Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Papa Francesco: il male non viene da Dio

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Nel Vangelo della domenica Gesù spiega che disgrazie e sventure non sono da attribuire a Dio. Allo stesso modo, afferma il Papa all’Angelus, i terribili fatti di queste settimane non sono un castigo dell’Onnipotente. “È il peccato che produce la morte; sono i nostri egoismi a lacerare le relazioni; sono le nostre scelte sbagliate e violente a scatenare il male” Ecco le parole del pontefice.

Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

Siamo al cuore del cammino quaresimale e oggi il Vangelo inizialmente presenta Gesù che commenta alcuni fatti di cronaca. Mentre era vivo il ricordo di diciotto persone morte sotto il crollo di una torre, gli raccontano di alcuni Galilei che Pilato aveva fatto uccidere (cfr Lc 13,1). E c’è una domanda che sembra accompagnare queste tragiche notizie: di chi è la colpa di questi fatti terribili? Forse quelle persone erano più colpevoli di altre e Dio le ha punite? Questi sono interrogativi che tornano sempre attuali; quando la cronaca nera ci opprime e ci sentiamo impotenti dinanzi al male, spesso viene da chiedersi: si tratta forse di un castigo di Dio? È Lui a mandare una guerra o una pandemia per punirci dei nostri peccati? E perché il Signore non interviene?

Dobbiamo stare attenti: quando il male ci opprime rischiamo di perdere lucidità e, per trovare una risposta facile a quanto non riusciamo a spiegarci, finiamo per incolpare Dio. E tante volte la brutta e cattiva abitudine delle bestemmie viene da qui. Quante volte attribuiamo a Lui le nostre disgrazie, attribuiamo le sventure del mondo a Lui che, invece, ci lascia sempre liberi e dunque non interviene mai imponendosi, solo proponendosi; a Lui che non usa mai violenza e, anzi, soffre per noi e con noi! Gesù, infatti, rifiuta e contesta con forza l’idea di imputare a Dio i nostri mali: quelle persone fatte uccidere da Pilato e quelle morte sotto la torre non erano più colpevoli di altre e non sono vittime di un Dio spietato e vendicativo, che non esiste! Da Dio non può mai venire il male perché Egli «non ci tratta secondo i nostri peccati» (Sal 103,10), ma secondo la sua misericordia. È lo stile di Dio. Non può trattarci altrimenti. Sempre ci tratta con misericordia.

Ma invece di incolpare Dio, dice Gesù, bisogna guardarsi dentro: è il peccato che produce la morte; sono i nostri egoismi a lacerare le relazioni; sono le nostre scelte sbagliate e violente a scatenare il male. A questo punto il Signore offre la vera soluzione. Qual è? La conversione: «Se non vi convertite – dice –, perirete tutti allo stesso modo» (Lc 13,5). È un invito pressante, specialmente in questo tempo di Quaresima. Accogliamolo con cuore aperto. Convertiamoci dal male, rinunciamo a quel peccato che ci seduce, apriamoci alla logica del Vangelo: perché, dove regnano l’amore e la fraternità, il male non ha più potere!

Gesù, però, sa che convertirsi non è facile, e vuole aiutarci in questo. Sa che tante volte ricadiamo negli stessi errori e negli stessi peccati; che ci scoraggiamo e, magari, ci sembra che il nostro impegno nel bene sia inutile in un mondo dove il male pare regnare. E allora, dopo il suo appello, ci incoraggia con una parabola che racconta la pazienza di Dio. Dobbiamo pensare alla pazienza di Dio, la pazienza che Dio ha verso di noi. Ci offre l’immagine consolante di un albero di fichi che non porta frutti nel periodo stabilito, ma che non viene tagliato: gli si concede altro tempo, un’altra possibilità. A me piace pensare che un bel nome di Dio sarebbe “il Dio di un’altra possibilità”: sempre ci dà un’altra opportunità, sempre, sempre. Così è la sua misericordia. Così fa il Signore con noi: non ci taglia fuori dal suo amore, non si perde d’animo, non si stanca di ridarci fiducia con tenerezza. Fratelli e sorelle, Dio crede in noi! Dio si fida di noi e ci accompagna con pazienza, la pazienza di Dio con noi. Non si scoraggia, ma ripone sempre speranza in noi. Dio è Padre e ti guarda da padre: come il migliore dei papà, non vede i risultati che non hai ancora raggiunto, ma i frutti che potrai ancora portare; non tiene il conto delle tue mancanze, ma incoraggia le tue possibilità; non si sofferma sul tuo passato, ma scommette con fiducia sul tuo futuro. Perché Dio ci è vicino, Lui è vicino a noi. Lo stile di Dio – non dimentichiamo –: vicinanza, lui è vicino, con misericordia e tenerezza. E così ci accompagna Dio: vicino, misericordioso e tenero.

Chiediamo dunque alla Vergine Maria che ci infonda speranza e coraggio, e che accenda in noi il desiderio della conversione.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

21/03/2022
0110/2022
S. Teresa di Gesù bambino

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Vi lascio la pace

Un gran dono di Gesù è quello della pace. Un seme che può maturare gradualmente, delicatamente, in noi. La fiducia che Dio ha fatto bene ogni cosa, e dunque stranezze, forzature, complicazioni, timori eccessivi, scoraggiamenti senza speranza, ogni cosa che pare toglierci la pace e la fiducia di fondo è un pensiero ingannevole

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco invita i francescani secolari a stare tra la gente

Il Pontefice ha ricevuto e in udienza i membri dell’Ordine in occasione del Capitolo generale: “Siete parte della Chiesa in uscita, date testimonianza del Vangelo con una vita semplice, senza pretese”

Leggi tutto

Chiesa

Le celebrazioni del Papa

Reso noto dalla Sala Stampa vaticana il calendario delle cerimonie presiedute da Francesco fino al 9 gennaio con i Battesimi in Cappella Sistina. L’8 dicembre, festa dell’immacolata, atto di devozione privato del Pontefice per evitare assembramenti

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco prepara un viaggio a Mosca

il Papa a Mosca? Sarebbe un dono di Dio per i cattolici russi

Leggi tutto

Politica

Pechino: attività religiose online vietate

Pubblicate le nuove misure che entreranno in vigore il primo marzo 2022. Le regole valgono per messe, sermoni, formazione e tutti i servizi d’informazione religiosa. È il controllo “democratico” sulle religioni voluto da Xi.

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco incontra una delegazione della Custodia di Terra Santa

Nell’udienza a una delegazione della Custodia di Terra Santa, il Papa ha sottolineato l’importanza di descrivere la vita delle società mediorientali e ha incoraggiato a continuare, in un tempo di reti sociali, a “creare comunità”

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano