Società

di Fabio Annovazzi

L’arte di odiare degli inluencer.

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Sono lupi travestiti da agnelli che confondono il gregge e lo portano tra le fauci della più bieca e perversa ideologia. Basterebbe questa descrizione per rappresentare metaforicamente la pletora di odiatori seriali che, con acume innato, influenzano l’opinione pubblica in questo nuovo mondo virtuale. Ad un occhio attento, e non accecato, appare chiaro il modo con cui cercano il trono per farsi adulare: vanno ossessivamente alla ricerca di like tra i vari social media, ambiscono ad apparizioni in trasmissioni televisive in cui viene loro messo il tappetino rosso sotto i piedi come novelli divi di Hollywood. Lì, sullo scranno, vengono idolatrati come dei nuovi dei, al loro schiocco di dita i caproni supini si mettono in adorazione perpetua aizzando feroci dobermann contro chi si ostina a non inginocchiarsi. Hanno parole nauseanti che grondano di un buonismo irritante e farisaico, usano termini ricercati e complessi, amplificano il tutto con inglesismi di vario tipo per passare come intellettuali alla moda. Nella realtà, e sotto una maschera abilmente celata, sono invece spruzzatori di odio da tutti i pori della pelle. Se Fromm ha scritto a suo tempo il libro “l’Arte di amare” questi omuncoli da strapazzo potrebbero tranquillamente redigere con solerzia un enciclopedia dal titolo “l’arte di odiare”, ne sono degli specialisti assoluti, imbattibili direi. Rimango esterrefatto che in tanti si lascino attrarre dal loro sibilo, dalle loro lusinghe letterarie, basterebbe grattare con una leggera pressione la scorza apparente per trovarci il più disgustoso putridume. Sveglia signore e signori, dalla bocca di questi tizi non usciranno mai proposte concrete che vadano oltre il politicamente corretto e la moda del momento, si fermeranno sempre a dileggiare con feroce violenza verbale quelli che considerano, a loro dire, i nemici dei nuovi diritti. Mai qualcosa di fattibile propongono e proporranno in ciò che scrivono o dicono, continueranno sin che gli si da corda a filtrare il moscerino ingoiando il cammello.

