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di Nathan Algren

Malesia - Divorzio farsa rischia di rafforzare la sharia

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In Malaysia sta suscitando discussioni e anche l’intervento delle autorità la notizia del primo divorzio islamico decretato live su Facebook ad aprile e poi ritirato da una coppia, probabilmente per una riconciliazione. Le reazioni toccano essenzialmente la legalità e la moralità di questo comportamento. Ma restano ampie zone d’ombra sulla possibilità o meno che questo come altri atti del genere possano essere proposti e realizzati in rete, mancando una legislazione specifica che lo ammetta oppure, al contrario, lo proibisca con relative sanzioni.

Se il “divorzio” online tra Noor Aziz Johari (DJ Wong) e la moglie DJ Sal era passato pressoché ignorato, anche se la donna si era rivolta a parenti e esperti di giurisprudenza islamica per avere pareri (tutti negativi) sulla validità del provvedimento unilaterale del marito, così non è stata per la riconciliazione apparente tra i due, che il 19 giugno hanno partecipato insieme a un evento, sempre su Facebook. In molti hanno gridato allo scandalo, altri hanno parlato di una sceneggiata utile a recuperare consensi in rete. Tuttavia il “caso” ha evidenziato la necessità di un approfondimento e c’è chi si spinge a vedervi un atteggiamento offensivo verso la religione islamica, praticata da quasi due terzi dei malaysiani.

Le autorità tendono a minimizzare, ma anche a cercare chiarimenti sulla questione. Il responsabile per gli Affari religiosi del dipartimento del primo ministro, Datuk Idris Ahmad, partecipando a un raduno di personalità religiose nello Stato di Kedah, ha comunicato oggi che attiverà esperti del settore affinché chiariscano in tempi rapidi quanto accaduto. Ha anche sollecitato il pubblico a segnalare alle autorità civili o religiose competenti eventuali altri casi di talak (divorzio attraverso il ripudio) registrati sui social network.

Il ministro Idris ha parlato di probabile ignoranza della coppia, più che di una volontà di danneggiare l’islam, ma ha anche ricordato che dal 22 giugno è stato riattivato il Comitato per il rafforzamento del ruolo delle corti musulmane chiamate ad applicare la sharia, che era stato sospeso nel 2018. Finora la sharia - la legge religiosa islamica - è attuata parzialmente in almeno tre Stati della Federazione malese, ma le pressioni affinché venga estesa ai musulmani in tutto il Paese restano forti, come pure l’opposizione delle minoranze religiose che temono di esserne in qualche modo influenzate.

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28/06/2022
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