legge depositata in Cassazione dal Popolo della Famiglia nel novembre 2018 e a disposizione delle Camere dal giugno 2019.

L’assegno unico non modificherà in nulla il tasso di natalità né esso sarà modificato da altre mancette, è tutto già dimostrato. Se si considera una tragedia nazionale il fatto che non nascono più figli in Italia (tasso di fecondità medio per donna 1.1, il più basso del mondo, età media della donna al primo parto più alta del mondo) prima o poi si dovrà cedere alla semplice proposta del PdF: mille euro al mese alla madre cittadina italiana che si dedica in via esclusiva alla cura della famiglia e alla crescita dei figli per otto anni, rinnovabili alla nascita di ogni figlio, vitalizi alla nascita del quarto figlio o di un figlio disabile.
Come proposto nel ddl del PdF stanziamo tre miliardi l’anno per tre anni, li prendiamo dall’orrido reddito di cittadinanza che ne costa sette, vediamo come viene immediatamente abbattuto il numero di aborti in Italia e come crescerà di decine di migliaia il numero dei neonati. Lo ripetiamo: se davvero si vuole curare la principale malattia mortale italiana che non è il Covid ma la denatalità, altro farmaco efficace non esiste che non sia il reddito di maternità. Prima o poi saranno costretti ad approvarlo. Noi lo abbiamo scritto e depositato nel 2018, basta copiarlo. Ogni anno che passa perdiamo decine di migliaia di bambini tra non nati e quelli che potrebbero nascere se il reddito di maternità fosse realizzato.

Per veder rifiorire il Paese dalle macerie della Seconda Guerra mondiale, caro presidente Draghi, le donne italiane fecero tra il 1946 e il 1949 sei milioni di bambini, crescendoli e prestando loro cura pressoché esclusiva, si generò ricchezza per dare loro un futuro degno. Con gli attuali 400mila bambini che nascono l’anno (nel 2021 già si dice che saremo sotto quella soglia) per fare sei milioni di bambini ci vorranno quindici anni. E nel 2036 sarà troppo, troppo tardi. Reddito di maternità, subito. E subito dopo riforma fiscale del quoziente familiare perché è ovvio che i trentamila euro guadagnati da un single devono essere tassati di più dei trentamila euro guadagnati da un padre di famiglia che deve sfamare con quel reddito moglie e tre figli. Un criterio basilare di giustizia sociale richiede che finalmente questa riforma fiscale diventi realtà.
Queste due misure insieme ad un pacchetto di sostegno all’impresa familiare, vero nodo del tessuto economico della nazione, anche come forma di autoimpiego giovanile (li vogliamo pure in Italia i garage dove nasce dai ragazzi l’innovazione tecnologica), farebbero da traino ad un immediato risveglio dell’Italia. Vanno incentivate infine le scelte matrimoniali delle giovani coppie, assicurando loro il diritto alla casa, azzerando gli interessi sui mutui per la prima con garanzia statale immediatamente esigibile. Perché, caro presidente Draghi, è bello citare i giovani decine di volte nei discorsi ma poi bisogna anche dire cosa si intende fare per loro concretamente per migliorare le loro vite.

Il Recovery Fund è una grande occasione poi per investire sulla sanità, sull’assistenza a anziani e disabili, sulla scuola, sulla ricerca scientifica, su questa benedetta “transizione ecologica” che però non deve essere mai ideologica e deve tenere sempre al centro la dimensione antropologica, altrimenti si finisce nelle assurdità di chi considera le madri come avvelenatrici del pianeta considerato sovrappopolato.
Senza l’investimento però nel capitale umano e dunque nella famiglia che di questa risorsa è unico e prezioso giacimento, tutto il resto suonerà inutile. Lei, presidente Draghi, ha ottenuto la fiducia su un programma general-generico scritto per mettere d’accordo chi d’accordo non potrà mai andare. Tra un anno lei traslocherà al Quirinale e l’incapace politica italiana si ritroverà a gestire la montagna di miliardi di euro che la sua autorevolezza, signor presidente, avrà assicurato all’Italia. Se non imposterà lei stesso le riforme del reddito di maternità e la riforma fiscale del quoziente familiare, dubito che saranno le forze politiche a farlo. Non resterà al Popolo della Famiglia che chiedere ed ottenere nelle urne un massiccio consenso su queste priorità programmatiche rendendole cardine dell’azione del prossimo governo, speriamo finalmente emerso dal libero voto degli italiani.

