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di Roberto Signori

Spagna: magistratura contro la legge pro trans

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In Spagna il Consiglio generale della magistratura, un organo – come in Italia - costituzionale, collegiale, autonomo, composto da giudici e altri giuristi e che esercita le funzioni di governo della magistratura, discuterà domani, 20 aprile, la cosiddetta “Legge Trans” proposta dal governo spagnolo e da sempre cavallo di battaglia di Podemos. Una discussione che si annuncia già come una sonora bocciatura.

In particolare il pronunciamento preliminare del Consiglio Generale ha mostrato molti elementi della legge assolutamente discriminanti, pericolosi e incongruenti.

Il progetto di “Legge per l’uguaglianza reale ed effettiva delle persone trans e per la garanzia dei diritti delle persone LGTBI” è la grande scommessa fatta dal Ministro dell’uguaglianza, Irene Montero (Podemos), e che tuttavia ha causato un’enorme spaccatura tra le femministe che si oppongono da sempre a tale legge e i collettivi Lgbt, specialmente il settore queer.

Queste le incongruenze del testo:
Innanzitutto si tratta di una legge che cerca l’uguaglianza e genera disuguaglianza: il testo del Governo, infatti, «porta ad una ‘eccessiva atomizzazione del sistema giuridico’, fornendo a certi gruppi un regime privilegiato di protezione, al di fuori del regime applicabile agli altri cittadini, ‘a notevole detrimento del diritto all’uguaglianza e del principio della sicurezza giuridica’», ha dichiarato il Consiglio Generale.

La seconda, enorme, criticità è quella del mondo dello sport. Sarà infatti indispensabile introdurre le «precauzioni necessarie per evitare che la pratica delle attività sportive discrimini le atlete non transessuali, data la realtà della differenza di condizioni fisiche e la superiorità fisica delle donne transessuali rispetto alle donne non transessuali».

C’è poi l’aspetto riguardante i minori. Il regolamento presentato dal Governo, infatti, stabilisce che tutte le persone con più di 12 anni potranno cambiare il loro sesso nel registro, e nel caso dei minori, secondo le diverse fasce d’età, stabilisce alcune condizioni. Il Consiglio generale della Magistratura ritiene che, in questi casi, la partecipazione dei genitori alle decisioni non sia «conforme al principio di protezione speciale dei minori e, in termini di proporzionalità, al primato speciale del loro interesse superiore».

Non di minore importanza e gravità la questione della violenza di genere. Il cambio di sesso nel registro amministrativo ha, secondo i giudici, «aspetti oscuri e alcune disfunzioni», in generale per quanto riguarda la violenza di genere e l’applicazione o meno di questa legge alle persone che hanno cambiato sesso.

I giudici del Consiglio generale della magistratura si sono detti favorevoli al divieto delle terapie di conversione incluse nel progetto di legge, ma tale divieto non dovrebbe estendersi «anche a quelle situazioni in cui viene dato il consenso della persona interessata, diversamente sarebbe una restrizione ingiustificata della capacità di agire della persona».

Infine, il progetto del Ministro dell’Uguaglianza vorrebbe permettere di cambiare il sesso della registrazione amministrativa di una persona senza alcun limite, con l’unica condizione di far trascorrere almeno sei mesi dalla registrazione di un cambio di sesso all’altra. Secondo il Consiglio dei Magistrati invece, la reversione dovrebbe essere «assolutamente eccezionale, anche nell’interesse superiore del minore».

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20/04/2022
3011/2022
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