Storie

di Tommaso Ciccotti

Quattro incontri per raccontare San Pietro

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“La Basilica di San Pietro possa incontrare il mondo e aprirsi al mondo”. Con queste parole il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica Papale di San Pietro e vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, ha presentato il ciclo Lectio Petri che prenderà il via, con il primo di quattro incontri, martedì 25 ottobre alle 18:30.

Sarà il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e fondatore del Cortile dei Gentili, a commentare alcuni tra i passi evangelici più significativi che descrivono l’Apostolo e la sua vocazione. Titolo dell’incontro “La vita di S. Pietro. La sequela, le lacrime e il martirio”. “Pietro – ha spiegato il porporato - è una figura affascinante e complessa, narrata così anche nei Vangeli, con le sue debolezze e le sue fragilità. La sua storia è costellata di momenti diversi, potremmo definirle quasi delle “fasi”, le stesse che potrebbe attraversare un fedele ai giorni nostri: la vocazione, la crisi sfociata nel tradimento, e poi la conversione e la riabilitazione finale. È un personaggio in un certo senso moderno, che merita di essere approfondito. La sua non è solo la storia di una figura aureolata, ma quella di una persona che trascina con sé la sua debolezza”.

Il cardinale Mauro Gambetti avrà il compito di introdurre e concludere la Lectio. “Guardiamo al primo degli Apostoli – commenta - con gratitudine e riverenza, per aver attraversato il Mediterraneo ed essere giunto a Roma, nella città che il poeta Tibullo definì “eterna”, ed aver reso testimonianza del suo amore per Gesù. Pietro ha seguito il Maestro diventandogli somigliante in tutto. Lascia in eredità il mandato di essere fondamento della Chiesa, che si rivolge a tutti i popoli e culture per costruire insieme la fraternità universale. Tale eredità è custodita dalla Tradizione apostolica che ininterrotta giunge fino ai nostri giorni. Alla luce della fede di Pietro, vogliamo illuminare il volto della ‘nostra’ Chiesa e comprendere meglio la Via che, dal Concilio Vaticano II a Papa Francesco, il Magistero addita a tutti i popoli per questo Terzo millennio”.

L’attrice Alba Rohrwacher, nota e apprezzata a livello internazionale, leggerà i brani del Vangelo che affrontano i temi del primato di Pietro, del rinnegamento e dell’apparizione di Gesù sulla riva del lago di Galilea. Ad arricchire la serata, con un format inedito e originale, sarà la performance musicale di un quartetto d’archi con i brani Ave Verum Corpus di Mozart, Cantate Domino di Händel, Adagio dal Concerto in Do minore per Oboe e Archi di Alessandro Marcello.

Quattro in tutto, per il momento, gli appuntamenti in programma. Dopo il primo, sempre di martedì, il 22 novembre dialogheranno tra loro un teologo cattolico, uno protestante e uno ortodosso sul tema del primato petrino. Tema dell’incontro: “Su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Ancora non sono noti i nomi dei relatori. Il cardinale Ravasi ha fatto sapere di avere invitato il teologo e pastore valdese Paolo Ricca.

La Lectio Petri del 17 gennaio ruoterà attorno al “Rendere ragione della speranza che è in noi”, il focus si concentrerà sulla figura del Santo nella storia e nella cultura. Ancora una volta interverrà il cardinale Ravasi che commenterà le due Lettere di Pietro e alcuni passi della Lettera di Plinio, una delle fonti più antiche che descrive la vita dei primi cristiani. Le conclusioni saranno invece affidate al professor Giuliano Amato, presidente emerito della Corte Costituzionale italiana e presidente della Fondazione Cortile dei Gentili, con una riflessione sul rapporto tra fede e società.

“Pietro, il cui nome è il più citato nel Nuovo Testamento, dopo quello di Cristo, – spiega Ravasi - è stato un mediatore tra le Chiese giudeo-cristiane e quelle pagane e, secondo l’Apostolo Paolo, è stato il primo testimone ufficiale della risurrezione di Cristo, ma il suo impatto non riguarda solo la fede e la tradizione cattolica. Questa iniziativa è particolarmente significativa proprio per questo: ogni incontro contribuirà ad offrire un aspetto, un profilo differente dell’Apostolo Pietro, nella teologia, nelle arti, nella storia e nella cultura. Vogliamo rivolgerci alle persone credenti, ma anche ai non credenti» A tal proposito il porporato ha ricordato come Bernini progettando il Colonnato di Piazza San Pietro intendesse rappresentare due braccia capaci di abbracciare non solo i cattolici, ma tutta l’umanità: la Basilica Vaticana è dunque, secondo il fondatore del Cortile dei Gentili, “un luogo interreligioso e interculturale”.

A concludere la rassegna, il prossimo 7 marzo, sarà la Lectio Petri “Quo vadis” con il contributo di personalità del mondo della cultura per raccontare come la figura di Pietro abbia attraversato i secoli nelle arti, nella letteratura e nella musica. “Cominceremo con quattro appuntamenti, ma – svela il cardinale Gambetti - vorremmo ciclicamente ripresentare questi Itinerari di Arte e Fede. Custodire la tomba di Pietro stimola e interpella. Pietro è un missionario da emulare: la sua figura ci dice infatti che il divino può manifestarsi al mondo anche attraverso la nostra povera testimonianza”.

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21/10/2022
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