Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Papa Francesco e l’importanza della fraternità

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Papa Francesco all’Angelus prende spunto dal brano dell’evangelista Luca della Liturgia domenicale, Ecco le sue parole.

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel Vangelo della Liturgia di questa domenica leggiamo che «il Signore designò altri settantadue [discepoli] e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi» (Lc 10,1). I discepoli sono stati inviati a due a due, non singolarmente. Andare in missione a due a due, da un punto di vista pratico, sembrerebbe comportare più svantaggi che vantaggi. C’è il rischio che i due non vadano d’accordo, che abbiano un passo diverso, che uno si stanchi o si ammali lungo la via, costringendo anche l’altro a fermarsi. Quando invece si è da soli, sembra che il cammino diventi più spedito e senza intoppi. Gesù però non la pensa così: davanti a sé non invia dei solitari, ma discepoli che vanno a due a due. Ma facciamoci una domanda: qual è la ragione di questa scelta del Signore?

Compito dei discepoli è di andare avanti nei villaggi e preparare la gente ad accogliere Gesù; e le istruzioni che Egli dà loro sono non tanto su che cosa devono dire, quanto su come devono essere: cioè non sul “libretto” che devono dire, no; sulla testimonianza di vita, la testimonianza da dare più che sulle parole da dire. Infatti li definisce operai: sono cioè chiamati a operare, a evangelizzare mediante il loro comportamento. E la prima azione concreta con cui i discepoli svolgono la loro missione è proprio quella di andare a due a due. I discepoli non sono dei “battitori liberi”, dei predicatori che non sanno cedere la parola a un altro. È anzitutto la vita stessa dei discepoli ad annunciare il Vangelo: il loro saper stare insieme, il rispettarsi reciprocamente, il non voler dimostrare di essere più capace dell’altro, il concorde riferimento all’unico Maestro.

Si possono elaborare piani pastorali perfetti, mettere in atto progetti ben fatti, organizzarsi nei minimi dettagli; si possono convocare folle e avere tanti mezzi; ma se non c’è disponibilità alla fraternità, la missione evangelica non avanza. Una volta, un missionario raccontava di essere partito per l’Africa insieme a un confratello. Dopo qualche tempo però si separò da lui, fermandosi in un villaggio dove realizzò con successo una serie di attività edilizie per il bene della comunità. Tutto funzionava bene. Ma un giorno ebbe come un sussulto: si accorse che la sua vita era quella di un bravo imprenditore, sempre in mezzo a cantieri e carte contabili! Ma … e il “ma” è rimasto lì. Allora lasciò la gestione ad altri, ai laici, e raggiunse il suo confratello. Comprese così perché il Signore aveva mandato i discepoli “a due a due”: la missione evangelizzatrice non si basa sull’attivismo personale, cioè sul “fare” ma sulla testimonianza di amore fraterno, anche attraverso le difficoltà che il vivere insieme comporta.

Allora possiamo chiederci: come portiamo agli altri la buona notizia del Vangelo? Lo facciamo con spirito e stile fraterno, oppure alla maniera del mondo, con protagonismo, competitività ed efficientismo? Domandiamoci se abbiamo la capacità di collaborare, se sappiamo prendere decisioni insieme, rispettando sinceramente chi ci sta accanto e tenendo conto del suo punto di vista, se lo facciamo in comunità, non da soli. Infatti, è soprattutto così che la vita del discepolo lascia trasparire quella del Maestro, annunciandolo realmente agli altri.

La Vergine Maria, Madre della Chiesa, ci insegni a preparare la strada al Signore con la testimonianza della fraternità.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

04/07/2022
0110/2022
S. Teresa di Gesù bambino

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Papa Francesco: il documento UE sul Natale è un anacronismo

Papa Francesco ha parlato ai giornalisti nel volo di ritorno dalla Grecia regalandoci tanti spunti sui quali riflettere a partire dell’Europa ed il Natale.

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco agli ambasciatori: vaccini per tutti

In occasione della presentazione delle Lettere credenziali degli ambasciatori di Moldova, Kyrgyzstan, Namibia, Lesotho, Lussemburgo, Ciad e Guinea-Bissau, Papa Francesco si sofferma sulla pandemia e sui diritti uguali per tutti

Leggi tutto

Chiesa

Il cardinale Koch: l’ecumenismo, “monastero invisibile”

Nel saluto rivolto al Papa dal cardinale presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, al termine dei Vespri a San Paolo fuori le Mura, il cardinale Koch ribadisce che solo una teologia “capace di inginocchiarsi davanti al mistero” avvicinerà alla piena comunione

Leggi tutto

Chiesa

Papa Francesco a a Bartolomeo: camminiamo insieme in aiuto dell’umanità

In un videomessaggio, Francesco ricorda il 30.mo anniversario dell’elezione del Patriarca ecumenico di Costantinopoli, sottolinea le sfide comuni e urgenti da affrontare percorrendo la via dell’amicizia sociale e della fraternità

Leggi tutto

Chiesa

La supplica del Papa alla Madonna

Papa Francesco presiede la celebrazione penitenziale a San Pietro, al termine della quale recita la preghiera di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria dell’umanità e in particolare dei popoli di Russia e Ucraina: “Non è una formula magica, ma l’atto spirituale di figli che ricorrono alla Madre”

Leggi tutto

Chiesa

Via Crucis: le meditazioni affidate alle famiglie

Si tratta di famiglie legate a comunità ed associazioni cattoliche di volontariato ed assistenza. e saranno sempre le famiglie a portare la croce nelle dodici stazioni

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano