Società
di Paolo Nardon
No Vax avete rotto
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Non so se questo pezzo verrà pubblicato e, se pubblicato, manterrà il titolo originale. Ve lo dico subito il sottoscritto è carico a palla. Il miagoloso, e un po’ poetico, autore dei due precedenti articoli è, almeno per il momento, tornato da dove è venuto… . Chi mi legge abitualmente sa che del politicamente corretto me ne infischio altamente e oggi ancora di più. Tra privacy e politically correct siamo sempre più incatenati e imbavagliati, quindi anche queste due pirlate, oggi, torneranno da dove sono venute… .
Forse sapete che vivo in Friuli; in queste ultime settimane la mia amata regione è balzata agli onori (forse sarebbe meglio dire ai disonori) della cronaca. Il motivo è risaputo, Trieste è diventata, suo malgrado, la “capitale italiana” dei no vax, dei no green pass e di una minoranza rumorosissima di confusi e disorientati. La città è in ostaggio di questi analfabeti funzionali che vagolano urlando e sputacchiando cori da stadio del tipo “La gente come noi non molla mai”. Il livello della proposta valoriale, quindi, è quello degli ultrà; niente di vergognoso ovviamente, però è bene rendersene conto. Qualche settimana fa ho ascoltato la dichiarazione di una barricadera da strapazzo che si bulleggiava dicendo che con il blocco del porto stavano arrecando un danno gravissimo alla città di Trieste. Una che dice una cosa del genere già si qualifica per quello che è… . In un tempo in cui abbiamo sofferto un apocalittico Lockdown e la peggior crisi economica dal Dopo Guerra vantarsi di rovinare una città e una regione sarebbe da TSO. Poi giri per Udine ed incontri un gruppetto ancora più sbalinato di no green pass e, siccome ti fa un po’ schifo la vita, ti fermi a parlare con questi “scienziati”. Parla che ti parla li asfalti dialetticamente da tutti i punti di vista. Inesorabilmente finiscono gli slogan del bravo no vax e siccome non capiscono più niente, credendo di fare la mossa che ribalta le situazione, se ne escono con “Noi siamo come gli Ebrei durante la Shoah”. Vi posso garantire che mi stava per venire da vomitargli addosso… ascoltare un abominio del genere chiede vendetta davanti agli uomini e davanti a Dio. A quel punto mi è salito l’ISIS è ho deciso di tumularli, sempre dialetticamente, definitivamente. Ho sbottato dicendo che dovevano vergognarsi a pensare e dire questi aborti. Alla mia domanda se erano mai stati ad Auschwitz Birkenau (chi vi scrive ci è stato due volte) mi hanno risposto con baldanza del tutto fuori luogo “Lo abbiamo visto sull’internet”. A quel punto per amor di patria, ma soprattutto del mio stato di incensurato, ho chiuso la discussione dicendogli di andare a studiare la Storia e che, soprattutto, riflettessero sulle cose immonde che dicevano. Il problema è che questi credono veramente alle stronzate sesquipedali che dicono. Poi vedi un video in cui alcuni di questi scappati di casa sfilano vestiti come gli internati dei campi di concentramento nazisti… lì capisci che hanno completamente perso il lume della ragione e il senso della decenza. Per non farmi mancare proprio niente, una sera, durante la mia consueta passeggiate per le vie del centro di Udine, mi sono imbattuto in un corteo di no green pass. La prima cosa che ho notato è stata la nettissima diminuzione dei numeri (Dio sia lodato) e poi il conseguente aumento della confusione e del casino. Ovviamente avvicinandosi sempre più pericolosamente alla soglia dei “quattro gatti” per illudersi, e camuffarsi un po’, avevano portato tamburi, vuvuzela e casse a volume inaudito che trasmettevano le loro pirlate… insomma tanto tanto fumo ma niente arrosto. Siccome mi fa proprio tanto schifo la vita, in un momento di inquietante silenzio, ho dato voce alla stragrandissima maggioranza silenziosa degli italiani; ho cominciato a spernacchiarli ed usando il loro metodo da curva da stadio ho intonato il coro “BUFFONI!!... BUFFONI!!... BUFFONI!!”. Vedere le loro facce stralunate e sconvolte è stato un momento di vero godimento… quasi come il rigore parato da Tatarusanu nel derby di Milano. Prima della mia performance ho chiesto alle forze dell’ordine se sarei stato arrestato, la risposta è stata un sorriso. Ovviamente dal momento che questi ignoranti hanno il diritto di manifestare, la Costituzione mi garantisce un diritto uguale e contrario al loro e quindi li posso spernacchiare a mio piacimento. La questione centrale, però, è un’altra. Dato per assodato il diritto di manifestare dei no vattelappesca, una cosa è intollerabile, e soprattutto illecita, e cioè fare assembramenti di centinaia, in alcuni casi migliaia, di persone fottendosene delle norme anti Covid. Niente distanziamento e soprattutto neanche una mascherina. Questo è uno scandalo indegno di una nazione come l’Italia. Il frutto marcio di queste manifestazioni, dove tutto è stato permesso, è l’impressionante aumento dei casi in FVG ed in particolare a Trieste. Lì si vedono numeri e curve da paura, gli stessi del 2020. Per questi scalmanati irresponsabili rischiamo l’impennata di morti, il blocco delle prestazioni ospedaliere e il disastro economico. Non mi si venga a dire che queste non sono parole da bravo cristiano o che non do il buon esempio. Io rispondo che chi sta zitto davanti al male fa peccato e rischia di essere moralmente complice di questo crimine contro la nostra amata Italia. Il Friuli Venezia Giulia, ad oggi, rischia seriamente di tornare in zona gialla (o addirittura peggio). Io potrò dire ai miei figli, o ai miei nipoti, che non sono stato zitto quando tutto questo succedeva. Ci ho messo la faccia rischiando botte, insulti, critiche ed accuse da amici e conoscenti. Io, però, me ne fotto. Non ho paura, o remora, di dire che i No Vax hanno rotto i coglioni. Qualcuno pensa, sbagliando, che quelle piazze siano politiche (comunisti o fascisti) ma si sbaglia di grosso. In quelle piazze ci sono comunisti, fascisti, terrapiattisti, negazionisti, storditi di tutti i tipi più un fritto misto di ingannati. Strepitano alla dittatura sanitaria senza rendersi conto che i veri dittatori sono loro. Posso solo pregare perché queste persone ritrovino il discernimento, prima che sia troppo tardi per loro e per il nostro Paese.