Società

di don Giampaolo Centofanti

La vera solidarietà

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Quando le persone sono nella necessità vanno aiutate immediatamente, certo secondo validi criteri. Ma la strada giusta è tendere a renderle libere, responsabili, partecipi. Ossia restituire a loro la scelta della formazione alla luce dell’identità spirituale, filosofica, liberamente perseguita e dunque anche la possibilità di un autentico scambio. Queste vie profonde favoriscono ricerche personali vitali, nella direzione di un sereno benessere di ciascuno e della comunità. Si tende ad uscire dal tecnicismo che sempre più svuota e spoglia di tutto. Inutile per esempio dire che i migranti dovrebbero avere si il diritto di espatriare ma anche quello di avere lavoro nel proprio paese. Non sono le mere soluzioni tecniche a risolvere il problema. È fondamentale l’aiuto ad una maturazione, una partecipazione, libera e profonda di ogni persona. Ecco la via, quella di un’autentica democrazia.

Finché la formazione e l’informazione sono nelle mani di pochi quelli avranno il potere. Si scivola conseguentemente verso il fare degli apparati, verso la mera tecnica, la cultura della ragione astratta viene rafforzata invece di venire superata. Impressionante vedere chi sembra aspirare ad una società più equa restare anch’egli nelle logiche funzionaliste del sistema, solo proponendo prassi diverse. È la cultura di fondo che sta spegnendo i popoli. L’ubris, la superbia, l’ottuso vuoto, dell’intellettualismo si svelano come mero operare, potere di qualcuno sugli altri ma in definitiva dominio di una pseudo scienza sulla gente. Il robot che prevale sull’uomo.

Il mero fare di governo e sedicente opposizione: una stessa banalita’

La cultura della ragione astratta, del conseguente mero fare, spogliato di vissuta ricerca umana integrale, è ormai giunta al capolinea. Si manifesta concretamente che su tali vie restano solo il potere, il denaro, l’apparenza: il mero fare appunto. Lotte, proclami, in realtà per un posto al sole falso del successo. Una stessa grigia banalità accomuna tante sedicenti parti in causa, sempre le stesse cose. Uno spessore culturale nullo che spegne le persone accendendole al più al fanatismo del bianco o nero. E questo finché agli aspiranti nuovi capi fa comodo, pronti al gran balzo del venire cooptati nel sistema che si affermava di contrastare ma di cui si faceva mentalmente parte da sempre. Come oggi vediamo nel parlamento uniformato al punto che le stesse opposizioni appaiono specchietti per allodole per evitare che veri innovatori possano occupare le caselle mancanti.

Lo sfacelo della tecnica e il seme che muore nella terra

A chi cerca davvero la vita, il dialogo, la condivisione, non resta che essere un piccolo chicco di grano che muore nella terra. Un seme che maturi nei sempre più esigui anfratti permessi dall’onnipervasività in vario modo manipolatrice del grande fratello. Ma nella fiducia certa nella potenza rinnovatrice del Seminatore che uscì a Seminare il suo Seme. Non concetti da comprendere con il cervello e applicare con la volontà, non subito cultura già preparata per tutti ma semi di fecondi diversificati, liberi, sviluppi. Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.

Informazione alternativa per allodole

Come si può parlate di difesa del pluralismo, lamentare il venire oscurati ed oscurare a propria volta legittimi commenti? Provate a commentare a lungo in maniera libera su certi media e constatate se dopo qualche tempo vi negano la possibilità di intervenire o meno: vedrete se il programma di questi oppositori è lo stesso di quello del sistema. Se vogliono unicamente un posto al sole. Finanziatori remoti facilmente riconoscibili e metodi uguali a quelli dell’establishment combattuto. La nomenklatura sa che se questi riuscissero ad espandersi oltre una certa misura nonostante limiti ed ostacoli loro posti (e per farlo bisogna avere tempo e modo di impegnarsi solo in questo) resterebbe comunque l’asso pigliatutto: cooptarli al potere. Come vediamo nel parlamento odierno. Dove invece le tirature restassero limitate proprio la mancata accoglienza pluralista renderebbe questi organi ingenui (quando non voluti) canali di sfogo di pochi. Insomma senza libera e plurale ricerca del vero si è figli dello stesso mondo che si afferma di voler contrastare. E il sistema lo sa bene.

