Politica

di Giuseppe Bruno

Una domanda legittima, ancora aperta

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

Con tutto il rispetto verso l’impegno indiscusso e lodevole delle Persone, sorge spontanea una domanda che certo avrà una o più risposte magari tutte plausibili, ma comunque essa sorge e non posso tacerla, anche perché, sotto nuova veste, essa si ripropone. Come mai questa miriade di piccoli partiti tutti rigorosamente “no green pass”, tutti rigorosamente “no Draghi”, tutti attenti alle esigenze dell’Italia da rivendicare senza isterismi ma con dignità e fermezza verso un’Europa vera che non decolla, anzi! Tutti attenti alle crescenti drammatiche esigenze del popolo e delle famiglie, nonché di una micro e media impresa diffusa e angosciosamente in crisi, non son riusciti a trovare un terreno comune e confederarsi e dare vita ad una coalizione per queste elezioni nelle quali, si sapeva che, o si è in coalizione o si muore ?

Perché? Sicuramente se l’elettore si fosse trovato di fronte ad una coalizione più o meno compatta avrebbe premiato tale coalizione, non so come non so quanto, ma sicuramente l’avrebbe premiata e sicuramente essa avrebbe di molto superato lo sbarramento che nessuno di essi ha superato. I soliti analisti frettolosi e ben pagati dicono che questi partiti hanno riscosso poca attenzione perché l’emergenza Pandemia non tirava più come prima, adesso c’è la guerra e continuano, anche a voler far credere ancora che Draghi fosse sostanzialmente ben visto dall’opinione pubblica. Si è vero è molto impopolare opporsi al coro che esalta la giusta guerra di difesa contro la Russia come nel pieno della Pandemia opporsi ai provax, ma questi piccoli partiti anche su questi punti, non tutti allo stesso modo magari, ma si son battuti. I temi li han portati avanti ognuno dal suo punto di vista con tante aggiunte o omissioni molto importanti, come i “temi etici”, per esempio, assenti in quasi tutti, ma ben presenti nel PDF. Si, ma chi lo sa? Questi partiti sono stati messi tutti assieme dai media nel mucchio e di fatto silenziati o fatti ascoltare come qualcosa di folcloristico o per noioso e essenziale dovere, tranne l’omaggio, anch’esso “doveroso”, dei colleghi a Paragone. Ma questo, con tutto il rispetto già espresso, si sapeva benissimo e dall’inizio. E questa miriade di partitini sono stati in “religioso” silenzio senza rivendicare il loro sacrosanto diritto ad essere trattati come i Big per i quali sono state impiegate ore a tre cifre in più rispetto alle loro. Perché? Perché due vecchi proverbi complementari tra loro lo spiegano benissimo: “l’unione fa la forza” e “divide et impera”. Bene! Questi partiti così vicini per tanti aspetti importanti non sono riusciti ad unirsi nemmeno per rivendicare un loro fondamentale diritto.

Certo la democrazia dei media nostrani la conosciamo bene. E’ solo in un senso, ma anche “i nostri” di sbagliare hanno sbagliato. E’ evidente. Ora che “alea iacta est” un po’ di autocritica a mio avviso non guasterebbe anche se la risposta o le risposte certo non mancheranno. E da un punto di vista di purezza dell’azione politica sono, almeno per il PDF, ineccepibili. Ma un’altra domanda sorge spontanea. Siamo in emergenza e il tempo stringe, siamo in “guerra” con un mastodonte internazionale (lo strapotere mondiale delle lobby), come pensiamo di poter affrontare chi viene avanti con carri armati mandandogli incontro tanti fanti in ordine sparso. Neanche “i ragazzi del ‘99” andarono così alla guerra. Eroi, Kamikaze? E’ chiaro che l’elettore che si sente in guerra e o con l’acqua alla gola va sul sicuro, non scommette su tanti eroici fanti, ma su un altro carro armato e sale su esso. Si, adesso chi avrebbe dovuto sicuramente fare di più per creare un “unicum politico”, col senno di poi si giustifica adducendo la mancanza di tempi tecnici, ma tant’è, ancora il rischio di continuare a perpetrare questa fatale divisione esiste, sembra, eccome. Io - e questa è la domanda ancora aperta, nel senso di esplicita richiesta - al loro posto non smantellerei gli apparati di questi micro partiti, ma li terrei in vita e cercherei di fare ora quello che non si è riusciti o non si è avuto gran voglia di fare, prima. Creare una Federazione che difenda gli interessi del popolo. Federarsi non significa omologarsi, tutt’altro, anzi è l’esatto contrario, significa solo trovare un terreno comune conservando ciascun federato la propria identità. Allearsi in vista di precisi obiettivi comuni, anche transeunti. La Federazione è parente stretta di autonomia a e sussidiarietà, quindi, oltre tutto, di vera democrazia. Certo bisogna che gli alleati non si alleino però di fatto con i nostri nemici. Questa è una condizione indispensabile da pattuire pur essa all’inizio. Per esempio un Gian Luigi Paragone non potrebbe allearsi con il PDF riguardo a ciò che li unisce senza accettare di non far in nessun caso, pena lo scioglimento del Patto, fronte comune con chi è contro i “temi etici”; quanto meno garantire una vera, seria neutralità.

