Storie

di Roberto Signori

Messico: i vescovi contro le violenze

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“Tutti i limiti della violenza e del rispetto umano vengono superati quando si attacca un uomo di Dio e se ne attacca un altro all’interno della casa del Signore, che merita tutto il nostro rispetto. Chiediamo ancora una volta a tutti di deporre le armi e mettere fine a ogni forma di violenza, perché tutti possiamo essere costruttori di pace. Nessuno ha il diritto di attentare alla vita di suo fratello e non c’è nulla che giustifichi tale violenza”.

Lo ribadisce la Conferenza Episcopale Messicana (CEM) in un messaggio che commenta gli ultimi atti di violenza accaduti in Messico, intitolato “Tutti possiamo essere costruttori di pace. Nessuno ha il diritto di attentare alla vita del fratello”: Il documento porta la data del 20 maggio ed è firmato dal Presidente della CEM, Monsignor Rogelio Cabrera Lopez, Arcivescovo di Monterrey; dal Vicepresidente. Gustavo Rodriguez Vega, Arcivescovo di Yucatan, e dal Segretario generale, Monsignor Ramon Castro Castro, Vescovo di Cuernavaca.

I Vescovi sono addolorati per l’assassinio di padre José Guadalupe Rivas, dell’arcidiocesi di Tijuana e della persona che lo accompagnava e inviamo le più sentite condoglianze alle famiglie dei due assassinati, come pure all’Arcivescovo di Tijuana, e a tutta la sua Chiesa. L’altro episodio di violenza che i Vescovi citano nel loro comunicato, è l’omicidio di un bambino di tre anni all’interno della chiesa di Ntra. Sra. De Guadalupe a Fresnillo Zacatecas, dove uomini armati sono entrati nel tempio inseguendo un uomo, che è rimasto ferito.
Esortano infine a continuare a pregare “affinché le nostre autorità trovino i migliori percorsi di pacificazione e sicurezza di cui tutti abbiamo bisogno e che desideriamo… affinché i criminali si pentano e cambino la loro vita… affinché tutti noi diventiamo operatori di pace”.

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24/05/2022
3001/2023
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