Chiesa

di Giampaolo Centofanti

Sugli accorpamenti di diocesi

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Anche la concreta strutturazione ecclesiale non nasce dal caso ma da certa mentalità.

Sono per quello che colgo finora contrario all’accorpamento delle diocesi perché il vescovo deve stare vicino alla gente, secondo me deve essere più un parroco. I vescovi oggi sono orientati strutturalmente alle burocrazie e alle astrazioni di palazzo. In una concatenazione di cause tutto è costruito con gli schematismi del razionalismo. Gli accorpamenti tra l’altro rendono più difficile una più diffusa, meno incanalata dall’alto, partecipazione.

Queste impostazioni favoriscono tra l’altro un mare di vita concreta fatta di cose non dette, non di rado tra le più determinanti.

Una grave falla nella pastorale di una guida cristiana può manifestarsi nel linguaggio parolaio. Si possono magnificare per esempio la sinodalità, lo sviluppo delle identità e di un solo allora autentico scambio, guardandosi bene dal favorire realmente tali piste. Si può vivere uno stile pieno di non detti e di sottintesi che può rovesciare nelle scelte concrete qualsiasi altisonante affermazione.

Un aiuto ad un certo superamento di tali problematiche potrebbe risiedere nell’esplicitare le motivazioni di certe interpretazioni. È vero che talora bisogna accompagnare un cammino, non si possono sbattere in faccia delle verità. Ma complessivamente un maggiore dialogo in proposito farebbe emergere tante storture.

L’aproblematicità di certi proclami la può dire lunga sulla loro scarsissima sostanza. Così come i cori unanimi sono ben conosciuti fin dall’Antico Testamento.

“Giòsafat disse al re d’Israele: «Consulta, per favore, oggi stesso la parola del Signore». Il re d’Israele radunò i profeti, quattrocento persone, e domandò loro: «Dobbiamo andare contro Ramot di Gàlaad o devo rinunciare?». Risposero: «Attacca; Dio la metterà in mano al re». Giòsafat disse: «Non c’è qui ancora un profeta del Signore da consultare?». Il re d’Israele rispose a Giòsafat: «C’è ancora un uomo, per consultare tramite lui il Signore, ma io lo detesto perché non mi profetizza il bene, ma sempre il male: è Michea, figlio di Imla». Giòsafat disse: «Il re non parli così” (2 Cr 18, 4-7). Si noti la drammatica, mite, nell’ironia non sua ma della vita, domanda di Giosafat.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

25/07/2022
2711/2022
San Virgilio

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Chiesa

Sui “veggenti” stiamo con il Papa, ma l’attacco è alla fede e alla Chiesa

Siamo stati chiamati a rispondere anche in tv da fisici, scienziati, psicologi su fenomeni come quello di Medjugorie. Ecco la risposta del nostro giornale

Leggi tutto

Chiesa

Il vostro nemico il diavolo

Fra Benigno raccoglie un’eredità pesante, ora che padre Amorth non c’è più. Al frate siciliano, come volto e nome noto, forse il più conosciuto tra gli esorcisti italiani viventi, tocca adesso continuare a tenere desta l’attenzione sul nemico. Come è risaputo, quest’ultimo non va certo in vacanza: informare, evangelizzare, invitare alla preghiera e ad una vita sacramentale rimangono attività fondamentali per contrastarne l’azione. Fra Benigno non si stanca mai di farlo. L’ultima fatica del frate si intitola «Il vostro nemico il diavolo. Misericordiosi come Gesù verso i tormentati e coloro che credono di esserlo» (Paoline, 280 pp., 22, 00 euro). Un libro importante, per molti versi.

Leggi tutto

Politica

Ogni vuoto viene riempito

O capiamo che dobbiamo tornare ad occupare tutti i nostri spazi valoriali, ritornando pienamente alla nostra identità prima di tutto cristiana e ricordando sempre il nostro status di paese ospitante, o moriremo travolti dalla loro inestinguibile volontà di potenza, nonché dai loro denari. Si sono presi con i petrodollari le nostre più iconiche squadre di calcio (Paris Saint Germain e Manchester City, ma anche il Trohir già presidente dell’Inter ringraziò Allah dopo la prima vittoria dei suoi nerazzurri), ora con la Qatar Charity Foundation finanziano le scuole coraniche e le moschee in Sicilia (2.5 milioni di euro) dopo che con un più ingente pacchetto di 25 milioni di euro hanno fatto costruire 43 moschee su tutto il territorio italiano, secondo quanto riferito dall’imam fiorentino Izzedin Elzir. Qualcuno si è posto un problema dopo aver letto che la Qatar Charity Foundation attraverso il suo già presidente Abdullah Mohammed Yussef finanziava Al Qaeda, secondo quanto riportato da un documento ufficiale del Dipartimento di Stato americano? No, nessuno se l’è posto, siamo andati bellamente felici da italiani a tagliare il nastro alle inaugurazioni delle moschee volute dai quatarini amici di Bin Laden in tutto il paese. Il governo kuwaitiano intanto si occupa di sovvenzionare i musulmani albanesi, mentre il Marocco sostiene le moschee indipendenti attraverso i danari della Missione culturale della sua Ambasciata a Roma. I Fratelli Musulmani invece girano soldi direttamente all’Ucoii, mentre ovviamente molto attiva è anche la monarchia wahabita dell’Arabia Saudita. New entry tra i finanziatori dell’islam in Europa occidentale e anche in Italia, il presidente turco Erdogan, quello che ha ordinato ai due milioni e mezzo di cittadini turchi residenti in Europa (ventimila in Italia) di “fare ognuno cinque figli, così il futuro sarà vostro”.

Leggi tutto

Chiesa

Lo Spirito e la spiritualità evangelica nella riforma della Chiesa

Presentazione del libro di monsignor Marchetto

Leggi tutto

Chiesa

Beatificazione di padre Tiburcio Arnaiz Munoz

Tiburcio Arnaiz Muñoz nacque a Valladolid, in Spagna, l’11 agosto 1865. I suoi genitori, Ezequiel e Romualda, di professione tessitori, lo portarono al fonte battesimale della parrocchia di Sant’Andrea due giorni dopo la nascita, nel giorno in cui si ricorda appunto san Tiburzio. Ad appena cinque anni, rimase orfano di padre. Sua madre, allora, cercò in ogni modo di mantenere sia lui che l’altra figlia, Gregoria, che aveva sette anni in più. Anni dopo, lui raccontò che da piccolo, una notte, ebbe un incubo: sognò di cadere all’inferno. Impaurito, chiamò sua madre, ma lei non lo sentì. Sempre più terrorizzato, invocò la Madonna Addolorata, che gli apparve dicendo: «Non cadi all’inferno né mai vi cadrai» e lo coprì col suo manto.

Leggi tutto

Politica

RAGIONARE SU UNA QUESTIONE DI METODO

Intervento del Direttore del nostro giornale in merito alla polemica sorta a seguito della pubblicazione di un articolo che ha scatenato polemiche a non finire..

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2022 La Croce Quotidiano