Storie

di Nathan Algren

160 milioni le bambine e i bambini lavoratori nel mondo

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Per milioni di bambini, il COVID-19 ha significato fame, povertà e un ostacolo al loro diritto all’istruzione. Lo conferma il nuovo Rapporto sul lavoro minorile 2022 della Federazione Internazionale Terre des Hommes, pubblicato in concomitanza con la Conferenza mondiale sull’eliminazione del lavoro minorile conclusa lo scorso 20 maggio a Durban, in Sud Africa.

I dati internazionali sono allarmanti: secondo l’ILO sono 160 milioni i bambini e le bambine coinvolti in lavoro minorile. Per la prima volta in 20 anni, il fenomeno è in aumento a livello mondiale e il COVID ha esposto quasi 9 milioni di bambini in più al rischio di sfruttamento lavorativo.
Attraverso dei casi studio condotti in Perù e in India, il report dimostra come molti bambini hanno rinunciato ad andare a scuola, e hanno dovuto iniziare a lavorare per garantire la sopravvivenza delle loro famiglie.

Anche lo strumento della didattica a distanza purtroppo non è stata una soluzione alla portata di tutti. In tanti Paesi del mondo i bambini, e soprattutto le bambine, hanno perso molte ore di scuola, perché non hanno avuto accesso agli strumenti tecnologici per seguire le lezioni da remoto.

Lo confermano i bambini peruviani, che lavorano come venditori ambulanti. Sono preoccupati poiché i loro genitori hanno perso il lavoro e non vedono opportunità nel loro futuro. Prima del COVID19 andavano a scuola, ma negli ultimi due anni non hanno avuto altra scelta che abbandonare gli studi e aumentare il loro lavoro in strada.

In India, ragazze e ragazzi riferiscono di dover compensare la perdita di reddito dei genitori scavando nelle miniere di mica, un minerale che viene utilizzato ad esempio nell’industria cosmetica ed elettronica, per la sua lucentezza perlacea e la sua buona conduttività. È ovviamente un lavoro estremamente pericoloso, spesso devono scendere in pozzi non protetti fino a 20 metri di profondità e bambini e ragazzi rischiano la vita durante l’estrazione.

In entrambi i Paesi, la pandemia ha reso difficile l’approvvigionamento alimentare e, in India, aumenta anche il rischio di matrimonio precoce per le ragazze, dato che le famiglie non sono più in grado di garantire loro cure e sostentamento.
Terre des Hommes ha coinvolto direttamente i bambini, i ragazzi lavoratori, insieme ai loro genitori, insegnanti e rappresentanti dei governi, attraverso dei workshop in cui hanno elaborato raccomandazioni per tornare a condizioni di vita sostenibili ed eque dopo la pandemia.
I ragazzi e le ragazze chiedono opportunità educative e strumenti digitali, in modo da poter continuare a studiare a casa.

Il personale scolastico e i funzionari governativi peruviani, ad esempio, immaginano un sistema educativo che fornisca le risorse tecnologiche necessarie per garantire l’accesso dei bambini all’apprendimento anche in caso di future emergenze.
In India, bambini e adulti vorrebbero che il governo metta a disposizione borse di studio, uniformi, materiale scolastico e biciclette per le ragazze e i ragazzi provenienti da famiglie vulnerabili, nonché il trasporto gratuito per gli studenti che si recano in una scuola al di fuori del loro villaggio.
Inoltre, i bambini le bambine e le loro famiglie chiedono condizioni di lavoro dignitose per gli adulti.

È necessario un salario equo per assicurare le cure di base della famiglia, compresa l’educazione dei propri figli. “Il rapporto mostra quanto i bambini stiano soffrendo per le conseguenze della pandemia”, ha dichiarato Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes Italia e rappresentante del Consiglio internazionale della Federazione. “Il benessere dei bambini è massicciamente minacciato dalle conseguenze della pandemia. Nelle regioni del mondo in cui siamo presenti, vediamo un aumento allarmante dello sfruttamento del lavoro minorile. Alla Conferenza mondiale di Durban la comunità internazionale deve adottare misure che permettano ai più poveri di convivere con le conseguenze del COVID-19 e di riavere accesso all’offerta economica e all’ assistenza sociale. Questo deve includere, soprattutto, la protezione dell’infanzia contro la violenza e l’accesso all’istruzione che permetta ai bambini e alle bambine di ricevere un’educazione e di non essere sfruttati”

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23/05/2022
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