Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Papa ed aborto: l’obiezione di coscienza fedeltà alla propria professione

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Sono giunti a Roma da tutta Italia per partecipare al 42.mo Congresso nazionale della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie. A loro Francesco ricorda che il Convegno, in programma a Roma fino al 17 ottobre 2021, è “un’occasione di confronto”, ma anche “un’opportunità per ribadire l’importanza del sistema sanitario pubblico nazionale, elemento imprescindibile per garantire il bene comune e la crescita sociale di un Paese”.

Ai partecipanti al Congresso, Papa Francesco ricorda che l’aborto non una soluzione, ma “un omicidio”. Ed indica tre strade: quelle del sevizio, della professionalità e dell’etica.

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Ringrazio il Presidente della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie per le parole che mi ha rivolto a nome di tutti voi. Grazie! Siete venuti da tutta Italia per il vostro Congresso, in rappresentanza di diverse realtà. Il Congresso è prima di tutto occasione di confronto per voi, ma è anche un’opportunità per ribadire l’importanza del sistema sanitario pubblico nazionale, elemento imprescindibile per garantire il bene comune e la crescita sociale di un Paese. E tutto ciò nel contesto della pandemia, che ha cambiato e cambierà il modo di programmare, organizzare e gestire la sanità e la salute. A questo proposito, vorrei indicarvi tre strade sulle quali proseguire il vostro impegno.

La prima la prendo dalla figura dell’albergatore nella parabola del buon samaritano: a lui viene chiesto di accogliere l’uomo ferito e di prendersene cura fino al ritorno del samaritano (cfr Lc 10,35). In questo personaggio possiamo vedere due aspetti significativi del lavoro del farmacista ospedaliero: la routine quotidiana e il servizio nascosto. Sono aspetti comuni a molti altri lavori, che richiedono pazienza, costanza e precisione, e che non hanno la gratificazione dell’apparire, hanno poca visibilità. La routine quotidiana e il servizio nascosto non hanno visibilità, poca, diciamo così, poca visibilità. Proprio per questo, se sono accompagnati dalla preghiera e dall’amore, essi generano la “santità del quotidiano”. Perché senza preghiera e senza amore – voi lo sapete bene – questa routine diventa arida. Ma con amore, fatta con amore e con preghiera ti porta alla santità “della porta accanto”: santi anonimi che sono dappertutto perché fanno bene quello che devono fare.

La seconda strada riguarda la dimensione specifica del farmacista ospedaliero, ovvero la sua professionalità, la sua specializzazione post-laurea. Insieme con il clinico, è il farmacista ospedaliero che ricerca, sperimenta, propone percorsi nuovi; sempre nel contatto immediato con il paziente. Si tratta della capacità di comprendere la malattia e il malato, di personalizzare le medicine e i dosaggi, confrontandosi talvolta con le situazioni cliniche più complesse. Il farmacista infatti è in grado di tenere conto degli effetti complessivi, che sono più della semplice somma dei singoli farmaci per le diverse patologie. Talvolta – a seconda delle strutture – si dà l’incontro con la persona malata, altre volte la farmacia ospedaliera è uno dei reparti invisibili che fa funzionare il tutto, ma la persona è sempre la destinataria delle vostre cure.

La terza strada interessa la dimensione etica della professione, sotto due aspetti: quello personale e quello sociale.

Sul piano individuale, il farmacista, ciascuno di voi, adopera sostanze medicinali che possono però trasformarsi in veleni. Qui si tratta di esercitare una costante vigilanza, perché il fine sia sempre la vita del paziente nella sua integralità. Voi siete sempre al servizio della vita umana. E questo può comportare in certi casi l’obiezione di coscienza, che non è infedeltà, ma al contrario fedeltà alla vostra professione, se validamente motivata. Oggi c’è un po’ la moda di pensare che forse sarebbe una buona strada togliere l’obiezione di coscienza. Ma guarda che questa è l’intimità etica di ogni professionista della salute e questo non va negoziato mai, è proprio la responsabilità ultima dei professionisti della salute. Ed è anche denuncia delle ingiustizie compiute ai danni della vita innocente e indifesa. È un tema molto delicato, che richiede nello stesso tempo grande competenza e grande rettitudine. In particolare, sull’aborto ho avuto occasione di tornare anche recentemente. Sapete che su questo sono molto chiaro: si tratta di un omicidio e non è lecito diventarne complici. Detto questo, il nostro dovere è la vicinanza, il dovere positivo nostro: stare vicino alle situazioni, specialmente alle donne, perché non si arrivi a pensare alla soluzione abortiva, perché in realtà non è la soluzione. Poi la vita dopo dieci, venti, trent’anni ti passa il conto. E bisogna stare in un confessionale per capire il prezzo, tanto duro, di questo.

