Storie

di Roberto Signori

Abortisti contro giudici della Corte Suprema

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Sul tema dell’aborto la tensione sta crescendo sempre di più negli USA e gli abortisti stanno iniziando ad usare metodi sempre più violenti per cercare di intimidire le autorità e i movimenti pro-life.

Attivisti pro-aborto hanno organizzato proteste e contestazioni di fronte alle abitazioni private dei giudici della Corte Suprema, dopo la divulgazione della bozza di un parere firmato dal giudice Samuel Alito contrario al precedente “Roe v. Wade” sul diritto costituzionale all’aborto.

Le contestazioni di fronte alle abitazioni private dello stesso Alito, di Brett Kavanaugh e di John Roberts seguono la divulgazione degli indirizzi privati dei giudici da parte di una organizzazione di orientamento progressista, “Ruth Sent Us”. L’intimidazione di magistrati è un reato federale, e per tale ragione ieri la Casa Bianca ha tentato di placare le proteste, pur ribadendo la propria solidarietà a quanti manifestano per il diritto all’aborto: “Siamo un Paese che promuove la democrazia, e le manifestazioni pacifiche sono certamente consentite in una serie di luoghi differenti nel Paese”, ha dichiarato la portavoce uscente della Casa Bianca, Jen Psaki, aggiungendo però che “le proteste non dovrebbero violare la legge”.

Le parole di Psaki hanno suscitato critiche da parte di diversi analisti politici, che hanno imputato all’amministrazione Biden una risposta troppo tiepida agli episodi di violenza degli ultimi giorni, come l’attacco alla sede di una associazione pro-vita nel Wisconsin e le contestazioni che nel fine settimana hanno impedito lo svolgimento delle funzioni religiose in diverse chiese del Paese.

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12/05/2022
0307/2022
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