Chiesa

di Tommaso Ciccotti

Papa Francesco all’Angelus: il Signore cerca cuori che sanno ascoltare

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

La catechesi di Papa Francesco all‘Angelus di quest’ultima domenica di ottobre, inizia e si sviluppa da una ripetizione. È quella dello scriba, come si legge nel Vangelo odierno di Marco: “Udita questa risposta, lo scriba non soltanto la riconosce giusta, ma nel farlo ripete quasi le stesse parole dette da Gesù.ù

L’apparente banalità di ripetere le parole ascoltate contengono, spiega il Papa, la necessità di fissare in modo indelebile quanto Cristo ci insegna. Non è un buon oratore quello che Dio cerca, ma un cuore in grado di vivere la Parola.

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nella Liturgia di oggi, il Vangelo racconta di uno scriba che si avvicina a Gesù e gli domanda: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?» (Mc 12,28). Gesù risponde citando la Scrittura e afferma che il primo comandamento è amare Dio; da questo poi, per naturale conseguenza, deriva il secondo: amare il prossimo come sé stessi (cfr vv. 29-31). Udita questa risposta, lo scriba non soltanto la riconosce giusta ma nel farlo, nel riconoscerla giusta, ripete quasi le stesse parole dette da Gesù: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici» (vv. 32-33).

Possiamo domandarci: Perché, nel dare il suo assenso, quello scriba sente il bisogno di ridire le stesse parole di Gesù? Questa ripetizione pare tanto più sorprendente se pensiamo che siamo nel Vangelo di Marco, il quale ha uno stile molto conciso. Che senso ha allora questa ripetizione? Questa ripetizione è un insegnamento, per noi tutti che ascoltiamo. Perché la Parola del Signore non può essere ricevuta come una qualsiasi notizia di cronaca. La Parola del Signore va ripetuta, fatta propria, custodita. La tradizione monastica, dei monaci, usa un termine audace ma molto concreto. Dice così: la Parola di Dio va “ruminata”. “Ruminare” la Parola di Dio. Possiamo dire che è così nutriente che deve raggiungere ogni ambito della vita: coinvolgere, come dice Gesù oggi, tutto il cuore, tutta l’anima, tutta la mente, tutta la forza (cfr v. 30). La Parola di Dio deve risuonare, echeggiare, e riecheggiare dentro di noi. Quando c’è quest’eco interiore che si ripete, significa che il Signore abita il cuore. E dice a noi, come a quel bravo scriba del Vangelo: «Non sei lontano dal regno di Dio» (v. 34).

Cari fratelli e sorelle, il Signore non cerca tanto degli abili commentatori delle Scritture, cerca cuori docili che, accogliendo la sua Parola, si lasciano cambiare dentro. Ecco perché è così importante familiarizzare con il Vangelo, averlo sempre a portata di mano – anche un piccolo Vangelo in tasca, nella borsa per leggerlo e rileggerlo, appassionarsene. Quando lo facciamo, Gesù, Parola del Padre, ci entra nel cuore, diventa intimo a noi e noi portiamo frutto in Lui. Prendiamo ad esempio il Vangelo di oggi: non basta leggerlo e capire che bisogna amare Dio e il prossimo. È necessario che questo comandamento, che è il “grande comandamento”, risuoni in noi, venga assimilato, diventi voce della nostra coscienza. Allora non rimane lettera morta, nel cassetto del cuore, perché lo Spirito Santo fa germogliare in noi il seme di quella Parola. E la Parola di Dio opera, è sempre in movimento, è viva ed efficace (cfr Eb 4,12). Così ognuno di noi può diventare una “traduzione” vivente, diversa e originale. Non una ripetizione, ma una “traduzione” vivente, diversa e originale, dell’unica Parola di amore che Dio ci dona. Questo lo vediamo nella vita dei Santi per esempio: nessuno è uguale all’altro, sono tutti diversi, ma tutti con la stessa Parola di Dio.

Oggi, dunque, prendiamo esempio da questo scriba. Ripetiamo le parole di Gesù, facciamole risuonare in noi: “Amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutta la forza e il prossimo come me stesso”. E chiediamoci: questo comandamento, orienta davvero la mia vita? Questo comandamento trova riscontro nelle mie giornate? Ci farà bene stasera, prima di addormentarci, fare l’esame di coscienza su questa Parola, vedere se oggi abbiamo amato il Signore e abbiamo donato un po’ di bene a chi ci è capitato di incontrare. Che ogni incontro sia dare un po’ di bene, un po’ di amore, che viene da questa Parola. La Vergine Maria, nella quale la Parola di Dio si è fatta carne, ci insegni ad accogliere nel cuore le parole vive del Vangelo.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

31/10/2021
2801/2023
San Tommaso d'Aquino

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Una madre che protegge i propri figli

Che la dialettica degli strumenti di produzione dovesse portare, con l’abolizione della famiglia, alla scomparsa della prostituzione è un assunto indeducibile. Ma una volta eliminati i principi morali familiari che davano un senso al sesso, quest’ultimo è straripato e porta rovina ovunque

Leggi tutto

Politica

Verona, Roma, Vaticano: le tre giornate sull’aborto

Chiunque si permette di mettere in discussione “conquiste” consolidate viene linciato

Leggi tutto

Politica

INSEGNAMO AI GIOVANI CHE LA POLITICA E’ LA PIU’ ALTA FORMA DI CARITA’.

La politica non deve essere una caccia al poteree d alle poltrone, ma una forma di carità.

Leggi tutto

Società

PERIFERIE ESISTENZIALI: LA LOTTA TRA I GUARDIANI DELLE TENEBRE E I PORTATORI DI LUCE.

Nelle periferie esistenziali montane è in atto un evidente scontro tra i guardiani delle tenebre (spesso anche locali) e i portatori di luce. Un aspro conflitto tra chi vuole chiudere, accorpare, cancellare e annichilire le nostra realtà e chi viceversa lotta con tutto se stesso per mantenerle in vita, chiedendo a gran voce trattamenti equi e servizi essenziali

Leggi tutto

Società

Caritas: dossier su emergenza climatica

“Il momento è adesso. Avviare una giusta transizione per far fronte all’emergenza climatica”. È il titolo del dossier, pubblicato dalla Caritas Italiana che fornisce dati e testimonianze sull’emergenza climatica ed ecologica, in vista della Cop26

Leggi tutto

Chiesa

La beatificazione di padre Macha, testimone della fede eroica

Il nuovo Beato nasce nel 1914 in un piccolo paese, all’interno di una famiglia piena d’amore, riflesso dell’amore di Cristo per l’uomo. Il piccolo Hanik respira così, fin da subito, il significato del preoccuparsi per il prossimo, del prendersi cura l’uno dell’altro e gli verrà naturale svolgere nello stesso modo il suo ministero da sacerdote:

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano