Chiesa

di Tommaso Ciccotti

Myanmar: un’altra chiesa cattolica bruciata e rasa al suolo

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Ancora attacchi alla chiesa da parte dei militari. Nelle scorse ore infatti la chiesa cattolica di San Nicola nella città di Thantlang, nello Stato Chin del Myanmar, è stata bruciata dai militari. L’attacco alla chiesa di San Nicola è solo l’ultimo di una lunga serie: secondo la Chin Human Rights Organization (Chro), tra agosto e novembre, nello stato di Chin, almeno 22 chiese sono state bruciate o distrutte dai militari insieme a più di 350 abitazioni civili.

Il Chin, Stato birmano a maggioranza cristiana, è in prima linea nella resistenza alla giunta e ha assistito a feroci attacchi da parte dell’esercito, inclusi attacchi aerei, artiglieria pesante e attacchi indiscriminati ai civili. Centinaia di persone sono state arrestate arbitrariamente e decine uccisi. Thantlang – la città in cui si trova la chiesa cattolica bruciata – è una città deserta: più di 10.000 residenti sono fuggiti dalle loro abitazioni dopo che i militari hanno preso di mira le case con sparatorie e bombardamenti indiscriminati. L’ultimo attacco è avvenuto un paio di giorni fa con almeno 49 edifici bruciati e rasi al suolo tra cui la chiesa battista di Thantlang. Sempre secondo quanto riferisce Ucanews, il vescovo Peter Hla, della diocesi di Pekhon, nello stato meridionale dello Shan, ha chiesto ai militari di non attaccare cattedrali e altri edifici religiosi. L’appello fa seguito agli attacchi (tre volte in cinque mesi) contro la cattedrale del Sacro Cuore nella città di Pekhon. “Attaccare la cattedrale è come attaccare il cuore di ogni fedele”, ha scritto il vescovo. A causa del colpo di Stato il 1° febbraio scorso e dell’escalation del conflitto da maggio, la diocesi di Pekhon è una delle aree più colpite insieme alla diocesi di Loikaw nello Stato di Kayah. Almeno cinque chiese cattoliche nella diocesi di Loikaw sono state attaccate dai militari e un attacco del 23 maggio è costata la vita a quattro cattolici e il ferimento di altre otto persone.

Nelle regioni prevalentemente cristiane degli Stati di Kayah e Chin, più di 130.000 civili sono stati costretti a cercare rifugio in chiese, conventi e campi di fortuna, anche se i militari continuano a prendere di mira sacerdoti e pastori, bombardando e vandalizzando chiese.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

30/11/2021
2503/2023
Annunciazione del Signore

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Una risposta a Melloni, inquisitore dei laicisti

In un disinvolto corsivo comparso ieri sulle colonne di Repubblica, lo storico bolognese del cristianesimo ha raccolto sotto i suoi consueti strali l’ormai crivellato padre Cavalcoli, Antonio Socci, Radio Maria e noi del Family Day. A questo punto è opportuno mettere in chiaro alcuni concetti

Leggi tutto

Chiesa

Il Papa ringrazia per don Milani

Il vero motivo del viaggio a Barbiana, dalle parole stesse del Pontefice, è quello di dare finalmente una risposta alla richiesta di don Milani al suo vescovo, cui chiedeva «un qualsiasi atto solenne», perché altrimenti il suo apostolato sarebbe «apparso come un fatto privato». Sì, concede il Papa, dal Cardinale Silvano Piovanelli in poi, gli arcivescovi di Firenze hanno dato riconoscimento a don Lorenzo ma, ieri, lui lo ha fatto come vescovo di Roma e, questo, «non cancella le amarezze che hanno accompagnato la vita di don Milani – non si tratta di cancellare la storia o di negarla, bensì di comprenderne circostanze e umanità in gioco –, ma dice che la Chiesa riconosce in quella vita un modo esemplare di servire il Vangelo, i poveri e la Chiesa stessa».

Leggi tutto

Chiesa

Il convegno di Siracusa raccontato da chi c’è stato

Oltre i soliti zelanti allarmismi di certo mondo reazionario si erge la parrhesía di Antonio Staglianò

Leggi tutto

Politica

La Costituzione USA non tutela l’aborto

In West Virginia ed Alabama le votazioni collaterali alle Midterm Elections approvano emendamenti alle costituzioni statali per disconoscere il diritto all’aborto e impedire il finanziamento dalla fiscalità pubblica. Nel Senato cresce la presenza pro-life.

Leggi tutto

Società

Giuseppe Noia ginecologo contro l’aborto

Giuseppe Noia nasce a Terranova da Sibari il 14 Gennaio 1951.
Nel 1975 si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Nel 1980 consegue la specializzazione in Ginecologia e Ostetricia e nel 1988 quella in Urologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
E’ docente di Medicina dell’Età Prenatale presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia, Scuola di Specializzazione in Genetica e diploma di laurea di Ostetricia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. E’ docente dei corsi di Perfezionamento e dei Master in Bioetica presso il Pontificio Consiglio per gli studi sulla famiglia Istituto Giovanni Paolo II.
E’ Presidente dell’Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici (AIGOC).

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco: i cristiani piccole lampade del Vangelo

All’appuntamento domenicale con l’Angelus in Piazza San Pietro, Papa Francesco spiega la trasfigurazione di Gesù sul monte davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni. Francesco, nella seconda domenica di Quaresima, ci guida nel cuore dei discepoli, nell’angoscia della rivelazione del maestro che anticipa la sua morte, nel sogno di un “Messia forte e trionfante” che invece viene infranto.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano