Chiesa

di Tommaso Ciccotti

La beatificazione di padre Macha, testimone della fede eroica

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Il nuovo Beato nasce nel 1914 in un piccolo paese, all’interno di una famiglia piena d’amore, riflesso dell’amore di Cristo per l’uomo. Il piccolo Hanik respira così, fin da subito, il significato del preoccuparsi per il prossimo, del prendersi cura l’uno dell’altro e gli verrà naturale svolgere nello stesso modo il suo ministero da sacerdote: Non è un caso che il rito di Beatificazione di Giovanni Francesco Macha, giovane sacerdote ucciso in odium fidei dal regime nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, avvenga proprio nella cattedrale di Katowice, città dell’Alta Slesia, in Polonia. Non solo perché è a Katowice che viene ordinato sacerdote, il 25 giugno 1939 a pochi mesi dall’invasione del Paese, scintilla che fa scoppiare il conflitto; e nemmeno solo perché è qui che presta il suo breve servizio di carità e qui che a causa di quello stesso servizio di amore e carità verrà prima arrestato, poi condannato a morte e infine ucciso. Non è solo per questo. È perché con il suo martirio, con l’offerta della propria vita, questo giovanissimo prete mostra all’uomo di oggi come “il dominio terreno passa, mentre perdura il Regno di Cristo”. Queste le parole del cardinale Marcello Semeraro nell’omelia della celebrazione nella cattedrale dedicata, appunto, a Cristo Re, peraltro alla vigilia di questa Solennità.

Il cardinale poi aggiunge: ““Egli comprese che solo la fede e la carità permettono di riconoscere ad ogni persona, creata a immagine e somiglianza di Dio, la propria irrinunciabile dignità”, ha detto il porporato. Assegnato come vicario alla parrocchia di San Giuseppe a Ruda Śląska, nel pieno delle ostilità, fonda un’associazione caritativa di nome “Konvalia”, cioè mughetto, per portare conforto morale o materiale a tutte le persone in qualche modo vittime della guerra per lutto, fame o povertà: “Non badava alle differenze di nazionalità, confessione religiosa o livello sociale – ha proseguito il cardinale Semeraro – quanto è prezioso oggi il suo esempio!”. È così, infatti, che il nuovo Beato ci ricorda che tutti saremo giudicati sull’amore.

Ma tutta questa carità, questo amore traboccante e gratuito per gli altri, ai nazisti non piace. Poi c’è il fatto che questo giovane sacerdote continua a sfidarli, rifiutando di celebrare la Messa in tedesco come loro avevano imposto. Così padre Macha viene arrestato: è il 5 settembre 1941 e ben dieci mesi dopo, mesi di prigionia e di torture nel tentativo di farlo cedere, di fargli rinnegare quella fede e quella scelta pastorale che invece sono la linfa che lo tiene in vita, arriva la sentenza di morte. Condannato a morire per troppo amore. Come Gesù. “Non si sentì mai abbandonato – ci ricorda il Prefetto – morì per portare frutto, perché la vita di Gesù si manifestasse nel suo corpo mortale”. Ha solo 28 anni, ma è consapevole che “ognuno su questa terra è stato creato per una missione da compiere”. Così scrive a casa l’ultima lettera, cercando di consolare i suoi: “Una foresta senza un albero resta una foresta”. Parole indirizzate alla famiglia, ma che contengono il suo insegnamento supremo, universale: “Le aspirazioni alla felicità sono autentiche se diventano difesa della giustizia, servizio al bene comune, condivisione, accoglienza, rispetto, attenzione alle necessità degli altri”, spiega il porporato. Viene ghigliottinato la notte del 3 dicembre 1942.

Per concludere Semeraro sottolinea: ” padre Macha è anche un figlio della sua Polonia, e il suo fermo rifiuto alla germanizzazione nazista lo dimostra. Il suo martirio, sottolinea il cardinale Semeraro, è anche un invito “a rimanere con il Signore, a ricercarlo nella preghiera e nel dialogo interiore, a glorificarlo con una vita Santa”. E mai, come in questo tempo di pandemia in cui la Chiesa muove i primi passi nel suo cammino sinodale, ci si dovrebbe rendere conto che per salvarci abbiamo bisogno gli uni degli altri, perché nessuno si salva da solo.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

20/11/2021
2402/2024
San Sergio

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Sacerdoti oggi

Vi sembrerà impossibile, lo so. Anche a me oggi, a 45 anni, fa ancora lo stesso effetto. A volte mi sveglio di notte da incubi spaventosi e mi domando: ma è stato tutto vero o me lo sono inventato io? Durante l’esperienza del liceo e poi dell’università ci ho provato a staccarmi. Per fortuna allora non esistevano i cellulari. Ma vi posso assicurare che la sua presenza era totalizzante anche a distanza. Non esagero se vi dico che ci sono state settimane e mesi nelle quali mi arrivano non meno di trenta telefonate al giorno tutte sue. Ero suo e non era immaginabile che io prendessi il volo per sempre. Mi controllava. Durante la fase della tesi di laurea ho iniziato a soffrire di attacchi di panico. Quest’anno festeggio i 22 anni di convivenza con questa brutta bestia che ti schianta il cuore e il fisico. La vita è sempre stata una vista passata a scappare. A fare non-scelte. Compresa quella di entrare in seminario dopo la laurea in filosofia. E ne ero convinto in un certo senso, ero convinto di avere la vocazione. In realtà non era così: scappavo ancora una volta dal mostro. A venticinque anni che cosa potevo fare nella vita? Non ero capace di fare niente. E allora perché non entrare in seminario? Il prete sapevo farlo, figuriamoci, con tutta l’esperienza di anni e anni passata a fare ogni cosa in parrocchia ed in oratorio! E poi, forse, se fossi diventato prete avrei finalmente avuto la scusa giusta per allontanarmi dal mostro. Il Vescovo mi avrebbe spedito a chilometri di distanza dal prete-mostro e allora la mia prigione sarebbe finita. In seminario ci sono restato 9 mesi. Il periodo più importante e decisivo per la mia vita. Decisivo per affrontare di petto per la prima volta chi ero davvero e che cosa volevo davvero diventare.

Leggi tutto

Politica

CON UN ATTO DI ARROGANTE IMPERIO

Ora sta ai cristiani, in Italia in particolare ai cattolici, decidere come reagire davanti a questa furibonda offensiva che nega il diritto stesso di agire come cristiani in ambito politico proclamando alcune banalissime idee che sono alla base della nostra fede. Per ognuno di noi la vita umana va difesa fin dal suo concepimento, Papa Francesco è arrivato ad affermare che “abortire è come affittare un sicario” ed è una frase che se fosse stata pronunciata da un candidato del principale partito di governo ne avrebbe comportato l’immediata espulsione con la relativa cancellazione del diritto all’elettorato passivo.

Leggi tutto

Politica

IL PDF TRA NUOVI ELETTI E NUOVE GRANDI SFIDE

La nostra sfida per un progetto politico autonomo di ispirazione cristiana che cresce e va al governo delle comunità si sposta da qui a otto mesi alle elezioni nelle grandi città  del maggio 2021. Siamo un popolo, non ci faremo trovare impreparati. Dovremo affrontare due settimane dei ballottaggi importanti in cui saremo protagonisti grazie ai risultati ottenuti a Chieti (0,6%) ma soprattutto a Matera (3,5%) e Castrovillari (11,1%). Non solo, tra due settimane il Popolo della Famiglia torna in campo anche per il primo turno delle amministrative siciliane ad Agrigento, a Tremestieri ed a Mislimeri

Leggi tutto

Chiesa

Beate Mariantonia Samà  e Nuccia Tolomeo, due cantici di gioia nella sofferenza

Domani a Catanzaro la beatificazione delle prime due Beate di quella diocesi: Mariantonia Samà e Nuccia Tolomeo. Entrambe sofferenti nel corpo, trasmettono anche oggi un messaggio di amore alla vita e alla Croce del Signore

Leggi tutto

Chiesa

Il calendario del Papa di novembre

Nel calendario reso dall’Ufficio Celebrazioni Liturgiche, tra gli altri appuntamenti anche la celebrazione per la Giornata mondiale dei poveri, istituita da Francesco nel 2016 a conclusione del Giubileo della Misericordia

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco all’Angelus: “Giù la maschera”

E’ un invito a cercare ogni giorno la verità di Gesù, la riflessione di Papa Francesco prima della recita dell’Angelus, dalla finestra dello studio nel Palazzo apostolico, nell’ultima domenica dell’Anno liturgico.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2024 La Croce Quotidiano