Storie

di Roberto Signori

Turchia: i cimiteri profanati

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Abusi e violazioni a sfondo confessionale in Turchia non risparmiano nemmeno i morti, come confermano i casi crescenti di attacchi contro cimiteri in cui sono sepolti esponenti delle minoranze religiose, soprattutto cristiani, ebrei e yazidi. Da Mardin a Van, nel recente passato i cristiani hanno denunciato devastazioni di tombe, lapidi e il macabro spargimento di ossa dei defunti. L’ultimo episodio riguarda invece la comunità ebraica, a ulteriore riprova di un clima crescente contraddistinto da odio e insofferenza verso i non musulmani.

Il 15 luglio scorso, ma la notizia è emersa solo nei giorni scorsi, alcuni esponenti della minoranza ebraica nel sobborgo di Haskoy, a Istanbul, hanno denunciato gravi danni nel locale cimitero, frutto di un attacco mirato da parte di gruppi estremisti. I vandali, raccontano fonti locali, hanno profanato 81 tombe, esumato le bare e lasciato l’area in stato di abbandono e totale confusione. Secondo alcuni testimoni, fra gli autori dell’attacco vi sarebbero anche giovani minori di 18 anni, i quali avrebbero agito seguendo le istruzioni di una banda di adulti.

Nei giorni scorsi la polizia ha fermato alcuni minorenni per interrogatorio, ma in pochi sono convinti che le inchieste faranno luce sugli episodi e verrà garantita giustizia. Sull’età dei (presunti) responsabili è intervenuto il parlamentare dell’opposizione Hdp di origine armena Garo Paylan: “Il fatto che l’attacco al cimitero ebraico - ha scritto su Twitter - sia stato effettuato da bambini di età compresa tra 11 e 13 anni non allevia la situazione, la aggrava. Chi e quale mentalità hanno riempito quei bambini di odio verso gli ebrei?”.

Per molti osservatori quanto è accaduto a metà luglio al cimitero ebraico rientra in un quadro più ampio di persecuzioni e violenze contro le minoranze, compresi i cristiani. Il 29 giugno, in occasione della festa di Pietro e Paolo, ignoti hanno profanato un camposanto nel quartiere di Yemişli, distretto di Midyat, nella provincia sud-orientale di Mardin già teatro nel recente passato di episodi di intolleranza. Al risveglio i fedeli hanno trovato tombe assire millenarie devastate e le ossa sparse per tutta l’area. Un altro esempio riguarda gli yazidi, che sono soliti seppellire i morti con la schiena rivolta al sorgere del sole. Le cronache riportano casi di tombe profanate e salme riposizionate in direzione della Mecca secondo i dettami della fede islamica, che considera gli yazidi una setta eretica da punire (e riconvertire), come avvenuto in Iraq sotto lo Stato islamico.

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05/08/2022
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