ARTICOLO TRATTO DALLA VERSIONE PER ABBONATI, SOSTIENI LA CROCE ABBONANDOTI QUI

22/02/2021
1705/2021
San Pasquale Baylon

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Alea iacta est

Il Popolo della Famiglia è l’unica risposta possibile da dare nelle urne alle prossime elezioni amministrative, data l’avanzata dei progetti contrari all’istituto matrimoniale e al diritto dei più deboli

Leggi tutto

Storie

STORIA DI UN AMORE, SBECCATO MA UTILE A TUTTI

Dopo aver ri-costruito attraverso questo percorso davvero tortuoso una mia condizione familiare, Dio ha voluto che spendessi tutto me stesso per testimoniare la bellezza della famiglia e anche di questo devo dire grazie a Silvia. Voglio La Mamma nasce nel 2013 perché ho visto Clara con Silvia e Silvia con Clara. Da ragazzino quando nacque Livia, la mia carissima primogenita, ero troppo preso da me per avere lo sguardo davvero sull’altro, poi intervennero subito tragedie da togliere il fiato e nessuna bellezza poteva essere anche solo immaginata dal mio sguardo. Vent’anni dopo la oggettiva e prepotente bellezza di Silvia riverberata in Clara sembra essere immagine stessa della bellezza della condizione familiare. Dentro questa parola (“bellezza”) io inserisco anche l’enorme fatica dell’essere famiglia, i vincoli che impone, i limiti dell’altro che devi imparare ad accettare e Silvia ne ha, cavoli se ne ha, ma i miei sono infinitamente maggiori e talvolta davvero insopportabili, quindi ho imparato quell’indulgenza che è anticamera necessaria dell’amore.

Leggi tutto

Politica

In estrema sintesi

La sfida del 3% nazionale è a portata di mano e sbaglia chi torna a riproporre lo schema vecchio delle candidature di bandiera del Family Day all’interno dei partiti del centrodestra, è lo schema che ci ha portato al disastro attuale. Bisogna prenderne atto: Forza Italia ha dato libertà di voto sull’eutanasia e si è astenuta sulla legge su gender e omofobia in Umbria; leghisti importanti come Zaia sono addirittura apertamente a favore dell’eutanasia e insieme a Fratelli d’Italia propongono la legalizzazione della prostituzione; il divorzio breve è stato votato da tutti i gruppi politici con appena 11 voti contrari al Senato, mentre alla Camera sull’eutanasia i contrari sono stati 37.

Leggi tutto

Politica

Verdini butta la maschera: «Sono io il regista di tutto»

L’ex braccio destro di Berlusconi rivendica come proprio merito anche le unioni civili

Leggi tutto

Società

Anche Michela è stata uccisa dal porno

Come Tiziana Cantone, peggio di Tiziana Cantone: per la giovane barista di Porto Torres alla vergogna si è aggiunto anche l’esplicito ricatto, e se i suoi aguzzini devono ora vedersela con un’accusa
di tentata estorsione, a lei resta perfino meno. Emerge ancora una volta l’incapacità della società di raffrontarsi a una questione dalle profonde implicazioni etiche e morali: inermi di fronte al vuoto.

Leggi tutto

Politica

La Francia dopo gli Stati Generali della bioetica

Si è conclusa col mese di aprile una lunga fase di aggiornamento sui progressi delle tecniche mediche e di dibattito (oltre 280 eventi in tutto) sui possibili ritocchi all’ordinamento giuridico.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2021 La Croce Quotidiano