Storie

di Giuseppe Udinov

La “Vigna di Rachele” in Russia per superare il trauma post-aborto

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La partecipazione a questi seminari aiuta la persona ad affrontare il dolore della perdita e ad affidarlo a Dio, rielaborando la perdita di un bambino abortito, riconciliandosi con se stessi e con Dio“. Così suor Anna Zakharova FMM parla del seminario organizzato in Russia della “Vigna di Rachele“, opera internazionale cristiana diffusa in oltre 40 Paesi del mondo, che offre un’esperienza di carattere pastorale e spirituale rivolta a quanti, donne e uomini, hanno subito traumi legati alla pratica di un aborto volontario o spontaneo e a quanti hanno in famiglia il lutto derivante dalla perdita di un bambino prima della nascita.

Dal 9 all’11 settembre l’incontro di formazione e spiritualità si svolge presso il monastero francescano di Sant‘Antonio a San Pietroburgo. In un clima di grande riservatezza, con l’assistenza di uno psicologo e di un sacerdote, i partecipanti vivono momenti di riflessione individuale e di gruppo. La tre giorni è giunta alla terza edizione a San Pietroburgo e in circa 20 anni si è svolta in diverse volte in varie altre città della Federazione russa (Magadan, Ussurijsk, Novosibirsk, Krasnojarsk, Kemerovo, Mosca). Come appreso da Fides, fino al termine del 2022 sono in programma altri sei eventi dello stesso tipo in varie località della Federazione russa. “Nella mia famiglia c’è stato più di un caso di aborto ed è un dolore che segna anche le persone circostanti, che anch’io mi sono portata nel cuore fin dall’infanzia. Partecipando a un Seminario come questo, il Signore mi ha guarita, togliendomi un senso di colpa insopportabile e dandomi la possibilità di gioire nuovamente per l’opportunità di vivere”, racconta a Fides Suor Anna, che si occupa dell’organizzazione degli incontri a San Pietroburgo.

La Russia sovietica nel 1920 fu la prima entità statale al mondo a legalizzare la pratica dell’aborto. Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917, infatti, il governo leninista passò all’attuazione tramite decreti di un modello di società che concepiva l’uomo e la donna solamente in funzione della realizzazione dello stato socialista, sciolti da qualsiasi legame con Dio. Assieme a norme volte all‘eliminazione del matrimonio religioso e della famiglia, la legalizzazione dell’aborto trovò posto come conseguenza dell’ateismo di Stato.

Ad esclusione del periodo dal 1936 al 1955, in cui per problemi demografici si introdusse il divieto di interrompere volontariamente una gravidanza, nella Russia sovietica e nella Federazione Russa, nata dopo il crollo del muro di Berlino, l’aborto volontario ha sempre trovato una base legale d’appoggio. Attualmente è praticabile sempre entro la dodicesima settimana di gestazione, ma anche dopo quel termine, in alcuni casi previsti dalla legge: entro la ventiduesima se la gravidanza si è verificata in seguito a violenza sessuale; oppure senza limiti di tempo, qualora la salute della madre fosse in pericolo.

Il Progetto Rachele, da cui sono nati i seminari denominati “Vigna di Rachele“, è stato fondato nel 1984 nella Arcidiocesi di Milwaukee, è riconosciuto dalla Conferenza Episcopale cattolica degli Stati Uniti, e oggi opera in oltre 40 nazioni. Il percorso di guarigione umana e spirituale che i seminari propongono non si esaurisce in tre giorni, ma l’esperienza rappresenta un punto di partenza per accettare e metabolizzare il dolore e il lutto, nella consapevolezza che la misericordia di Dio ricrea quanto si è perduto e che Dio può trarre il bene da ogni esperienza umana.

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10/09/2022
0412/2022
S.Giovanni Damasceno

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