Società

di Stefano Di Tomassi

Cinquant’anni di messa per il “prete-consigliere” di Ostia

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Pietra dello scandalo, segno di contraddizione, lancia nel fianco: don Franco De Donno è stato, è questo. Ma come gli si può a lungo esprimere qualcosa contro se il suo maestro è Gesù? Di fronte a Gesù le ginocchia si sciolgono. Don Franco e il suo Maestro; hanno colpito il legno verde, così fanno e faranno con il legno secco. Essere cristiani significa lasciarsi crocifiggere e vedersi sanguinare. Affrontare la paura delle morti, ma risorgere nella vita.

Gesù ha permesso che gli si allargassero le braccia sul legno perché fosse ritratto nell’immagine di abbracciare l’umanità. Per questo seguire il Cuore ci attira le critiche di chi segue la logica, ma seguire il Maestro è bello perché ti da una sensazione di Cielo e ci si prova per prima cosa. Qualcuno arriva fino a sotto la croce, altri si nascondono, altri dicono di non conoscerLo, riparano sul razionale, altri percorrono quella strada “da impiccarsi” per arrivare sempre al compromesso “traditore” tra cuore e testa cuore e testa…

Don Franco De Donno quando ha accettato di fare il consigliere politico forse non è scappato e ha accettato la via della croce ed essere innalzato allo sguardo pubblico. A iniziare dagli stessi sacerdoti che lo guardavano dicendo alcuni: “ha perso il senno, bisogna solo pregare ora per lui”, mentre altri con tristezza: “sceglie questo perché nel corso di questi decenni lo abbiamo lasciato molto solo.” Chi scrive ha raccolto queste testimonianze.

Si è caricato sulle spalle, per portarlo al Palazzo del Governatorato, i giovani “laicisti”, il dialogo tra le spiritualità diverse, i barboni senza casa al freddo e alla fame, il desiderio di un ambiente di cui i cittadini fossero custodi, la lotta contro gli usurai, le pressioni dei compagni “zeloti” del nostro tempo…

In questi giorni festeggia 50 anni di sacerdozio (05.03.1971/2021) e forse terminerà il suo percorso politico istituzionale nel quale “inchiodato con le braccia larghe” forse la gente di questo o quel partito ha spesso voluto in qualche modo dirgli: “si stacchi dalla croce e scenda qui con i piedi sulla terra insieme a noi, e noi gli crederemo”. Ecco il punto: noi. Ma quel sacerdozio non dice “noi”, ma dice “tutti”.

Tra i tanti ci viene in mente il commento di una parrocchiana, che se lo ricorda come sacerdote di strada a Santa Monica, quando le abbiamo chiesto cosa augura a don Franco oggi per il suo Cinquantesimo di Sacerdozio: “che torni alla chiesa per essere di tutti” . La vecchietta ci strizza gli occhietti furbetti in un sorriso rugginoso , segno che fa parte di quei “puri di cuore che vedono Dio”, non sbaglia.

Chi è don Franco De Donno? Un sacerdote, un politico vero, un uomo di mondo? In fondo tanti se lo chiedono e vogliono trovare una categoria. Allora concludiamo con le parole di don Franco De Donno quando gli abbiamo chiesto un pensiero dal cuore per questo suo traguardo e le riportiamo lettera per lettera così che voi stessi giudicherete:

“Cinquanta anni da sacerdote fino ad ora significano ‘gratitudine e stupore’. Una gioiosa esperienza di Amore ricevuto e donato umilmente nei limiti della mia fragilità umana.”

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20/03/2021
0705/2021
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