Chiesa

di Tommaso Ciccotti

Papa Francesco riceve i membri della Roaco

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Con lo sguardo fisso sull’icona del buon Samaritano, non si dimentichino i drammi dei conflitti in Tigray e nell’”amata e martoriata Ucraina”. Questa la forte raccomandazione di Francesco ai partecipanti all’Assemblea plenaria della Roaco, la Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali , alla presenza dei cardinali Leonardo Sandri, presidente della Roaco, e Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria, ricevuti in Vaticano a conclusione dei lavori della sessione plenaria, ai quali Francesco ha espresso la speranza che il negoziato prenda il posto della violenza:

Là si è tornati al dramma di Caino e Abele; è stata scatenata una violenza che distrugge la vita, una violenza luciferina, diabolica, alla quale noi credenti siamo chiamati a reagire con la forza della preghiera, con l’aiuto concreto della carità, con ogni mezzo cristiano perché le armi lascino il posto ai negoziati Queste le parole del Papa nella Sala del Concistoro.

Cari amici,

sono lieto di accogliervi questa mattina, a conclusione dei lavori della vostra sessione plenaria. Saluto il Cardinale Sandri, il Cardinale Zenari insieme agli altri Rappresentanti Pontifici, i Superiori e gli Officiali del Dicastero e, attraverso di voi, tutti coloro che in ogni continente rendono possibile la vostra generosità.

L’intuizione stessa della ROACO corrisponde al cammino sinodale che sta compiendo la Chiesa universale; l’iter di presentazione di un progetto di aiuto implica infatti il coinvolgimento di diversi attori: di chi lo presenta, dei professionisti incaricati di offrire il loro contributo, del Vescovo o Superiore religioso, delle Rappresentanze Pontificie, del Dicastero per le Chiese Orientali e di voi Agenzie, con tutti coloro che compongono i vostri Uffici. Ciascuno ha un ruolo ed è chiamato a dialogare con gli altri consultandosi, studiando, chiedendo e offrendo suggerimenti e spiegazioni, camminando insieme. Gli strumenti informatici che sono in corso di preparazione da parte dei vostri uffici renderanno più efficace il processo, ma è importante che siano a supporto dell’incontro e del confronto che avete maturato in questi anni, aiutando a sviluppare coralmente la sinfonia della carità.

Quando un’orchestra suona un’opera importante, prima di iniziare deve accordare gli strumenti: solo così l’esecuzione sarà degna e rivelerà la bravura dei musicisti. Nell’allestire la sinfonia della carità, continuate a ricercare l’accordo e fuggite ogni tentazione di isolamento e chiusura in sé stessi e nei propri gruppi, per restare aperti ad accogliere quei fratelli e quelle sorelle cui lo Spirito ha suggerito di avviare esperienze di vicinanza e servizio alle Chiese Cattoliche Orientali, nella madrepatria come pure nei territori della cosiddetta diaspora. È importante, per accordarsi, sintonizzarsi nell’ascolto reciproco, che facilita il discernimento e porta a scelte condivise, veramente ecclesiali. Così avete fatto, ad esempio, con l’Assemblea dei Vescovi cattolici di Siria, nella Conferenza realizzata a Damasco a marzo e nella quale sono stati coinvolti attivamente tanti giovani. Nel deserto di povertà e scoraggiamento provocato dai dodici anni di guerra che hanno prostrato l’amata e martoriata Siria, avete potuto scoprire come Chiesa che le sorgenti per far tornare a fiorire le steppe e dare acqua agli assetati sgorgheranno solo se ciascuno saprà abbandonare una certa autoreferenzialità e porsi in ascolto degli altri per individuare le vere priorità. Certo, si tratta di gocce nell’oceano del bisogno, ma la goccia della Chiesa non può mancare, mentre si attende sempre che la Comunità internazionale e le autorità locali non spengano l’ultima fiammella di speranza per quel popolo tanto sofferente.