Passano la vita a strumentalizzare le pagliuzze che incontrano nell’occhio altrui, senza ovviamente togliere la gigantesca trave che hanno nel proprio iride. Viviamo in un contesto storico in cui hanno praticamente tutta la carta stampata e la stragrande maggioranza del giornalismo televisivo come supporter, per cui ogni spiffero che gli esce dalla bocca viene utilizzato per cercare di indottrinare le masse. Se non c’è un razzista per istigare i loro pruriti lo inventano, se non c’è un “omofobo” in giro per stimolare i loro polpastrelli sulla tastiera lo creano. Chissenefrega dell’inflazione galoppante, del pauroso aumento dei costi delle materie prime, di giovani sbandati e isolati, dei suicidi tra i ragazzini, dell’aumento spaventoso del consumo di droghe, della denatalità e dei vari pesanti italici problemi, quello che conta per lorsignori sono questi benedetti nuovi diritti, e fare apparire ad ogni costo il popolo italiano come retrogrado, razzista, bigotto e medioevale. Ma vivono in un mondo irreale, lontano mille miglia dal vissuto quotidiano della gente comune. Il problema è che, a furia di ripetere in continuazione bugie, i loro mantra sono oramai divenuti una mezza verità per moltissimi, cattolici compresi. Sarò forse stato fortunato ma in vita mia, pur avendo avuto a che fare con migliaia e migliaia di persone, di razzisti veri ne ho trovati pochissimi, un inezia trascurabile direi. Mi si dirà che anche ve ne fosse uno solo su diecimila è sempre troppo. Senz’altro, ma di fronte alle rogne ben più pressanti e concrete sopra elencate sarebbe opportuno non ostinarsi in ricerche spasmodiche che non servono a nulla e non dimostrano alcunché. Non si va alla ossessiva compulsiva di un microbo nell’appartamento quando si ha la canna fumaria intasata di fuliggine, se no la casa va a fuoco. Dal 2021 vi sono quattrocentomila italiani in meno che abitano lo stivale, sono dati ISTAT, questo è il vero dramma, non la paccottiglia ideologica propugnataci in continuazione a reti unificate. O capiamo questo una volta per tutte o ci estinguiamo. Un dramma che non si risolve certo esaltando modi di fare e di agire che vanno contro la famiglia e la natalità, il recente Sanremo ne è stato un esempio. Hanno forse portato una culla (vuota) al festival? Hanno parlato del dramma di giovani internet–telefonino-dipendenti? Hanno mostrato la bellezza delle famiglie numerose? No, hanno esaltato unicamente il gender e affini perché oramai è moda collaudata, usato sicuro. Vedono un odio inesistente dell’italiano medio (e magari cattolico) contro le persone con tendenza omosessuale. Non so che film guardino o che stupefacente sniffino, questa panzana è assolutamente infondata e falsa, dati alla mano. La verità è che la stragrande maggioranza dell’italico popolo, sottoscritto compreso, odia visceralmente gli esibizionisti, di qualsiasi “gusto” sessuale siano. Probabilmente siamo un popolo di ”esibizionofobi”, e siamo parecchio orgogliosi di esserlo. Il pudore innato ci fa aborrire certi spettacoli volgari, certe voglie assurde di mettersi in mostra costi quel che costi. Che ci volete fare, fatevene una ragione e non etichettateci con termini idioti e bugie grossolane, grazie. Ogni tanto questi arruffa popolo da strapazzo danno il meglio di se esibendo lacrime di coccodrillo per le difficoltà che svariate persone portatrici di handicap incontrano nella loro vita sociale. L’ipocrisia fatta influencer, visto che fosse stato per loro non avrebbero nemmeno visto la luce del sole e sarebbero stati abortiti, per il “loro bene”. Ovviamente se ne guardano bene di aiutare una persona nel bisogno, e che versa in condizioni psicofisiche di grande prostrazione, si limitano a cercare in ogni modo di aiutarlo a porgersi la pistola alla tempia guidandogli la mano. Niente da dire un bel quadro, dei bei personaggetti, credo che se venissero benedetti con l’acqua santa fumerebbero… Per cui, tirando le somme, mi chiedo perché dobbiamo dare retta a questi venditori di fumo che ci soffocano con la loro prosopopea? Cattivi maestri da cui fuggire a gambe levate e che invece fanno migliaia di pericolosi proseliti. Sotto un recente post del direttore de La Croce, sulla giornata della vita appena celebrata domenica scorsa, ho contato 161 (ripeto centosessantuno) insulti grevi, volgari e pesanti inerenti la sua obesità. Vedete cosa succede a furia di seminare odio gratuito senza entrare nel merito delle questioni? Si raccoglie inevitabilmente tempesta, si aizzano i pitbull da tastiera, conigli nella vita comune. Fosse successo a parti invertite sarebbe venuto giù il mondo e il TG1 ne avrebbe dato notizia in apertura con titoli cubitali. Ma non è questo il problema, cristianamente possiamo porgere anche l’altra guancia di fronte a sicotanta stupidità, ma permetteteci almeno di gridare forte la verità su come stanno realmente le cose, anche se questa dà fastidio, anche se questa non è alla moda. Se mai a volte osiamo alzare la voce, i nostri strali sono contro il peccato, mai contro il peccatore. Oggi giorno è di voga invertire questi due addendi per confondere le acque, per proprio e meschino interesse di tornaconto, per etichettare la persona. Ma è una perversione diabolica atroce che ci fa incarognire e guardare l’altro non più come un fratello ma come un nemico acerrimo da combattere.

Ai tanti amici cattolici che si abbeverano di queste fonti avvelenate dico di guardarsi bene dal lasciarsi guidare dai tanti lugubri personaggi che sguazzano nel web e in TV perché sotto sotto hanno una repulsione inverosimile per il cristianesimo, aborriscono la Croce come strumento unico di salvezza. Non fatevi guidare da questi ciechi, vi porteranno dritto nel burrone infernale, in completa solitudine per giunta. Date retta al Vangelo a quando il Cristo ci dice che se hanno perseguitato Lui perseguiteranno anche noi. Gli applausi del mondo, se non vengono dalla gente semplice, sono falsi come Giuda Iscariota. Meglio a volte i fischi che un fiasco eterno.

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10/02/2022
2909/2022
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