Politica

di Mario Adinolfi

LA LIBERTÀ, DI UNA PARTE SOLA

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Molto interessante l’articolo di Laura Pertici su Repubblica che prova a spiegare perché Repubblica ha partecipato al Gay Pride con uno striscione di sette metri. Interessante perché da oggi sappiamo per tabulas che Repubblica su alcuni temi cruciali del nostro tempo che hanno a che fare col nascere, con la vita e la sua organizzazione familiare e affettiva, col morire farà un’informazione parziale, sdraiata sulle posizioni di una parte sola della quale fa organicamente parte. Repubblica dichiara ai suoi lettori che farà cattiva informazione e la farà faziosa, dando spazio a una parte sola e occultando le prese di posizione dell’altra. Qualche lettore potrebbe osservare: lo sapevamo già. Vero. Ma adesso hanno firmato una confessione. Qualsiasi articoli tocchi quegli argomenti avrà la credibilità di una delle tante gazzette Lgbt con cui la nota lobby esercita pressioni per drenare denari pubblici, core business della cosiddetta “battaglia per i diritti”. Cioè, nessuna credibilità. Poi a Repubblica si lamentano per il crollo delle vendite…

https://www.repubblica.it/cronaca/2022/06/11/news/pride_diritti_repubblica-353477574/?ref=RHTP-BH-I350153903-P2-S4-T1&fbclid=IwAR2XqI9bAgRHZuZEVw3OoSeLOCA0Z-iAIMytOcYlsFuxXPVwoJ3caLZ8Flk

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

13/06/2022
1408/2022
S.Massimiliano M. Kolbe

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Alea iacta est

Il Popolo della Famiglia è l’unica risposta possibile da dare nelle urne alle prossime elezioni amministrative, data l’avanzata dei progetti contrari all’istituto matrimoniale e al diritto dei più deboli

Leggi tutto

Società

Scozia e matrimoni gay

Per il nuovo “matrimonio” gay si è battuta in prima linea la Sturgeon da quando era vice-primo ministro scozzese, preparando il testo e questa sua recente uscita con alcune discusse consultazioni pubbliche che, nei mesi precedenti la “legge”, avevano accreditato il fronte dei favorevoli ai “matrimoni” gay al 64%. La reazione al suo clamoroso annuncio aveva trovato a suo tempo una reazione decisa e unitaria da parte delle Chiese e comunità cristiane scozzesi. Protestanti, evangelici e cattolici avevano infatti innalzato un fronte comune contro questo «pericoloso esperimento sociale», com’è stato definito il “matrimonio” gay. Il cardinale Keith O’Brien aveva persino intimato all’allora Governo in carica di ritornare sui suoi passi e di indire un referendum consultativo nelle land. Ma, subito, la risposta arrivata per bocca dei vari portavoce è stata senza speranza: «Niente referendum, è una questione di coscienza

Leggi tutto

Società

Perchè aggrediscono il PDF

Noi siamo fatti oggetto di violenza continua, dai profili social imbavagliati agli spettacolini come quelli di Novara, dagli insulti sanguinosi alle quotidiane vere minacce, perché non ci siamo rassegnati ad un generico e sterile borbottio, ma l’abbiamo trasformato in azione sociale e politica. Questo proprio non ce lo perdonano. E poiché a Novara come la sera dopo a Torino come quella precedente a Terni, l’OCOM tour fa segnare solo sale piene e sold out, allora hanno alzato il livello di intimidazion

Leggi tutto

Politica

Se non mentendo

Stanchi di leggere ricostruzioni fantasiose dei fatti recenti riguardanti il PdF, una volta e per tutte per i pochi interessati li narriamo per come sono avvenuti, in termini oggettivi non contestabili.

Leggi tutto

Politica

Legittima difesa: una legge inutile e dannosa

In dirittura d’arrivo il voto finale della Camera dei deputati sulla legge che cambia la legittima difesa secondo le istanze portate avanti da Matteo Salvini. Ieri sono stati votati i primi 6 articoli, con l’assenza di 35
deputati pentastellati considerati in dissenso. Dopo il voto scontato di oggi il testo tornerà al Senato per l’approvazione definitiva, prevista per il prossimo 28 marzo, se non ci saranno sorprese.

Leggi tutto

Politica

Il vero problema non è il covid ma la denatalità

Per veder rifiorire il Paese dalle macerie della Seconda Guerra mondiale, caro presidente Draghi, le donne italiane fecero tra il 1946 e il 1949 sei milioni di bambini, crescendoli e prestando loro cura pressoché esclusiva, si generò ricchezza per dare loro un futuro degno. Con gli attuali 400mila bambini che nascono l’anno (nel 2021 già si dice che saremo sotto quella soglia) per fare sei milioni di bambini ci vorranno quindici anni. E nel 2036 sarà troppo, troppo tardi. Reddito di maternità, subito. E subito dopo riforma fiscale del quoziente familiare perché è ovvio che i trentamila euro guadagnati da un single devono essere tassati di più dei trentamila euro guadagnati da un padre di famiglia che deve sfamare con quel reddito moglie e tre figli. Un criterio basilare di giustizia sociale richiede che finalmente questa riforma fiscale diventi realtà.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano