Chiesa

di Roberto Signori

La Chiesa del Niger ha bisogno di un sostegno efficace

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“Testimoniare il nostro carisma missionario nella diocesi di Niamey con lo studio di lingue e culture locali, facilitare il dialogo islamo-cristiano, prendersi cura dei più poveri e praticare una spiritualità attenta a questi obiettivi rappresentano lo stile pastorale tipico della Società per le Missioni Africane (SMA)”, scrive padre Rafael Casamayor, SMA, a seguito delle recenti assemblee provinciali di Benin-Niger.

“Siamo convinti che la SMA abbia il suo posto qui in Niger, - prosegue il missionario - e soprattutto in questo momento difficile! Manteniamo la nostra presenza nel Paese nonostante l’attuale insicurezza. La Chiesa del Niger oggi ha bisogno di un sostegno efficace. Siamo gli unici sacerdoti nella diocesi, oggi fuori dalla città di Niamey.”
La SMA è presente in Niger dall’inizio della sua evangelizzazione. La cattedrale di Niamey ha celebrato il 90° anniversario della sua fondazione da parte dei padri SMA.

“Attualmente siamo presenti nelle missioni di Gaya e Dosso” scrive p. Mauro Armanino (SMA) in un suo resoconto sul Niger nel quale cita notizie socio-politiche, il ruolo che la Chiesa svolge nel Paese più povero del pianeta, l’impegno e i sogni missionari. “A Gaya la pastorale giovanile è degna di nota per il gran numero di studenti beninesi nelle scuole di formazione sanitaria, l’assistenza al carcere cittadino, i bambini malnutriti e la formazione dei minori nelle scuole cattoliche, portate avanti con le suore Oblates Catechistes Petites Servantes des Pauvres (OCPSP). A Dosso, - prosegue p. Armanino - dopo diversi cambi di sacerdoti, con padre Rafael e Rene, seminarista, si sta cercando di ‘ristabilire’ relazioni e riorganizzare le comunità di base (CCB). Ci prendiamo cura dei bambini non vedenti, lavoriamo per un dialogo islamo-cristiano. Alcuni giovani sacerdoti molto dinamici seguono una delle comunità più antiche del Paese con 75 anni di presenza.” A Niamey p. Mauro si occupa della casa SMA in Niger e dell’accoglienza dei compagni, segue la pastorale dei migranti e del Centro di Formazione Cristiana nonché della comunità di Santa Monica.

Testimonianza in tempi avversi, necessità di formare e responsabilizzare i laici nel loro governo per una maggiore efficacia e per le minacce che incombono, rientrano tra le tematiche affrontate nelle ultime Assemblee diocesane SMA e aiutano a fare un quadro di ciò che sta vivendo la Chiesa del Paese. “Il Niger è minacciato da innumerevoli conflitti – si legge nella nota di p. Rafael. Malnutrizione, malattie, carestie ricorrenti, catastrofi climatiche: inondazioni, siccità, 300mila migranti interni a causa degli attacchi jihadisti ai confini con Burkina Faso, Mali, Libia e Nigeria”.

“Ricordiamo le chiese bruciate il 16/17 gennaio 2015 a Zinder e Niamey. Le cicatrici restano. A volte la mancanza di fiducia tra cristiani e musulmani si manifesta nei rapporti interpersonali. Il parroco di Dolbel, ferito dai proiettili, e il rapimento di padre Pierluigi Maccalli nel settembre 2018 hanno segnato profondamente la Chiesa del Niger. In questo contesto, la Chiesa locale si impegna, nonostante la sua fragilità, a lavorare e ad adoperarsi nell’educazione, che è esemplare, e nell’esercizio della carità.”

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25/05/2022
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