Società

di Fabio Annovazzi

GLI HOOLIGAN ( E GLI SPONSOR) AL SERVIZIO DEL TEAM DELLA TRISTEZZA

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Fondamentalmente sono solo dei gran maleducati, altezzosi e pieni di se all’inverosimile, schiumanti di bile ma buoni a nulla, basterebbe questo per liquidarli in due righe. I componenti della squadra della tristezza, in perenne azione di disturbo altrui e con il mister dalla lingua

biforcuta, sono veramente una pletora di invasati che meriterebbero zero attenzioni se non fosse che sono davvero invadenti e la legittima difesa è contemplata persino nel catechismo della chiesa cattolica. Questi figli di papà nullafacenti vengono a dirti in casa tua cosa devi o non devi dire, come è opportuno o non opportuno arredare i tuoi profili, cosa devi o non devi scrivere. Roba da matti. Non hanno nessun rispetto per le idee altrui, sono stati allevati in un mondo alla rovescia e

nutrono astio per l’autorità, posso testimoniarlo in prima persona. Sponsorizzano, tra le tue mura domestiche, la loro obbrobriosa e vomitevole cultura della morte, e si inalberano anche se non gli

dai ascolto o, giustamente, ti ribelli cancellando le loro idiozie. Il bello è che vorrebbero essere elogiati, portati in pompa magna e adulati come Re, quando obbiettivamente rimangono solo dei gran cafoni. Con spirito cristiano e pazienza di Giobbe (se c’è…) cerchi di fargli capire che sono

sulla strada sbagliata, sull’orlo di un precipizio infernale. Ma loro nulla, proseguono imperterriti; ti irridono e nel loro putrido fango maleodorante cercano con le cattive di convincerti, sbraitando, che

sei tu in errore. Vanno a disturbare i convegni altrui con fare da facinoroso, sono gli utili idioti del pensiero unico e manco se ne rendono conto, gli hooligan al servizio del cornuto e del suo nutrito

fan club in terra. Si connotano facilmente per le loro facce irose e tirate, si riconoscono al primo sguardo per la bava dalla bocca che schiumano, gli occhi da indemoniati. Qui più che cercare di calmarli occorrerebbe un Padre Amorth per esorcizzarli, l’acqua santa li farebbe fumare. Il problema vero è che sono irrispettosi al massimo, sfacciati da far schifo. Perché devi andare a disturbare, volontariamente, alla presentazione di un libro con un autore che non è di tuo gradimento? Te l’ha forse prescritto il medico? Non ti ha insegnato un minimo di educazione il tuo

genitore uno? Mai mi sono sognato di presenziare a concerti con un cantante che non sopporto, o di fare da uditore sbraitante a certi ambienti politici a me diametralmente opposti. Ma non perché sia

un eroe, è questione unicamente di non essere villani, stop. Questi ultras subdolamente violenti vengono a farti le pulci ovunque, con un binocolo potente ravanano in ogni modo nelle tue debolezze per fare tornare a galla i putridumi personali. Caro mio, la pagliuzza alla fine l’avrai anche trovata, ma la trave ce l’hai ancora lì appiccicata. E ti provocano di brutto, attendendo la tua inevitabile reazione per dimostrare così che sei un uomo meschino, e un pessimo cristiano. Ma di fronte a sicotanta malvagità ogni limite ha la sua pazienza, come diceva il grande Totò. E’ vero che bisogna sopportare le persone moleste, e un bel tacer non fu mai scritto, però qui stiamo andando

oltre il lecito del dovuto, è tempo di ammonire il peccatore, e francamente è ora di finirla di dare le perle ai porci. Ha pienamente ragione la Madonna quando, nelle sue recenti apparizioni a Medjugorje, dice che va all’inferno solamente chi vuole volontariamente andarci. E la libertà và rispettata sempre, anche in questi casi estremi, a patto però di lottare strenuamente contro le mortifere tesi di lorsignori e, soprattutto, di non essere calpestato dalla loro cultura della morte. La cosa invero che mi fa più specie è il mutismo assoluto di chi potrebbe indirizzare sulla corsia giusta questi erranti ma invece strizza l’occhio ai violenti, e tutto sommato si compiace delle loro marachelle. Il silenzio assordante di questi sponsor della squadra della tristezza è impressionante, dal momento che sono invece prontissimi, ed in prima linea, a vedere razzismo e presunte discriminazioni là dove proprio non ci sono. Filtrano il moscerino e ingoiano il cammello per difendere quelli che, in cuor loro, pensano essere tutto sommato dei bravi ragazzi che fanno solo

una monellata e nulla più. Già facevano così i loro nonni, si è vista poi come è andata a finire negli anni di piombo. Speriamo che non si arrivi a questi livelli di demenza, anche se per far tacere voci a loro sgradite taluni non esiterebbero ad infilare un revolver nelle narici del malcapitato. Ma noi non taceremo, non ci faremo intimidire. Anche di fronte alle minacce verbali e fisiche continueremo a gridarlo sui tetti che l’erba la primavera è verde, che la vita è inviolabile dal concepimento alla morte naturale, che una ferita esistenziale non potrà mai divenire una virtù, e che due più due non fa tre ma quattro. Alla fine perderanno, questo è sicuro, la tristezza non ha mai vinto e mai lo farà, la luce non verrà oscurata dalle tenebre, la vita trionferà sulla morte. I tristissimi non vinceranno il derby. Ci sono due squadre in campo, a te caro lettore che sei giunto sin qui la scelta su chi parteggiare e aiutare. Attualmente siamo pochi, irrisi, senza sponsor e con quattro tifosi? Vero, ma se seguiamo alla perfezione le indicazioni del nostro Commissario Tecnico la vittoria è assicurata, possono gufare quanto vogliono, perderanno in zona Cesarini. Tra i componenti delle due formazioni vi sono differenze sostanziali non indifferenti, che si notano subito: chi parteggia per la

vita non ha l’arte di odiare che scorre nelle vene, sa sopportare questi nemici e non li considera nemmeno tali e, se la grazia lo accompagna, prega per loro; un giocatore della squadra della vita parte con la convinzione di battere l’avversario sul campo, non tramite fallacci o risse, fuggendo con sdegno la tentazione di rifilare al molesto provocatore un calcio nel fondoschiena quando questi viene a dileggiarlo o ad irriderlo in continuazione. Insomma, una squadra piccola ma coriacea, simpatica e rispettosa e, permettetemi di dire, ammantata di una bellezza che viene da un animo pulito e buono. Prima o dopo lo scudetto lo vince di sicuro.

ps: caro visitatore che passi di qua, sosta e commenta pure, cercando però di lasciare pulito, onde evitare al piccolo “padrone di casa” di dover ogni volta usare scopa o ramazza.

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11/02/2023
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