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di Nathan Algren

Aborto: niente comunione per Nancy Pelosi

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No alla comunione, almeno finché non ripudierà pubblicamente il suo sostegno all’aborto. Il 20 maggio, l’arcivescovo di San Francisco Salvatore Cordileone ha annunciato che alla presidente della Camera USA Nancy Pelosi dovrebbe essere negato l’accesso alla comunione, almeno fin quando avesse continuato a sostenere l’aborto.

Si tratta – ha spiegato l’arcivescovo di San Francisco - di un passo “puramente pastorale, non politico”, resosi necessario a seguito di dichiarazioni pubbliche della Pelosi in cui si era definita “una cattolica devota”. L’arcivescovo ha anche detto di averla contattata ripetutamente per discutere del suo sostegno all’aborto, ma senza successo.

Pelosi è membro dell’arcidiocesi di San Francisco, e rappresenta il distretto di San Francisco al Congresso. Da qui, dunque, la preoccupazione pastorale dell’arcivescovo. Nel 2008, parlando con C-SPAN, Pelosi aveva detto che la negazione della Comunione sarebbe stata “un duro colpo”, descrivendosi all’epoca come una “normale comunicante”.

Le istruzioni di Cordileone si applicano solo all’interno dell’arcidiocesi di San Francisco. Sarà da vedere se il vescovo di Washington DC, dove risiede abitualmente Pelosi, prenderà decisioni simili.

L’arcivescovo Cordileone ha spiegato la sua decisione in due lettera, una ai laici della arcidiocesi e una ai sacerdoti.

Nella lettera ai laici, ha detto di aver preso la decisione a norma del canone 915 del Codice di Diritto Canonico, in cui si afferma che “non siano ammessi alla Santa Comunione coloro che … ostinatamente perseverano in un peccato grave manifesto. “

“Dopo numerosi tentativi di parlare con lei per aiutarla a capire il grave male che sta perpetrando, lo scandalo che sta causando e il pericolo per la sua stessa anima che sta rischiando, ho stabilito che è giunto il punto in cui devo fare un dichiarazione pubblica che non deve essere ammessa alla Santa Comunione a meno che e fino a quando non ripudi pubblicamente il suo sostegno ai ‘diritti’ dell’aborto e confessa e riceve l’assoluzione per la sua cooperazione a questo male nel sacramento della Penitenza”, ha scritto Cordileone nella lettera.

In una lettera separata ai sacerdoti dell’arcidiocesi di San Francisco, anch’essa rilasciata venerdì, l’arcivescovo Cordileone ha voluto prevenire le critiche di utilizzare l’Eucarestia come arma politica, nottando che la sua decisione era pastorale, e applicava semplicemente l’insegnamento della Chiesa.

Anche con i suoi sacerdoti, l’arcivescovo Cordileone ha dettagliato i suoi ripetuti tentativi di incontrare Pelosi da quando ha annunciato nel settembre 2021 che avrebbe cercato di codificare Roe. v. Wade nel diritto degli Stati Uniti.

Cordileone ha anche sottolineato di aver avvisato Pelosi che sarebbe stato costretto a prendere questo provvedimento, in caso non avesse ritrattato le sue posizioni.

L’ultimo tentativo di contatto è arrivato a seguito delle dichiarazioni pro-choice di Pelosi giunte a seguito della fuga di notizie riguardo una bozza di parere legale che suggeriva come la Corte Suprema potesse ribaltare la Roe vs. Wade, la sentenza che ha introdotto l’aborto negli Stati Uniti.

“In conseguenza di tutto questo e di tutto ciò che ha portato ad esso”, ha detto Cordileone ai sacerdoti, “è mio deciso giudizio che questa resistenza al consiglio pastorale è andata avanti per troppo tempo, e non c’è più niente da fare a questo punto per aiutare l’oratore a capire la gravità del male che la sua difesa dell’aborto sta perpetrando e lo scandalo che sta causando.

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27/05/2022
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