Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Papa ai nunzi: siate punti di riferimento nel mondo sconvolto dalla guerra

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“L’Europa e il mondo intero sono sconvolti da una guerra di speciale gravità, sia per la violazione del diritto internazionale, sia per i rischi di escalation nucleare, sia per le pesanti conseguenze economiche e sociali”. È tornato a ribadirlo oggi papa Francesco incontrando in Vaticano i nunzi apostolici che prestano servizio nelle rappresentanze diplomatiche della Santa Sede in tutto il mondo.

“È una terza guerra mondiale ‘a pezzi’ - ha aggiunto ancora Francesco - di cui voi siete testimoni nei luoghi in cui state svolgendo la vostra missione. Vi ringrazio per tutto quello che le rappresentanze pontificie hanno fatto e stanno facendo in queste situazioni di sofferenza. Avete portato ai popoli e alle Chiese la vicinanza del papa; siete stati punti di riferimento nei momenti di maggiore smarrimento e turbolenza”. Il pontefice ha poi raccomandato ai nunzi anche di sentirsi coinvolti nel percorso che la Chiesa sta compiendo “per far crescere il popolo di Dio nella dimensione della sinodalità” e nel cammino verso il Giubileo del 2025.

All’incontro in Vaticano sono presenti 91 nunzi apostolici e 6 osservatori permanenti senza qualifica episcopale. Cinque rappresentanti pontifici non sono potuti intervenire per motivi di salute o altri impedimenti. Secondo i dati diffusi dalla sala stampa della Santa Sede attualmente sono complessivamente 167 i collaboratori in ruolo diplomatico che lavorano presso le nunziature o nella Segreteria di Stato. Quattro alunni della Pontificia Accademia Ecclesiastica, invece, dopo aver concluso la loro formazione a Roma, hanno cominciato l’anno di servizio missionario all’estero voluto da papa Francesco prima dell’inizio della loro attività diplomatica. Si trovano impegnati in attività pastorali in Brasile, nelle Filippine, in Madagascar e in Messico.

Istituendo questa nuova consuetudine nel febbraio 2020 papa Francesco scriveva alla Pontificia Accademia Ecclesiastica che “per affrontare positivamente le crescenti sfide per la Chiesa e per il mondo, occorre che i futuri diplomatici della Santa Sede acquisiscano, oltre alla solida formazione sacerdotale e pastorale, e a quella specifica offerta dall’Accademia, anche una personale esperienza di missione al di fuori della propria diocesi d’origine, condividendo con le Chiese missionarie un periodo di cammino insieme alla loro comunità, partecipando alla loro quotidiana attività evangelizzatrice”.

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09/09/2022
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