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di Nathan Algren

Siria: allarme colera

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L’epidemia di colera, la prima dopo molti anni, divampata nelle ultime tre settimane in Siria rischia di trasformarsi in una “minaccia” di portata regionale. L’allarme, lanciato dai vertici dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), conferma nella sua drammatica portata la nuova emergenza sanitaria scoppiata in un Paese che porta i segni del decennale conflitto e deve fare i conti con strutture igienico-sanitarie al collasso. Al momento si contano almeno 936 casi sospetti con sintomi evidenti della malattia e almeno otto vittime accertate.

Epicentro dei contagi le province di Aleppo e Deir al-Zour. Fra le possibili cause l’uso dell’acqua contaminata del fiume Eufrate, che scorre nell’area, sia per consumo quotidiano che nell’irrigazione di campi e colture. Secondo gli esperti l’epidemia è anche considerata un indicatore della grave carenza di acqua potabile nel Paese, sia per i risvolti della guerra che per gli effetti devastanti del cambiamento climatico in Medio oriente. Fra le cause vi sarebbero l’aumento delle temperature, piogge ben al di sotto della media e un flusso ridotto dagli emissari a monte del fiume in Turchia.

Gli effetti del clima, uniti a una carenza infrastrutturale, hanno lasciato senz’acqua la gran parte dei cinque milioni di abitanti che dipendono dall’Eufrate per irrigare i campi e soddisfare i fabbisogni personali. Il ministero siriano della Sanità, rilanciato dall’agenzia Sana, riferisce che solo il 12 settembre nella provincia di Aleppo si sono registrati 20 casi (670 in totale) e due vittime. Quattro nella provincia costiera di Latakia e altri due a Damasco, in pazienti provenienti dal Aleppo. I sospetti contagi a Deir al-Zour sono 201.

Il colera è un’infezione diarroica acuta causata dall’ingestione di cibo o acqua contaminati dal batterio Vibrio colera. Nei casi gravi e se non viene trattata in modo adeguato, la malattia può uccidere in poche ore. “L’epidemia - sottolinea Imran Riza, coordinatore umanitario Onu - rappresenta una grave minaccia per le persone in Siria e nella regione”. Per questo, prosegue il responsabile locale delle Nazioni Unite, “è necessaria un’azione rapida e urgente per prevenire ulteriori contagi e vittime”.

Dal 2009 in Siria non si registravano casi ufficiali di colera. Secondo le ultime stime i contagi toccano almeno cinque delle 14 province del Paese. Dati Unicef mostrano che almeno la metà della popolazione si affida a fonti di acqua insicure, mentre il 70% delle acque reflue non viene trattato in modo adeguato. In tutto il mondo, la malattia colpisce tra gli 1,3 e 4 milioni di persone ogni anno, uccidendone fra le 21mila e 143mila.

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15/09/2022
0412/2022
S.Giovanni Damasceno

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