Società

di Nathan Algren

Thailandia - un freno alla maternità surrogata illegale

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Il Dipartimento per il Servizio di sostegno alla salute e il Dipartimento per le Investigazioni speciali della Thailandia hanno deciso di collaborare per mettere un freno alla maternità surrogata illegale firmando il 31 maggio un memorandum congiunto.

L’obiettivo principale è quello di cancellare la dubbia reputazione del Paese, visto come un hub per questa pratica che continua a coinvolgere donne anche dai Paesi limitrofi grazie ad agguerriti racket transfrontalieri e con richieste da diverse parti del mondo.

“La Thailandia è nota per essere il centro della surrogata illegale per coppie asiatiche che costituiscono la maggior parte della ‘clientela’. Dobbiamo lavorare insieme per regolare il problema senza nasconderlo sotto il tappeto”, ha specificato Triyarith Temahivong, direttore del Dipartimento per il Servizio di sostegno alla salute.

Attualmente la materia è regolata dalla “Legge per la protezione dei bambini surrogati nati da medicina riproduttiva tecnologicamente assistita” in vigore dal 19 febbraio 2015 che, oltre a porre limiti alla pratica in generale, relegandola quasi esclusivamente all’ambito altruistico e parentale, proibisce anche l’acquisto, la vendita, l’importazione o l’esportazione di sperma umano, ovuli o embrioni stabilendo sanzioni di almeno un anno di carcere per i donatori e fino a 10 anni di prigione per gli altri reati.

Proprio dal ministero, però, è arrivata l’ennesima conferma della possibilità di emendare la legge per consentire a coppie straniere di poter accedere in maniera sicura alla maternità surrogata. Emblematici i dati ufficiali sulla difficoltà a far rispettare la normativa: a fronte di 20mila pazienti che avrebbero chiesto la fertilizzazione in vitro dall’approvazione della legge, sono solo 584 le maternità surrogate legali registrate dal governo, mentre sarebbero decine i bambini nati per via surrogata in Thailandia durante il periodo pandemico, con almeno 19 neonati ancora in custodia del ministero per lo Sviluppo sociale e la Sicurezza umana.

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03/06/2022
2909/2022
Ss. Michele, Gabriele e Raffaele arcangeli

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