Chiesa

di Tommaso Ciccotti

Papa Francesco: fede e ragione sono in armonia

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Papa Francesco riceve l’associazione intitolata a San Tommaso D’Aquino a pochi mesi dalla scomparsa, avvenuta nel maggio scorso, del fondatore l’argentino fra’ Aníbal Fosbery il cui desiderio era “contribuire all’attuazione degli insegnamenti che nascevano dal Concilio Vaticano II”. Francesco preferisce parlare a braccio ai presenti e nel discorso preparato e consegnato evidenzia, tra le novità concliari, la maggiore presa di coscienza “dei diritti e dei doveri dei laici rispetto alla missione evangelizzatrice”. A loro in parrticolare va la responsabilità di portare la luce del Vangelo nelle realtà temporali e Francesco afferma:

È sempre sorprendente vedere come lo Spirito Santo si fa strada in ogni realtà dell’essere umano attraverso i talenti che ispira nei discepoli di Gesù. E oggi vediamo come la vostra Fraternità ha accolto il messaggio conciliare e ha dato avvio a diversi progetti per l’evangelizzazione della cultura, della gioventù e della famiglia, creando una grande varietà di istituzione educative, come scuole, università e residenze universitarie in diverse parti del mondo.

Il Papa osserva che il contesto storico in cui visse Tommaso d’Aquino, patrono della Fraternità, presentava diverse sfide e spiega che nel XIII secolo si stavano riscoprendo in Occidente, non senza resistenze, gli scritti del filosofo greco Aristotele. In alcuni c’era infatti il timore che “il suo pensiero pagano fosse in contrasto con la fede cristiana”, tuttavia san Tommaso scoprì una sintonia tra le opere di Aristotele e la Rivelazione cristiana. E Francesco prosegue:

San Tommaso fu capace di mostrare che tra fede e ragione c’è un’armonia naturale. Quando ci rendiamo conto di questa ricchezza, che è essenziale per superare fondamentalismi, fanatismi e ideologie, si apre un ampio cammino per far giungere alle diverse culture il messaggio della Buona Novella, sempre con proposte che siano compatibili con l’intelligenza dell’essere umano e rispettose dell’identità di ogni popolo.

Di san Tommaso Papa Francesco mette in luce poi la testimonianza del “suo profondo rapporto con Dio”, che si manifestava in particolare nell’adorazione di Gesù Eucaristia. “La sua spiritualità lo aiutava a scoprire il mistero di Dio”, sottolinea il Papa, e questo dato è importante perché “per sviscerare la presenza del Signore nel mondo, negli eventi, è necessario pregare, avere il cuore unito a quello di Gesù”.

Così il nostro spirito si alimenta, si rafforza, le potenzialità umane, come l’intelligenza, si perfezionano, e siamo capaci di vedere in un modo trascendente ogni situazione, persino quelle che dinanzi alla logica umana possono presentare solo un panorama sconfortante. Proprio la fede e la ragione, quando camminano tenendosi per mano, sono capaci di potenziare la cultura dell’essere umano, impregnare il mondo di senso, e costruire società più umane, più fraterne e, di conseguenza, più piene di Dio.
Anche oggi, fa notare il Papa, sono apparse nel mondo nuove culture, alcune delle quali presentano “nuovi orientamenti di vita” a volte in contrasto con il Vangelo e questa realtà interroga anche la Fraternità.

La sfida evangelizzatrice che condividete come associazione, soprattutto nell’ambito delle città plurali, multiculturali e multireligiose, implica da parte vostra una grande umiltà per sapersi avvicinare a tutti, senza escludere nessuno, anche a quelli che non condividono la nostra fede o i nostri valori. E lì entrare in dialogo con le persone, con i loro sogni, con le loro storie, le loro ferite e le loro fatiche, poiché tutto ciò che è umano è degno di essere abbracciato dall’amore e dalla misericordia di Dio.

Il carisma della Fraternidad de Agrupaciones Santo Tomás de Aquino si realizza attraverso l’educazione, ricorda Papa Francesco, che è un’opera di misericordia spirituale. Non si limita, infatti, ad un passaggio di conoscenze, ma fa sì che emerga “il meglio di ogni persona”, quel diamante cioè “che il Signore ha posto in ognuno”. E dice:

L’educazione contribuisce a far sì che tale diamante lasci passare la Luce, che è Cristo e che così brilli in mezzo al mondo. Ma ricordiamo anche le parole che Gesù ci rivolge nel Vangelo di Matteo: «Voi siete la luce del mondo […] né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa» Ossia, il Signore ci rende partecipi della sua luce, della sua stessa natura, e per questo ognuno dei suoi discepoli e delle sue discepole illumina il mondo, allontanando le tenebre e trasformando la realtà.

Conclude il discorso del Papa l’affidamento dei presenti a Maria che, dice, insegna a essere evangelizzatori portando a tutti “la tenerezza divina” e il suo augurio perché il Signore moltiplichi “i buoni frutti che quest’opera realizza nella società”.

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01/10/2022
0412/2022
S.Giovanni Damasceno

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