Politica

di Nathan Algren

HONDURAS - Vescovi: “Nonostante le difficoltà, si intravede un nuovo orizzonte”

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“Nonostante le difficoltà, si intravede un nuovo orizzonte” è l’esortazione che i Vescovi della Conferenza Episcopale dell’Honduras (CEH) rivolgono a tutto il Popolo di Dio in un messaggio reso pubblico al termine della loro Assemblea plenaria, che ha eletto la nuova dirigenza per il triennio 2022-2025. Monsignor Roberto Camilleri Azzopardi, Vescovo di Comayagua, è il nuovo Presidente della CEH. Vice-presidente è stato eletto Mons. Darwin Andino, Vescovo di Santa Rosa de Copàn. Padre Emigdio Duarte Figueros è il Segretario generale della CEH.

“Vi salutiamo con gioia e annunciamo con speranza che abbiamo un nuovo Direttivo, vi invitiamo a rendere grazie a Dio perché continua a guidare e a prendersi cura della sua Chiesa” scrivono i Vescovi, che ricordano: “come persone di fede, siamo chiamate a vivere profondamente radicati nel nostro rapporto con Dio e, allo stesso tempo, impegnati per la costruzione del presente e del futuro dell’Honduras”.
I Vescovi esortano a guardare con fiducia al futuro, nonostante le difficoltà attuali, e desiderano contribuire con le loro riflessioni, indicando alcune linee principali, “affinché questa nuova tappa che il Paese sta vivendo non sia bloccata da alcuni problemi che tradizionalmente hanno impedito un migliore cammino di giustizia e sviluppo. Questi problemi cronici stanno producendo una perdita di speranza nella popolazione honduregna e sono la radice della migrazione, soprattutto tra i giovani”.
Nel loro messaggio i Vescovi sottolineano: “i nostri problemi nazionali non sono semplicemente congiunturali, ma strutturali. Le strutture rimangono le stesse. La corruzione e l’impunità stanno ancora lasciando ombre, che potrebbero frustrare le legittime aspettative dell’elettorato, che ha votato per un cambiamento necessario”.
Dopo aver ribadito che “il paese è di tutti, e non di un determinato gruppo”, denunciano il revanchismo politico, la polarizzazione e la ricerca di interessi personali, che “danneggiano seriamente l’autentica democrazia”. Solo il dialogo sociale sincero e la ricerca del bene comune possono aprire la strada ad un’autentica rifondazione dell’Honduras e alla riconciliazione. Per fare questo “sono necessarie chiare linee di governo e la partecipazione di persone competenti e con valori morali”, “nuove forme di fare una buona politica, professionalizzandola e occupandosi del bene comune e dei beni comuni”. I Vescovi si soffermano ancora sulla costruzione della democrazia e sulla necessità di persone capaci di leadership, che siano professionali, rispettose e capaci.
Tra i problemi lasciati dalla pandemia che occorre superare, i Vescovi indicano l’individualismo e la diffidenza. E’ necessario continuare la vaccinazione e la prevenzione, allo stesso tempo “occorre promuovere un migliore sistema sanitario, in grado di offrire ai poveri copertura e qualità sanitaria”. Un altro problema storico è la scarsa qualità dell’educazione, per il quale occorrono soluzioni realiste, ed un “rinnovamento del sistema educativo coinvolgendo tutti i settori interessati”. Infine i Vescovi ritengono necessario che l’Honduras “si mantenga aperto a tutto il mondo, all’interscambio culturale e alla cooperazione internazionale”. Chiudersi in una trincea ideologica priverebbe gli honduregni dei benefici che l’apertura comporterebbe in tutti i settori della vita nazionale.
I Vescovi concludono il loro messaggio invocando il Signore e sua Madre, la Vergine Maria, affinché ispirino nella società honduregna la volontà di “lasciare da parte tutto ciò che divide, per camminare insieme verso un orizzonte di verità, giustizia, amore e pace”.

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17/06/2022
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