I desaparecidos virtuali

Un fenomeno drammatico su cui riflettere in questa epoca di dittatura virtuale, in cui le menti vengono teleguidate attraverso la formazione e l’informazione senza reale contraddittorio è la sparizione da certi media di autori, commentatori (a piè pagina) o la loro assoluta mancata presenza. Com’è possibile che il pensiero originale non emerga in un libero dibattito? Ecco il motivo del sostanziale, al più, bianco o nero che si registra su molti media: l’assenza asfissiante di autentica ricerca del vero, il proclamare verità la propria esclusiva linea (sostenuta da un qualche “alto” facilmente riconoscibile col metodo del cui prodest = a chi conviene). Il costringere dunque gli stessi autori che invece vi appaiono. Insomma il programma reale è quello di fare spazio solo a sé stessi, come burattini di qualcun altro. Il cartaceo nei media è sempre meno diffuso ma sempre più di carta sono i proclami, le parole. Il libero dialogo completamente cancellato. Una tale società viene sempre più spogliata di tutto e va verso il crollo.

Serial cliccher

Questa drammatica epoca dei potenti del virtuale guarda caso spinge tutto verso il virtuale, il governo finisce, con gioia di quasi tutti i media, finalmente in modo pieno in mano a esponenti di tale sistema… Il raggiro, la manipolazione, sono la cifra di un potere che si impadronisce sempre più di ogni minima leva di comando, si arricchisce spogliando di tutto e riesce ad apparire a non pochi schiavizzati come lo scientifico salvatore del salvabile.

Una dittatura drammatica, da studiare perché completamente nuova. Il razionalismo svuota le persone di autentiche ricerche vitali e dunque anche di autentico scambio e porta ogni cosa sul piano di uno pseudotecnicismo presentato come inappellabile. Si manifesta anche in modo progressivamente meno nascosto cosa può restare vivendo di questi criteri: il desiderio di potere, di denaro, di una fama fatta tutta di apparenze. Il parlamento uniformato, persino con un’opposizione ad hoc che trasmette queste stesse strutturazioni mentali, è un’immagine plastica della situazione. Forse anche tra i politici qualcuno diviene consapevole di ciò solo nel tempo. Portato dalla storia in tale direzione.

In questa società del virtuale la vita delle persone può su sempre più aspetti muoversi sul filo di rasoio di un clic. Si consuma tra i tanti drammi di gente messa sul lastrico anche l’esiziale fenomeno dei desaparecidos di internet, persone talora preparatissime che non trovano modo di contribuire al dibattito pubblico perché esso si conferma concretamente già preconfezionato dai codici del falso scientismo e dagli altri vuoti criteri mediatici. O da tale dialogo vengono estromessi ai loro primi rigurgiti di verità.

Ma la tragedia coinvolge gli stessi burattini di apparato e anche di falsa o perlomeno ingenua opposizione perché della stessa cultura di fondo, che sacrificano, anche dove forse qualche minimo margine di scelta lo potrebbero avere, ogni sincerità e umanità sull’altare del potere da salvaguardare. Persone dunque talora lobotomizzate dalla formazione razionalista, capaci di credere a queste logiche o persone mosse dalle motivazioni di cui sopra. Come che sia, di fatto questi apparatchik si trovano a eseguire spesso con un semplice e quasi inavvertito clic le sentenze sulla vita, sulla partecipazione, di tanti non omologati e dunque di una libera e viva società. Nella società mediatica va dunque approfondita anche la riflessione sulla coscienza dei serial cliccher. Davvero significativo in tal senso il caso dei citati pseudo oppositori che reclamano libero dialogo, lamentano di venire oscurati e poi oscurano chiunque non sia sulla loro linea, sostenendo magari che chi non la pensa come loro rifiuta gli inviti sui loro media. Potere, denaro, fama fatta tutta di apparenze, è quello che sembra emergere nell’epoca del vuoto razionalismo.

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20/03/2021
0705/2021
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