Storie

di Roberto Signori

Onu: bambini birmani torturati e uccisi dai militari

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Decine di bambini sono stati uccisi in Myanmar dal golpe del febbraio 2021, che ha rovesciato il governo democratico di Aung San Suu Kyi - ora agli arresti - e riportato al potere la dittatura militare. Le vittime minori di età non sono morte solo nel fuoco incrociato fra esercito e oppositori o gruppi etnici ribelli, ma sono state oggetto di attacchi mirati da parte dei soldati che, secondo testimonianze raccolte da esperti delle Nazioni Unite, hanno inferto “immense sofferenze”. Tom Andrews, relatore speciale Onu per i diritti umani nella ex Birmania, afferma che bambini e ragazzi sono stati picchiati, accoltellati, si sono visti strappare unghie e denti durante gli interrogatori, altri ancora hanno dovuto fronteggiare esecuzioni simulate.

In questi 16 mesi la giunta ha più volte attaccato le Nazioni Unite e i Paesi occidentali, accusandoli di interferenze e respingendo le accuse di atrocità. Tuttavia, da testimonianze e contributi raccolti da agenzie collegate all’Onu, gruppi attivisti e pro-diritti umani, esponenti della società civile e testimoni oculari emerge un quadro ben diverso. Sono almeno 250mila i bambini sfollati dai combattimenti, altri 382 sono stati uccisi o mutilati anche da raid aerei o artiglieria pesante.

Il rapporto di 40 pagine si intitola: “Perdere una generazione: come la giunta militare sta attaccando i bambini in Myanmar e sta rubando loro il futuro”. Il rappresentante speciale accusa il regime militare di aver abusato in maniera sistematica dei minori da quando è salito al potere. Oltre 1.400 giovani sono stati arrestati e almeno 61 sono attualmente tenuti in ostaggio. Secondo il rapporto, almeno 7,8 milioni di bambini sono privati del diritto allo studio a causa del conflitto e altri 33mila rischiano di morire per malattie curabili, perché quest’anno non hanno effettuato il ciclo vaccinale.

“Gli attacchi senza tregua della giunta [verso i minori] - afferma Andrews in una nota - sottolineano la depravazione e la volontà dei generali di infliggere immense sofferenze alle vittime innocenti nel tentativo di soggiogare il suo popolo”. Queste azioni, ha aggiunto, costituiscono “crimini di guerra e crimini contro l’umanità”. Le Nazioni Unite hanno ricevuto informazioni su 142 bambini torturati da soldati, polizia e milizie pro-esercito e vi sono racconti relativi all’aumento del lavoro minorile, in questo caso anche da parte di formazioni armate che si frappongono alla giunta militare.

L’esperto Onu si appella alla comunità internazionale, perché metta in campo azioni coordinate per isolare la dittatura militare sul piano finanziario, impegnandosi in un “significativo aumento” dell’assistenza umanitaria. Bisogna rispondere, conclude, “alla crisi in Myanmar con la stessa urgenza con cui lo si è fatto per la crisi in Ucraina” per scongiurare il pericolo incombente di una crisi che potrebbe creare una intera “generazione perduta”.

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16/06/2022
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