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di la redazione

Lo sfogo del poliziotto

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Quel che succede a Milano nei pressi della stazione Centrale è noto a tutti. Le aree attorno all’edificio ferroviario sono una grande Babilonia, fatta per lo più di immigrati irregolari che sbarcano il lunario con furti, borseggi, rapine e spaccio di droga. Le risse, spesso armate, sono all’ordine del giorno in questo quadrante di Milano, di cui la stazione Centrale è la principale porta d’accesso. Se questo è il biglietto da visita che si offre ai turisti e ai visitatori quando arrivano in città, figuriamoci il resto. A cercare di mantenere un livello di decoro e contegno, per quanto possibile, sono chiamate le forze dell’ordine, che quotidianamente sono costrette a confrontarsi con personaggi di dubbio gusto al fine di garantire la sicurezza della città, dei cittadini e dei suoi ospiti.

“Racconto una ‘serata’ ma la situazione non cambia nell’arco delle 24 h”, inizia così il lungo sfogo di Pasquale Griesi, poliziotto in servizio presso la Squadra mobile di Milano, segretario regionale Fsp. Lui e i suoi colleghi vivono quotidianamente le pieghe più oscure di Milano, a rischio e pericolo della loro vita: “Il turno inizia con sfollagente, scudi e ubot sempre a portata di mano, perché forse qualcuno non si accorge che la stazione Centrale, soprattutto nei pressi delle fontane, ai lati con piazza IV novembre e Luigi di Savoia è praticamente un’enclave di molteplici Paesi”. Un pot-pourri di etnie e nazionalità che genera “una situazione incontrollabile, devastante! Si spaccia liberamente, ci si prende a bottigliate, a pietre, a volte bastante, risse all’ordine del giorno”.

L’amarezza è evidente nelle parole del poliziotto: “Il problema è una immigrazione clandestina incontrollata dallo sbarco sino allo stazionamento in quella che abbiamo chiamato ‘enclave milanese’”. Finché la piazza e le sue aree limitrofe sono presidiate, letteralmente, da uomini in tenuta antisommossa anche sotto il sole cocente con 40 gradi all’ombra, pronti all’intervento in qualunque momento, la situazione è sotto controllo. Ma non appena il reparto della Mobile viene smobilitato, quell’area torna a essere terra di nessuno. “Il Reparto sventa una decine di risse per turno, furti, rapine, ‘distrae’ lo spaccio, attenua il problema ma non lo risolve”, spiega Griesi, che poi aggiunge: “Appena il Reparto va via, ecco l’accoltellato. Sì, loro sono abituati così, una nuova cultura! Dimenticavo, guai a sgridarli, mai sia a menarli”. Il riferimento è a un nuovo caso di aggressione con un coccio di bottiglia in stazione Centrale nella notte tra sabato e domenica.

Pasquale Griesi ha prestato servizio in quell’area col suo Reparto proprio sabato sera: “Risse, furti, rapine, spaccio sventati ma la chicca più bella viene dagli operatori dell’Amsa! Ci chiedono se possiamo scortarli mentre devono pulire la monnezza che gli ospiti/occupanti hanno lasciato! Ovviamente non abbiamo rifiutato, ci dicono che il servizio deve essere garantito dalla polizia locale che, evidentemente impegnata in altro, spesso non si presenta”.

La polizia interviene nei limiti delle sue competenze e, infatti, come spiega il poliziotto, “sono stati già portati via tutti, fotosegnalati e muniti di ordine del Questore! I Cpr non producono l’effetto desiderato, lo abbiamo spiegato più volte in questi giorni, quindi per il solito problema legislativo e organizzativo, i nostri clienti continuano a fare ciò che hanno sempre fatto, e noi continuiamo a guardarli e attenuare a nostro rischio il problema”. Attenuare, perché per risolverlo servirebbero interventi dall’alto ma in Italia continuiamo a lasciare libero accesso dalle coste e ai migranti viene semplicemente consegnato il foglio di via che, ovviamente, non viene mai rispettato.

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28/06/2022
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