Politica

di Roberto Signori

Cile: allarme su aborto e sessualità

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Pessima notizie giungono dal Cile dove la Commissione per i diritti fondamentali della Convenzione costituzionale ha approvato l’aborto come “diritto sessuale e riproduttivo” e, se ratificato dalla plenaria, sarà inserito nella prossima costituzione del Paese.

I testi approvati possono ricevere alcune modifiche dalla commissione che li studia e poi saranno votati dai 155 membri della Convenzione. In Cile c’è già una legge che permette l’aborto fino a 12 settimane di gravidanza in caso di stupro e senza limite gestazionale quando c’è non vitalità fetale e rischio per la vita della madre. Nonostante ciò, la Commissione per i diritti fondamentali ha respinto iniziative come quelle dell’Associazione per il “Diritto alla vita”, che ha raccolto più di 31.000 firme e che chiedeva la tutela del concepito, e ha invece approvato i cosiddetti diritti sessuali e riproduttivi - compreso l’aborto – per inserirli nella prossima Costituzione.

L’ONG ‘Comunidad y Justicia’ ha avvertito che l’articolo approvato favorisce “l’aborto libero”, cioè “non è più la depenalizzazione, né la legalizzazione, ma una norma costituzionale”. L’articolo costituzionale approvato “ha eliminato l’obiezione di coscienza personale e istituzionale”, “approva, garantisce e assicura l’aborto libero” e “i mezzi per abortire” e “apre le porte alle tecniche di riproduzione assistita, senza limiti, come l’utero in affitto”. Inoltre “approva l’educazione sessuale completa (ESI) ed elimina il diritto preferenziale dei genitori all’educazione sessuale.

L’articolo approvato recita: ““Lo Stato riconosce e garantisce a tutte le persone i loro diritti sessuali e riproduttivi, in condizioni di uguaglianza e senza discriminazione, incluso il diritto all’aborto senza interferenze da parte di terzi, istituzioni o agenti dello Stato. In particolare, riconosce e promuove il diritto delle persone a prendere decisioni libere e autonome sul loro corpo, la loro sessualità e la loro riproduzione, liberamente, senza violenza o coercizione, e lo Stato deve garantire l’accesso all’informazione e ai mezzi materiali per farlo. Lo Stato riconosce il diritto degli individui di beneficiare del progresso scientifico e dell’accesso all’informazione per esercitare i loro diritti sessuali e riproduttivi in modo libero, autonomo e senza discriminazione”.

Come se non bastasse la Commissione ha chiesto al Parlamento di approvare una “legge che crei un nuovo quadro istituzionale dal punto di vista sanitario che assicuri e garantisca, come minimo, lo sradicamento della violenza ginecologico-ostetrica, il parto rispettato, l’aborto gratuito, l’educazione e la prevenzione nella salute sessuale e riproduttiva secondo un’educazione sessuale completa e l’accesso ai servizi in questo ambito”.

Per quel che concerne l’educazione sessuale viene inoltre specificato che: “tutte le persone hanno il diritto di ricevere un’educazione sessuale completa che promuova il pieno e libero godimento della sessualità, focalizzata sul piacere; la responsabilità sessuale e affettiva; l’autonomia, la cura di sé e lo sviluppo del consenso; il riconoscimento delle diverse identità ed espressioni di genere e sessualità; che sradichi i mandati di genere e prevenga la violenza di genere e sessuale”.

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21/02/2022
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