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di Giuseppe Udinov

Le scuole della Florida ritirano 54 libri indottrinanti

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Il governo dello Stato della Florida, guidato dal repubblicano Ron DeSantis, ha vietato l’utilizzo di 54 libri di matematica nelle scuole locali, in quanto accusati dalle autorità di Tallahassee di “indottrinare i ragazzi”. Il dipartimento dell’Istruzione del Sunshine State, venerdì scorso, ha infatti messo al bando quei volumi dalle scuole dell’obbligo frequentate dai ragazzi dai 3 ai 17 anni di età, sostenendo che i testi in questione conterrebbero “riferimenti a temi proibiti o strategie educative inopportune”. Il contenuto del provvedimento adottato dal dipartimento statale è stato poi spiegato nel dettaglio lunedì dal governatore DeSantis in persona, campione delle battaglie di stampo conservatore e probabile rivale di Donald Trump nella procedura di selezione del candidato del Gop alla Casa Bianca nel 2024.

Quei 54 libri sarebbero stati vietati per via dei loro “contenuti socio-emotivi”. Le pagine dei testi incriminati, i cui titoli non sono stati ancora resi noti dalle autorità ai media locali e alla cittadinanza, sarebbero state infatti giudicate, dai funzionari statali incaricati della revisione di 132 volumi scolastici impiegati ad oggi nell’entità federata, zeppe di riferimenti a temi esplicitamente socio-politici come le questioni razziali, la sessualità, l’identità di genere. DeSantis ha quindi tuonato: “Matematica vuol dire dare la risposta giusta e noi vogliamo che i nostri figli imparino a dare la risposta giusta, non vogliamo che ci dicano come si sentono emotivamente davanti a un problema di aritmetica”.

Nel dettaglio, tra gli argomenti, trattati nei 54 libri, che sono stati giudicati inappropriati allo sviluppo di ordinari programmi di studio e “contrastanti con la legge e con gli standard educativi vigenti in Florida” vi erano, in primo luogo, dei riferimenti all’apprendimento “socio-emotivo” (Sel). Questo è una controversa teoria dell’insegnamento secondo cui le peculiarità socio-emozionali degli studenti dovrebbero vedersi riconosicuta, nei curriculum scolastici, la stessa rilevanza attribuita alle capacità linguistiche e matematiche apprese in classe dai ragazzi.

Oltre ai rimandi al Sel, quei libri sarebbero stati pieni di riferimenti alla cosiddetta “teoria critica della razza”. Quest’ultima è una corrente di pensiero per cui il razzismo negli Usa sarebbe un sentimento insito nella società americana e strumentale al consolidamento della supremazia dei cittadini bianchi.

Un’ulteriore criticità riscontrata nei libri esaminati dal dipartimento citato sarebbe stata l’eccessiva aderenza di questi alle linee-guida in ambito educativo promosse dai sostenitori della “progressista” Common Core State Standards Initiative. Questa iniziativa è fortemente avversata dal mondo conservatore e religioso per la sua sottesa volontà “omogeneizzante” e per il fatto che attribuirebbe, nei contesti scolastici, scarsa rilevanza alle materie umanistiche, all’arte e alla musica.

La decisione del dipartimento statale dell’Istruzione, avallata dal governatore, ha immediatamente ricevuto il plauso delle correnti del Partito repubblicano particolarmente sensibili al messaggio religioso, mentre ha suscitato aspre critiche da parte di esponenti del Partito democratico e di associazioni di ispirazione liberal. Il dem Carlos Smith, primo deputato ispanico del parlamento della Florida ad appartenere alla comunità Lgbtq, ha attaccato il divieto imposto dalle istituzioni statali denunciando la scarsa trasparenza del procedimento che ha portato al contestato verdetto. Il parlamentare ha quindi preso spunto dalla messa al bando di quei testi di matematica per indirizzare parole al vetriolo direttamente a DeSantis: “Il governatore ha trasformato le nostre aule in campi di battaglia politici, e questo è solo l’inizio”. Anche Christopher Finan, esponente dell’associazione anti-censura National Coalition Against Censorship, ha criticato il divieto, bollando come “bizzarra” la tesi di DeSantis per cui, all’interno delle pagine di comuni libri di matematica per la scuola, sarebbero chiaramente osservabili riferimenti alla teoria critica della razza.

A detta dei critici del governatore, la recente decisione presa dal politico repubblicano in tema educativo sarebbe l’ultima fase della crociata condotta da DeSantis in nome dei propri valori fortemente conservatori. Prima del divieto dell’utilizzo di quei testi scolastici, il governatore aveva messo in opera la sua filosofia anti-liberal firmando il Dont’say gay act, legge che vieta al personale delle scuole della Florida di parlare agli alunni del tema dell’orientamento di genere.

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22/04/2022
0207/2022
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