Lo stile sinodale ha animato anche l’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente. A settembre ricorrerà il decimo anniversario dell’Esortazione Apostolica Ecclesia in Medio Oriente, promulgata dal mio predecessore Benedetto XVI durante il suo Viaggio in Libano. In dieci anni tante cose sono accadute: pensiamo alle tristi vicende che hanno coinvolto l’Iraq e la Siria, agli sconvolgimenti dello stesso Paese dei Cedri. Ci sono state anche alcune luci di speranza, come la firma ad Abu Dhabi del Documento sulla fratellanza umana. Sarà necessario verificare sul campo i frutti del Sinodo per il Medio Oriente; intanto occorre trovare strumenti aggiornati e modalità adatte per esprimere vicinanza alle Chiese della regione. È da auspicare, inoltre, che riprendano i lavori del tavolo di coordinamento sulla Siria e l’Iraq avviato alcuni anni fa, inserendo anche il Libano nella riflessione comune.

Continuate, vi prego, a tenere dinanzi agli occhi l’icona del buon Samaritano: lo avete fatto e so che continuerete a farlo anche per il dramma causato dal conflitto che dal Tigray ha nuovamente ferito l’Etiopia e in parte la vicina Eritrea, e soprattutto per l’amata e martoriata Ucraina. Là si è tornati al dramma di Caino e Abele; è stata scatenata una violenza che distrugge la vita, una violenza luciferina, diabolica, alla quale noi credenti siamo chiamati a reagire con la forza della preghiera, con l’aiuto concreto della carità, con ogni mezzo cristiano perché le armi lascino il posto ai negoziati. Vorrei ringraziarvi per aver contribuito a portare la carezza della Chiesa e del Papa in Ucraina e nei Paesi ove sono stati accolti i rifugiati. Nella fede sappiamo che le alture della superbia e dell’idolatria umane saranno abbassate, e colmate le valli della desolazione e delle lacrime, ma vorremmo anche che si compia presto la profezia di pace di Isaia: che un popolo non alzi più la mano contro un altro popolo, che le spade diventino aratri e le lance falci (cfr Is 2,4). Invece, tutto sembra andare nella direzione opposta: il cibo diminuisce e il fragore delle armi aumenta. È lo schema cainico che regge oggi la storia. Non smettiamo perciò di pregare, di digiunare, di soccorrere, di lavorare perché i sentieri della pace trovino spazio nella giungla dei conflitti.

Vi benedico di cuore, grato per tutto quello che fate. Per favore, non dimenticatevi di pregare anche per me. Grazie.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

24/06/2022
1308/2022
Ss. Ponziano e Ippolito

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Il Papa delle parole chiare

Il merito principale di Papa Francesco è quello di adottare un linguaggio privo di ambiguità

Leggi tutto

Politica

Che spreco terribile è questo popolo che si disperde

Oggi più che mai siamo tutti chiamati ad essere i nuovi intellettuali, ad esercitare cioè la libertà di ragione e di coscienza, contribuendo tutti a ricostruire un pensiero pubblico che sappia e odori di umano. Non siamo chiamati a giocare tra chi pensa di essere il depositario esclusivo della Verità: siamo chiamati a metterci sulle spalle la croce della pazienza, della sapienza e della lungimiranza. Abbandonando le aspirazioni personali, le pretese e tutto ciò che fa parte del fardello dell’uomo fragile.

Leggi tutto

Politica

Il Popolo della Famiglia all’alba del neo-bipolarismo

Dopo aver perso contro Salvini per averlo attaccato dal fronte piddino, ora la Chiesa sembra soppesare l’opportunità di provare a influenzarlo (e potrebbe essere un ulteriore errore). Peccato, perché il momento sarebbe propizio per la nascita di un vero nuovo bipolarismo: i fattori paiono esserci.

Leggi tutto

Società

Vaticano, Vaccino obbligatorio per le Guardie Svizzere

Dal 1 ottobre in Vaticano per i dipendenti è divenuto obbligatorio il Green pass, mentre per le Guardie svizzere, che sono sempre a stretto contatto con il Papa e i suoi ospiti, si è scelta la strada del vaccino obbligatorio. E dei sei alabardieri No vax, tre hanno deciso di “lasciare liberamente” il servizio, mentre altri tre, che hanno accettato il vaccino, sono stati sospesi fino a quando non avranno completato il ciclo vaccinale.

Leggi tutto

Chiesa

La visita del Papa ad Assisi

Al suo arrivo Francesco - secondo il programma reso noto dalla Sala Stampa vaticana - sarà accolto sul Sagrato della Basilica di Santa Maria degli Angeli oltre che dal saluto delle Autorità, dall’abbraccio dei poveri

Leggi tutto

Storie

Annika Fabbian, suora calciatrice

La Dorotea vicentina fa parte della neonata Nazionale di calcio delle suore.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano