Società

di Roberto Signori

Giovani arabi e democrazia

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

La grande maggioranza dei giovani arabi fra i 18 e i 24 anni nella regione del Medio oriente e Nord Africa (Mena) è convinto che la democrazia, come modello di governo, non può funzionare. E che per l’area conta molto di più la “stabilità”, della possibilità di beneficiare di libertà e diritti, almeno come vengono concepiti nelle società occidentali. È quanto emerge dalla 2022 Arab Youth Survey, studio annuale e approfondito che mostra un radicale cambiamento rispetto al passato: nel 2009, infatti, quando ancora non si parlava di primavera araba, di guerra in Siria o Isis, il 92% degli intervistati riteneva “prioritario” vivere in una nazione democratica.

L’inchiesta elaborata da Asda’a Bcw, agenzia con sede a Dubai (Emirati Arabi Uniti), oltre 200 dipendenti e uffici sparsi in 15 nazioni, delinea con cadenza annuale l’evoluzione delle società della regione mediorientale e nord-africana, con una particolare attenzione ai giovani. Per l’edizione 2022 sono stati interpellati 3.400 giovani, uomini e donne, in rappresentanza di tutti i Paesi dell’area. Il 64% concorda sul fatto che la democrazia è “incompatibile” con la regione; il dato sale al 72% se si prendono in considerazione nazioni come Libano, Palestina, Siria e Iraq segnate da conflitti e polarizzazioni fra schieramenti politici, mentre scende al 52% per il Golfo.

La grande maggioranza dei giovani arabi, pari all’82% dei rispondenti, afferma che lavorare per la stabilità nel proprio Paese è più importante che battersi per promuovere la democrazia. Natasha Ridge, direttore esecutivo della Sheikh Saud bin Saqr Al Qasimi Foundation for Policy Research, parla di risultato “logico” considerando ciò che hanno vissuto i giovani di questi Paesi. “Posso capire benissimo - aggiunge la studiosa - che i giovani preferiscano un regime stabile” più di una traballante democrazia, visti anche i tentativi infruttuosi e i conflitti innescati in Iraq, Egitto e Siria. “Quando sentono la parola democrazia - conclude - questa è la loro associazione di idee”.

Tornando alla ricerca, quasi i due terzi (65%) ritiene che preservare l’identità religiosa e culturale è più importante che creare una società globalizzata, dato che sale al 75% nel Golfo. Il 35% considera il costo crescente della vita e la disoccupazione i maggiori ostacoli che deve affrontare la regione, mentre la causa palestinese e l’occupazione israeliana viene percepita come prioritaria solo dal 29% dei giovani interpellati. Il 31% imputa alla Nato e agli Stati Uniti la responsabilità per la guerra in Ucraina (e scagiona la Russia), mentre il 37% non sa cosa rispondere.

Più della metà (57%) afferma che gli Emirati Arabi Uniti sono il Paese in cui vorrebbero vivere, posizionandoli in vetta alla classifica per l’undicesimo anno consecutivo. Negli ultimi cinque anni, la Cina è vista dai giovani arabi come alleato più forte e maggiormente strategico degli Stati Uniti (78% delle preferenze). Va però notato che, pur a fronte di una percezione negativa del modello democratico, almeno il 63% dei rispondenti afferma di beneficiare di maggiori diritti e libertà in seguito alle rivolte e alle proteste di piazza di questi anni. Anche nel Golfo il 68% dei giovani ritiene di “godere di maggiori diritti” rispetto al 2010.

Guardando al futuro, emerge un cauto (e molto variabile) ottimismo: il 54% è sicuro che avrà una vita migliore dei genitori, il dato più elevato registrato negli ultimi anni. Tuttavia, se fra i Paesi del Golfo arriva a toccare il 72%, considerando le nazioni del Levante scende a un misero 47%.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

23/09/2022
0202/2023
Presentazione del Signore

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Società

Assicurare per vaccinare in libertà

Lottare contro i luoghi comuni. Continuare a ragionare, farsi domande, cercare risposte. Bisogna fregarsene di essere additati come antivax o che so io e se il governo prende decisioni che secondo noi sono fortemente restrittive della libertà individuale, garantita dalla Costituzione, bisogna avere il coraggio o semplicemente l’onestà di dirlo. Licenziare i docenti che non si sottopongono entro cinque giorni dalla nomina al vaccino, appare una decisione eccessiva e anticostituzionale.

Leggi tutto

Storie

Un risveglio immediato e cosciente

È così che agiscono le milizie del male oggi contro un’Umanità che si ribella, perché non intende cedere alle ferali aspettative di un farmaco. Mentre invece applaude rumorosamente, a favore dello Stupidarium Collettivo, che utilizza a profusione argomenti che parlano contro coscienza. Ma questo è il prezzo della libertà.

Leggi tutto

Società

Modena. Lezioni shock a scuola

La segnalazione allarmata di un genitore della scuola che si è rifiutato di far partecipare il figlio dopo aver letto i dettagli del progetto

Leggi tutto

Storie

Vere e fasulle competenze

Alcuni problemi di fondo della nostra epoca.

Leggi tutto

Politica

Adinolfi: “Da Papa sfida a contemporaneità vuota”

Casti al matrimonio, Adinolfi: “Da Papa sfida a contemporaneità vuota”. Leader Popolo della Famiglia: “Francesco accoglie e abbraccia tutti ma ha molto chiare le regole della morale cattolica”

Leggi tutto

Storie

SIMEONE E GLI ALTRI:

Il 19 alle 20 la preghiera al memoriale per Simeone e gli altri. Oggi, sempre alle 20, la chiesa celebra con i genitori che hanno visto andare in cielo i figli troppo presto.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano