Società

di Roberto Signori

L’Etiopia ed il dramam dell’aborto

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Nel 2005 l’Etiopia ha legalizzato l’aborto nella speranza di ridurre la mortalità materna. La sua legge è piuttosto liberale, più o meno come quella del Regno Unito. L’aborto è su richiesta, senza condizioni. Con quale risultato?

Uno studio sull’Ethiopian Medical Journal condotto da un accademico dell’Università di Oxford, Calum Miller, ha scoperto che:

- la mortalità per aborto stava già diminuendo prima della legalizzazione e che i tassi di mortalità non sono cambiati dopo la legalizzazione.

- la morbilità materna è invece nettamente aumentata.

La percentuale di donne con shock settico è più che raddoppiata, la percentuale di donne ricoverata in terapia intensiva è quasi triplicata. Tra il 2008 e il 2014, la percentuale di donne che ricevono cure post-aborto per gravi complicazioni è aumentata di oltre il 50%, dal 7% all’11%, le peritoniti sono quintuplicate.

Complessivamente, le complicazioni sono raddoppiate tra il 2008 e il 2014, da 53.000 a 104.000. Ciò nonostante che l’assistenza sanitaria sia notevolmente migliorata, ci sia stato un netto aumento della contraccezione e ci siano stati “grandi progressi” nella fornitura di aborto sicuro. La legalizzazione dell’aborto ha portato inoltre a un enorme aumento del numero di aborti.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

21/05/2022
0307/2022
San Tommaso apostolo

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

AGNESE E LO STERMINIO

Al Copenhagen Post non farà piacere sapere però che nella corsa nazista allo sterminio la Danimarca è stata surclassata dall’Islanda, dove l’aborto per i bambini con diagnosi prenatale che fa emergere la Trisomia 21 riguarda il 100% dei casi e “da cinque anni non nascono i Down”. Evviva. Inutile ricordare che la Danimarca è il primo paese europeo ad aver legalizzato le unioni civili gay (1989) e come in Islanda vengono consentite formazioni familiari derivanti da utero in affitto: il bambino, insomma, è per quegli ordinamenti giuridici una “cosa” acquistabile appartenente agli acquirenti. In una visione antropologica e giuridica di questo tipo ovviamente la “cosa” fallata va eliminata.

Leggi tutto

Politica

La Francia dopo gli Stati Generali della bioetica

Si è conclusa col mese di aprile una lunga fase di aggiornamento sui progressi delle tecniche mediche e di dibattito (oltre 280 eventi in tutto) sui possibili ritocchi all’ordinamento giuridico.

Leggi tutto

Società

Il Consiglio di Stato francese e la vita di Vincent Lambert

L’udienza si è svolta venerdì 29 marzo 2019 e i giudici amministrativi supremi si sono concessi tre settimane per esprimere il loro giudizio. Giudizio che può spaziare dall’accettazione della cessazione delle cure (e quindi condannare a morte di Vincent Lambert) alla raccomandazione di trasferire Vincent Lambert in un istituto specializzato che abbia l’esperienza e la competenza per prendersi cura del suo stato semi-relazionale (coscienza minima), stato nel quale vivono circa 1.700 persone in Francia.

Leggi tutto

Società

Manco al cinema posso andare

29 milioni di italiani continuano a vivere regolarmente sposati, allevano 15 milioni di figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti, si fanno carico di 3,8 milioni di disabili, degli anziani che non possono più vivere da soli. Questa è l’Italia, nella sua stragrande ottimizzato. Raccontarla, mai?

Leggi tutto

Politica

DOPO L’OMOFOBIA TOCCA ALLA DROGA LIBERA E ALL’EUTANASIA

Possiamo vincere le battaglie sulle questioni essenziali che sono alla base del nostro impegno civile: quanto accaduto durante il voto sul ddl Zan al Senato della Repubblica dimostra che le minoranze ben organizzate e convinte sul piano valoriale possono sconfiggere maggioranze ideologiche e supponenti.

Leggi tutto

Politica

Ucraina: la guerra e le madri surrogate

In Ucraina cadono bombe vicino ai bunker in cui vengono stipati i figli dell’utero in affitto.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano