Politica

di Stefano Di Tomassi

COMPIE 7 ANNI L’UFFICIO “FANTASMA” DEL X MUNICIPIO

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E’ l’ironia del caso che la condanna alla famiglia lidense originaria del Bangladesh per le ‘violenze’ contro la figlia adolescente avvenga negli stessi giorni in cui ricorrono i 7 anni dall’istituzione dell’ufficio della pace e del dialogo in X Municipio di Roma con delibera 10975/2015, strumento voluto ‘dal basso’ per l’integrazione e l’orientamento dei centri di culto e mai attivato ‘dall’alto’, segno di una totale mancanza di sensibilità e di prassi istituzionale da parte di politici e burocrati.

Doveva essere appoggiato ai Servizi Sociali o all’Ufficio Scuola Educazione Cultura Sport (Uosecs) oppure, per la sua importanza, dipendere direttamente dalla Presidenza del Municipio stessa. L’ufficio avrebbe potuto ospitare una cabina di regia inter istituzionale (municipio, scuole) per operare in sinergia.

A quanto pare la distrazione per culti e culture non vale invece lì dove esse possono essere, evidentemente, sfruttate per compilare le tabelle dei progetti europei e ricevere finanziamenti.

“Voluto per avvicinare le istituzioni ai responsabili dei centri di culto – dichiarano dalla rete Pacis - è immorale che le culture vengano usate solo per fare moneta con i progetti di un’Europa per altro laicista”.

Non solo questo; le progettazioni scolastiche impiegano risorse economiche e umane, con l’impiego di operatori mediatori inter culturali, senza che vi siano collegamenti con i referenti dei centri ci culto. Uno scollamento tra la base delle culture, dove si vive quotidianità e prossimità, in virtù di reti accademiche collegate con politici e amministrativi che calano dall’alto centinaia di migliaia di euro senza che i diretti interessati abbiano voce in capitolo.

Evidentemente un sistema da cambiare alle fondamenta.

La Rete Pacis, che da oltre un decennio ormai è attiva nel dialogo tra i centri di culto locali - e che ha condotto il movimento culturale atto alla costituzione dell’ufficio suddetto – si riunisce ogni anno nel cosiddetto ‘raduno’ insieme ad alcuni responsabili religiosi e non al fine di non far cadere nelle ‘sabbie mobili e nelle paludi ostiensi’ quello che potrebbe rappresentare un fiore all’occhiello del nostro territorio e nello stesso tempo il riconoscimento identitario di una storia, quella di Ostia, che da millenni ha nel suo DNA l’incontro tra culture e religioni.

Ma non solo un riconoscimento della qualità istituzionale, l’ufficio della pace e del dialogo sarebbe un baluardo contro i fondamentalismi e metterebbe in rete Servizi, uffici, centri di culto, scuole, realtà extrascolastiche.

L’appello è al Sindaco Gualtieri, al consigliere comunale Giovanni Zannola - che fu firmatario nel 2015 della richiesta atta all’apertura dell’ufficio in questione – di interpellare il X Municipio per finalmente sbloccare questa imbarazzante stasi.

Questa sarebbe la migliore risposta nei confronti dei cittadini e soprattutto per proteggere veramente, con l’integrazione, quelle tante situazioni familiari affinché non si ripetano le violenze integraliste e fondamentaliste.

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01/02/2022
2809/2022
S. Venceslao

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