Società

di Giampaolo Centofanti

Necessitano cercatori sinceri

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La gente chi dice io sia? E voi chi dite io sia? Viviamo nell’epoca del pensiero unico che intende teleguidare le persone con una comunicazione onnipervasiva e a senso unico, quello che conviene ai potenti della finanza e delle big tech. In tale drammatico contesto noi confidiamo nell’aiuto del Padre che conduce la storia.

Nella misura in cui la sapienza divina vuole questo, come è importante che vi siano persone, nella Chiesa, in profonda ricerca del vero, libere da interessi personali, sempre più capaci di cogliere il buono dagli altri e di comprendere il loro graduale cammino. Come è bello quando Dio vuole che incontriamo chi vive il proprio percorso cercando di accogliere adeguatamente anche quello degli altri.

Uomini che fanno respirare l’aria semplice e libera dello Spirito e non parole continuamente smentite da atteggiamenti, da fatti, magari involontariamente, contrari. Certo ognuno ha il suo graduale cammino ma in questa epoca difficile che dono i maturi cercatori del vero.

Ecco su tali scie un brano su San Giuseppe, cui il papa ha dedicato un Anno speciale, fino al prossimo 8 dicembre, tra l’altro con relativa concessione di indulgenze.

Alla notizia del concepimento di un bimbo da parte di Maria Giuseppe entra in una profonda confusione. Si vede che proprio non sa cosa pensare, cosa fare. Deve ripudiare Maria? Ma così verrà lapidata con il figlio. La legge offre alcune indicazioni ma non lo aiuta una giustizia formale. I profeti continuamente orientano al senso profondo di essa, al cuore…

Il nostro vive momenti di profondo tormento, come può essere accaduto questo a Maria? E poi chi ha mai sentito parlare dello Spirito Santo? Può essere uscita di senno? Mille rovelli caricano di tensione la sua mente. Alla fine della giornata distrutto si assopisce. Dio anche così aiuta l’uomo ad abbandonarsi a lui, con la stanchezza fisica. La mente non può continuare a girare così in eterno, Giuseppe crolla letteralmente nel sonno. E nel silenzio di quel cuore travagliato ma sincero finalmente può parlare lo Spirito. Sì proprio quello Spirito che Maria ha accolto con cuore semplice, fiducioso, coraggioso. La serenità, pur addolorata, di Maria in quella drammatica situazione lo turba, lo irrita ma nel profondo gli tocca il cuore. Maria lo ha sempre segretamente guidato senza nessuna imposizione ma in una meravigliosa, umile, delicatezza, libertà. Ecco ora nel silenzio parla lo Spirito e lo riporta al cuore di Maria. È sempre stata una ragazza semplice e sincera, tutta nella luce. Si sono sempre amati di un amore indicibile. Giuseppe è pazzamente innamorato di quella ragazza. E lo è a mille perché è una pazzia del cielo non una mera passione terrena.

Le ansie prendono a placarsi, ecco lo Spirito mette gradualmente al suo posto ogni cosa. Ricordi ora Giuseppe la parola sulla vergine che concepirà un figlio, che sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi? Allora non si tratta di una vergine che poi si congiunge nel rapporto matrimoniale. Dio viene come e dove non te lo aspetti. Sei pronto alle sue sorprese o vuoi restare chiuso nel grigiore, nella micragna, degli schemi? Maria non mentisce, non lasciarti ingannare dalle agitazioni. Credile, lascia fare allo Spirito, amala pieno di gioia. E poi, non desideravate ardentemente la verginità? Ecco, ecco, perché con semplicità vi sentivate chiamati all’amore sponsale e alla verginità. Cosa così inusuale a quei tempi, due vie in opposizione tra loro. Non hai imparato ad accogliere nel cuore le mozioni dello Spirito senza incepparti in un apparente principio logico di non contraddizione? Si hai imparato con l’incomparabile aiuto di Maria. Certo anche lei si è appoggiata a te, al tuo confermarla.

Ma allora, allora il Messia è venuto. Capisci? Il Messia è venuto, tu, piccolo Giuseppe, padre del Messia, marito della vergine attesa. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

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14/09/2021
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