Storie

di Raffaele Dicembrino

Volley - Campionato Mondiale: l’Italia torna sul tetto del mondo

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Volley - La giovane Nazionale di Ferdinando De Giorgi scrive una pagina importantissima della già gloriosa storia della pallavolo italiana battendo 3-1 (22-25, 25-21, 25-18, 25-20) la Polonia alla Spodek Arena laureandosi così campione del Mondo a 24 anni di distanza dall’ultima medaglia d’oro vinta in Giappone. Per gli azzurri si tratta del quarto titolo iridato dopo quelli ottenuti nel ’90, ’94 e ’98 e diventando così l’unica squadra dopo l’URSS (a quota 6 tra il ’49 e l’82) a raggiungere tale traguardo.

Il commissario tecnico De Giorgi è il primo CT italiano sulla panchina tricolore a vincere il titolo dopo i 2 di Velasco e uno di Bebeto; sempre per lui si tratta del quarto titolo dopo i tre vinti da giocatore.

Per l’atto conclusivo di questa rassegna iridata proprio Ferdinando De Giorgi ha schierato Giannelli in palleggio, Romanò sulla sua diagonale, Lavia e Michieletto gli schiacciatori, Anzani e Galassi i centrali, Balaso libero.
Grbic ha scelto Janusz palleggiatore, Kurek opposto, Sliwka e Semeniuk schiacciatori, Kochanowski e Bieniek centrali, Zatorski libero.
Primo set iniziato con gli azzurri bravi a contenere a muro gli attacchi dei polacchi e con Giannelli come sempre abile a sfruttare la buona vena di Lavia in attacco. Ciò che ne è derivato è stato un inizio gara equilibrato con le due squadre a contatto (18-15 per l’Italia) e con i ragazzi di De Giorgi molto efficaci in fase difensiva. Con il passare dei minuti Grbic ha poi inserito Kaczmarek al posto di Kurek, ma Giannelli e compagni hanno continuato a giocare davvero una buona pallavolo continuando ad amministrare un minimo vantaggio (21-17) successivamente recuperato dagli uomini di Grbic (21-21) che nel frattempo aveva cambiato anche il palleggiatore inserendo Lomacz. Il finale si è fatto vibrante con il pubblico di casa che ha continuato a far sentire la sua pressione e con i ragazzi di De Giorgi che nel frattempo hanno fatto molta fatica in attacco (solo 28%) proprio nella fase clou; gli uomini usciti dalla panchina polacca sono risultati determinanti e un muro su attacco di Romanò ha chiuso il primo set sul 25-22 per i padroni di casa.
I polacchi, sulle ali dell’entusiasmo sono andati subito sul 3-1, ma con il passare dei minuti gli azzurri si sono rifatti sotto agguantando la parità sul 7-7. Il match è proseguito a strappi con i padroni di casa che hanno tentato più di una volta di allungare ma con gli azzurri che hanno retto l’urto della forza offensiva polacca con una serie di muri; allo stesso modo però la fase offensiva dei laterali italiani ha continuato a essere deficitaria, ma nonostante questo l’orgoglio e il capitano hanno tenuto a galla i ragazzi di De Giorgi (18-18, 20-20). Nel finale tanto coraggio per gli azzurri che nel momento clou si sono portati avanti di 3 lunghezze (24-21) chiudendo poi sul 25-21 portando la gara sull’1-1.
Terzo set iniziato con Russo in campo al posto di Galassi (cambio già effettuato nel corso del secondo set) e Polonia di nuovo avanti, ma nuovamente azzurri reattivi e caparbi nel non voler mollare niente (14-13); Gianelli e compagni ancora sugli scudi nella fase calda (23-16) e trascinati da una magnifica trance agonistica vanno a prendersi anche il terzo set (25-18) ribaltando la situazione sul 2-1.
Quarta frazione che ha visto ancora gli azzurri protagonisti di un’ottima organizzazione di gioco (14-10) e bravi a resistere a un ritorno di fuoco degli avversari (18-13). Con il proseguire del set i padroni di casa hanno tentato una disperata rimonta (19-16), ma Giannelli e compagni non hanno concesso nulla e, a 24 anni di distanza da Tokyo 1998, sono andati a riprendersi il titolo Mondiale (25-20).

Le voci dei protagonisti dopo il trionfo iridato

Katowice. La Nazionale Maschile è rientrata in Italia con un volo charter atterrato all’aeroporto di Fiumicino alle ore 11.30 per poi recardi dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

GIUSEPPE MANFREDI: “La nostra è una squadra bellissima, e quando uso il termine squadra questo racchiude tutto: i ragazzi, lo staff, tutti stanno facendo un lavoro straordinario. La cosa di cui sono più orgoglioso è la maniera in cui sono arrivati questi trionfi, volevamo fortemente affermare lo stile Italia. Ovvero presentare in campo delle nazionali che sappiano divertirsi e al tempo stesso appassionare. Oggi la partita è stata dura, però devo essere onesto c’ho sempre creduto, perché quando ho seguito i collegiali di questi ragazzi, così come quelli delle azzurre, ho notato che questi gruppi avevano qualcosa in più. Fefè e i suoi ragazzi non hanno solo vinto la medaglia d’Oro, ma hanno legittimato questo trionfo battendo sul campo i più forti e mi riferisco sia ai Campioni Olimpici francesi, che alla Polonia detentrice del titolo iridato. Questo per la pallavolo italiana è un anno straordinario, non voglio dire irrepetibile perché puntiamo sempre a migliorarci, però dobbiamo prendere atto che il nostro lavoro sta portando dei risultati oltre ogni aspettativa. Questi titoli non sono frutto del caso, ma soprattutto del grande lavoro portato avanti dai nostri staff tecnici. La Federazione investe moltissimo sulle nazionali azzurre e non può essere una coincidenza che molti atleti prese nti qui oggi, negli anni passati abbiano vinto delle competizioni giovanili”.

DANIELE LAVIA: “Questa è una squadra che non molla mai, vincere questo Mondiale è stata un’esperienza unica e un’emozione incredibile, soprattutto perchè lo abbiamo fatto davanti a questo bellissimo pubblico. La medaglia d’Oro è strameritata, sappiamo di aver fatto qualcosa di eccezionale, ma non ci vogliamo fermare. Non è stata una partita facile, ma abbiamo sempre reagito quando hanno cercato di rientrare e alla fine ci siamo portati a casa il titolo Mondiale.”

ALESSANDRO MICHIELETTO: “E’ una sensazione bellissima, un altro sogno divenuto realtà, è stata un’altra battaglia, abbiamo voluto questo risultato, ma abbiamo dimostrato di averne di più, sono davvero orgoglioso di come siamo riusciti ad avere ragione di una squadra composta di grandissimi campioni. Loro forse avevano un po’ più di pressione, ma non è stato facile giocare in un ambiente così caldo, è stata davvero una sensazione fantastica”.

SIMONE GIANNELLI: “Sono contentissimo, non riesco a credere che siamo campioni del mondo; ce lo siamo goduti, ci siamo divertiti tantissimo, ringrazio tutti coloro che hanno fatto parte della famiglia azzurra di questa lunga estate; è una vittoria dell’intero movimento. Il nostro è un gruppo eccezionale in grado di giocare una bellissima pallavolo che è stata capace di superare critiche e difficoltà, ma noi non abbiamo mai mollato; abbiamo sempre lavorato con grande impegno e costanza e alla fine ce l’abbiamo fatta, abbiamo centrato un grandissimo risultato”.

FERDINANDO DE GIORGI: “Abbiamo fatto qualcosa di incredibile, vicino all’eccezionale, la crescita di questo gruppo è stata davvero notevole, sono contento perché ho avuto una conferma importante delle scelte fatte già due anni fa; spero che questi ragazzi rimangano sempre così e continuino ad avere voglia di fare del loro meglio e di non accontentarsi mai; nello sport è importante voler sempre migliorarsi”.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

12/09/2022
0302/2023
Santi Biagio e Angsario (Oscar)

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

Il nuovo governo Gentiloni

Ecce governo

Leggi tutto

Società

Pei il covid gli italiani sono troppa “amichevoli”

In Italia, durante la prima ondata dell’epidemia di COVID-19, la velocità di diffusione del coronavirus SARS-CoV-2, così come il livello di letalità della malattia, sono stati più elevati rispetto ad altri paesi europei. Molti studiosi hanno cercato di spiegare questo fenomeno facendo notare che nella società italiana ci sono legami familiari molto stretti, con nonni, genitori, figli e nipoti che spesso vivono insieme o comunque si vedono molto di frequente: una caratteristica che avrebbe contribuito alla rapida diffusione del virus tra gli anziani.

Leggi tutto

Società

Transgender nello sport, il Cio cambia le regole

Il nuovo decalogo del Comitato Olimpico Internazionale diventerà legge non prima di marzo 2022.  Agli atleti non verrà più chiesto di sottoporsi a procedure mediche non necessarie per rientrare nei criteri di eleggibilità per la loro categoria e la loro disciplina

Leggi tutto

Chiesa

Pechino: Papa, auguri ad atleti,

Lo sport con il suo linguaggio universale può costruire ponti di amicizia e solidarietà tra persone e popoli di diverse culture e religion

Leggi tutto

Società

Vaccini: italiani contrari alla quarta dose

Gli italiani sempre più stufi dei vaccini

Leggi tutto

Storie

Il nuotatore trans Lia Thomas concorre per essere atleta donna dell’anno

Il nuotatore trans Lia Thomas, già al centro di innumerevoli polemiche per aver partecipato a competizioni femminili (e per averle vinte grazie al vantaggio che gli deriva dal possedere una struttura fisica maschile) e lo spiacevole vizietto di voler dividere gli spogliatoi con le colleghe femmine, è stato proposto come atleta (donna) dell’anno 2022 dall’Università della Pennsylvania.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano