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di Nathan Algren

PAKISTAN - Cristiani ricercati per svolgere i lavori più umili

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“Accogliamo con favore la notifica del governo della provincia del Punjab, emessa la scorsa settimana, in cui si dispone che tutti gli uffici governativi non dovranno più indicare, in alcun annuncio o bando pubblico, la fede religiosa o la specifica richiesta di cristiani per gli incarichi di operatori ecologici o di personale per la pulizia delle strade. Finalmente, dopo oltre 30 anni di sforzi, abbiamo ottenuto un risultato. Quella pratica è una palese violazione dei diritti umani fondamentali delle minoranze religiose che vivono in Pakistan: nei bandi emessi dalle istituzioni governative, infatti, si indicava la specifica ricerca di cittadini di fede cristiana o di altre minoranze religiose non musulmane, relativamente a mansioni e lavori più umili come la pulizia delle strade o delle fogne”: è quanto dice all’Agenzia Fides il leader cattolico Peter Jacob, noto promotore i diritti umani in Pakistan.

Peter Jacob, presidente del “Centro per la giustizia sociale”, organizzazione non governativa attiva nella società civile, afferma: “Chiediamo al governo di emettere un’altra notifica aggiungendo chiare sanzioni per quanti pubblicano annunci di lavoro riservati ai non musulmani. Da cristiani, alziamo la voce per tutta l’umanità, non solo per i cristiani: per questo la notifica del governo deve menzionare non solo i cristiani ma anche i diritti delle altre minoranze religiose. Nessun riferimento alla fede professata dovrebbe essere come prerequisito indicato nella ricerca di lavoro”.
La scorsa settimana il Dipartimento dei servizi e dell’amministrazione generale del Punjab , dopo l’ennesima sollecitazione della Commissione nazionale per i diritti umani (NCHR) ha riconosciuto che nei bandi di lavoro pubblici non va indicata la menzione della “religione cristiana” dei candidati. In passato tale atteggiamento discriminatorio e umiliante è stato ampiamente criticato dalle organizzazioni della società civile in Pakistan. La notifica afferma che tali annunci violano l’articolo 27 (comma 1) della Costituzione del Pakistan e gli articoli dall’ 1 al 7 della Convenzione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della discriminazione razziale (CERD), ratificata dal governo del Pakistan. La notifica, emessa con l’approvazione del Primo Ministro della provincia del Punjab, è stata inviata a tutti i dipartimenti amministrativi come “priorità assoluta”, e dispone di cancellare qualsiasi disposizione che promuova tale discriminazione.

Aqsa Kanwal, donna cristiana attiva nella difesa dei diritti umani e delle minoranze: “Era una ferita e una grave discriminazione leggere annunci di lavoro promossi da enti pubblici in cui si indicavano i lavori umilianti riservati a persone delle minoranze religiose. Accogliamo con favore questa notifica e speriamo venga eliminata ogni pratica discriminatoria di stato”. P. Bonnie Mendes, anziano sacerdote cattolico pakistano, in un messaggio inviato a Fides rileva: “Questa notifica è un passo positivo, dovrebbero esserci sanzioni severe se i funzionari governativi non la rispettano”.

Nella maggiori province del Pakistan come Punjab e Sindh, la società civile e le organizzazioni cristiane portano avanti da tempo una campagna per abolire quanto si legge nei bandi di lavoro pubblici per operatori ecologici e per i lavori di pulizia delle strade e delle fogne, dove si trova spesso un requisito necessario: “riservato ai non musulmani”. La campagna chiede provvedimenti che blocchino stabilmente tali annunci discriminatori, pubblicati da enti statali che - si afferma - “disonorano membri delle minoranze religiose e sottintendono a cultura di disprezzo verso i non musulmani”.

In Pakistan circa il 95% degli operai addetti alla pulizia e alla sanificazione di strade, ospedali, scuole e istituti pubblici, fogne, appartiene alle minoranze religiose. Il fatto che questi operatori appartengano alle minoranze religiose si lega all’antica concezione castale ancora presente nelle società del subcontinente indiano, che riserva alle caste più basse i lavori più umili. Sono lavori che i musulmani rifiutano. “Si tratta di un doppio standard”, ha scritto in passato la Commissione “Giustizia e Pace” dei Vescovi cattolici del Pakistan, lamentando “il trattamento discriminatorio riservato alle minoranze religiose”.

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31/05/2022
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