Sperando che la sconfitta serva da insegnamento a tutti, adesso i tempi tecnici ci sono.. Anche in vista dei rapporti di queste realtà per vari motivi scontente, con questo nuovo governo. Sia chiaro, sui “temi etici” sono impossibili anacronistiche crociate, ma, anche su quelli occorrerà vigilare bene e aver la forza di farsi sentire, affinché nessuna minima concessione sia fatta riguardo alle ulteriori aspettative degli eterni nostri “nemici”, facendo, nello stesso tempo attenzione – cosa di estrema attualità e importanza - ai gravi malcontenti popolari che covano sotto la cenere, anche per la nostra “sbagliata” partecipazione ad una guerra “sbagliata” dall’inizio.

Abbonati agli albi cartacei de La Croce e all’archivio storico del quotidiano

30/09/2022
0602/2023
Ss. Paolo Miki e compagni

Voglio la
Mamma

Vai alla sezione

Politica

Vai alla sezione

Articoli correlati

Politica

LA FINE DEL RICATTO DEL VOTO UTILE

La mobilitazione e la campagna elettorale del Popolo della Famiglia partono sabato 28 gennaio alle ore 15 dal teatro Eliseo a Roma. Grillo, Salvini, Meloni e Renzi dicono di voler votare l’11 giugno. Ci faremo trovare pronti e se si dovesse votare in autunno saremo pronti lo stesso. Pronti a chiedere consenso a chi vuole difendere la famiglia, promuovendola a priorià politico-programmatica: prima la famiglia, prima i figli, prima il diritto di ogni bambino ad avere una mamma e un papà, prima la natalità, prima il diritto assoluto di ogni persona a nascere e che i medici curino e non uccidano. Chi vuole battere i falsi miti di progresso diventi un protagonista del Popolo della Famiglia a partire dalla partecipazione all’assemblea nazionale di sabato a Roma, punto di avvio di una campagna che ci porterà lontano.

Leggi tutto

Storie

La lezione di un piccolo borgo

Il modello politico del Popolo della Famiglia si consolida e, dopo le arrembanti esperienze delle amministrative 2016, si è confermato maturato a quelle del 2017. Mirko De Carli ha sfiorato la soglia del 15% a Riolo Terme: questo e altri risultati elettorali dimostrano che là dove il PdF non sia irretito da inadeguatezza di mezzi comunicativi, ovvero dove lo si riesca a vedere, il popolo lo premia.

Leggi tutto

Politica

Viene dalla ‘scuola’ di Ingroia il nuovo assessore regionale alla famiglia

Appare vanificata la speranza del Comitato difendiamo i nostri figli, che aveva spinto la candidatura del neo presidente alla Regione Sicilia

Leggi tutto

Politica

L’Italia del Gattopardo

....io non avrei bocciato Savona, li avrei mandati a governare. Ma ci sono ragioni di altri che dicono che il presidente della Repubblica ha fatto bene. Altri ancora gridano all’alto tradimento e sono pronti a mettere in stato di accusa il Capo dello Stato “asservito ai poteri forti stranieri”. Lo hanno detto dai palchi della campagna elettorale per le amministrative Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e sorprendentemente Giorgia Meloni. Matteo Salvini più intelligentemente si è tenuto alla larga da questa inutile benzina lanciata intempestivamente sul fuoco e utilizzerà l’arma del possibile voto favorevole della Lega a una procedura di impeachment per ottenere dal Quirinale una data certa per le elezioni.

Leggi tutto

Politica

Alcuni passaggi importanti

#PdF verso una svolta di qualità Per la storia del Popolo della Famiglia si apre una nuova fase, che non è più fatta solo di aspri contrasti col fuoco amico o con le lobby ideologizzate, ma di conquista concreta di un nuovo mercato elettorale. Non più solo reattività indotta dagli avversari, ma proattività dei temi del Popolarismo nella costruzione di una realtà italiana ed europea fondata sulle radici cristiane della nostra cultura.

Leggi tutto

Politica

La riforma fiscale

La riforma fiscale, per cui si attende a fine settembre la legge delega al Governo, che già doveva essere approvata entro luglio, non conterrà alcuna modifica sostanziale del regime tributario della tassazione sui redditi (I.R.P.E.F.) in un modo più favorevole alla famiglia, nel senso più volte indicato dalla Corte costituzionale e da decenni perseguito dalle associazioni familiari.

Leggi tutto

La Croce Quotidiano, C.F. P.IVA 12050921001

© 2014-2023 La Croce Quotidiano