Questo era il livello etico personale. C’è poi il livello della giustizia sociale, che è tanto importante: «Le strategie sanitarie, volte al perseguimento della giustizia e del bene comune, devono essere economicamente ed eticamente sostenibili». Certamente, nel Servizio Sanitario Nazionale italiano, grande spazio occupa l’universalità dell’accesso alle cure, ma il farmacista – anche nelle gerarchie di gestione e amministrazione – non è un mero esecutore. Pertanto i criteri gestionali e finanziari non sono l’unico elemento da prendere in considerazione. La cultura dello scarto non deve intaccare la vostra professione. E anche su questo bisogna essere sempre vigilanti. «Dio nostro Padre ha dato il compito di custodire la terra non ai soldi, ma a noi: agli uomini e alle donne. Noi abbiamo questo compito! Invece uomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo: è la “cultura dello scarto”». Anche negli anziani: dare la metà dei medicinali e così si accorcia la vita… È uno scarto, sì. Questa osservazione, originariamente riferita all’ambiente, vale a maggior ragione per la salute dell’essere umano.

La gestione delle risorse e l’attenzione a non sprecare quanto affidato alle mani di ogni singolo farmacista assumono un significato non solo economico ma etico, anzi, direi umano, molto umano. Pensiamo all’attenzione ai dettagli, all’acquisto e alla conservazione dei prodotti, all’uso corretto e alla destinazione a chi ne abbia necessità e urgenza. Pensiamo al rapporto con i vari operatori – i capisala, gli infermieri, i medici e gli anestesisti – e con tutte le strutture coinvolte.

Vi ringrazio per questa visita, e mi auguro che voi possiate andare avanti nel vostro mestiere così umano, così degno, così grande e tante volte così silenzioso che nessuno se ne accorge. Grazie tante! Che Dio vi benedica tutti. E pregate per me. Grazie!

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

14/10/2021
2711/2022
San Virgilio

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Società

«L’epoca dell’aborto sta passando». Intervista esclusiva con Thérèse Hargot

Esce dopodomani nelle librerie il pamphlet della sessuologa belga che sta infiammando la Francia. L’autrice si è intrattenuta in un’intervista col traduttore italiano

Leggi tutto

Politica

La bimba down che tolse le parole alla Merkel

Una diciottenne come tante altre, ma che a differenza di tante altre ha un cromosoma “maggiorato”, ha inchiodato la cancelliera tedesca all’ineludibile confronto con la realtà: la legge permette l’aborto dei bambini down anche in stadio avanzato della gestazione, e balzando oltre tutte le ipocrisie e i convenevoli Natalie ha chiesto alla politica: «Perché? Io voglio vivere!»

Leggi tutto

Politica

Una strada per liberi e forti

Nei giorni in cui c’è stato e c’è chi insistentemente afferma che il Popolo della Famiglia non serve più a niente non avendolo condotto immediatamente al seggio parlamentare, dunque meglio acconciarsi a sostenere i nuovi potenti e il governo del Trentennio, io resto sempre più convinto del progetto pidieffino e provo a delinearlo per quello che è, per quello per cui l’abbiamo fondato nel marzo 2016, per quello per cui credo che abbia ancora lo stesso inalterato senso ventotto mesi dopo e nel futuro a venire.

Leggi tutto

Società

NAPPI FILOSOFA ABORTISTA, I PENDII DELLA FOLLIA DI UNA PORNOSTAR

Scatenata su Instagram, la diva partenopea dell’hard si è lanciata in roboanti dichiarazioni: «Meglio abortire che non offrire il meglio ai figli»; «Non è omicidio se non c’è un livello minimo di complessità del sistema nervoso, e vale anche ai casi estremi di microcefalia». Nichilismo in plastilina.

Leggi tutto

Società

Lo scorrere della vita

Una riflessione su come gli eventi della nostra vita, anche quelli più dolorosi, siano buoni per noi. Ci lasciano cicatrici e segni, ma proprio attraverso di loro affrontiamo il presente e il futuro. Sono le mappe per farci arrivare a destinazione; sono il ricordo, indelebile, che in quei momenti bui non eravamo soli. Qualcuno ha disinfettato e suturato quegli squarci dell’Anima. Dal profondo di tenebra siamo usciti spinti, verso una nuova realtà di Luce, da una forza irresistibile.

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco: grazie ai missionari che testimoniano Gesù

Papa Francesco applaude agli annunciatori che portano il Vangelo dove non è conosciuto “non per proselitismo” e ricorda le nuove Beate, suor Lucia dell’Immacolata e la giovane Sandra Sabattini

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano