Politica

di Raffaele Dicembrino

Mattarella firma Milleproroghe, ma con rilievi

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato in legge il decreto Milleproroghe del 29 dicembre scorso, ma accompagnandolo con osservazioni critiche sulla proroga relativa alle concessioni balneari.

In una lettera inviata al Presidente del Senato, Ignazio La Russa, al Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e al Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, il capo dello Stato scrive che “l’esame della legge di conversione del decreto-legge in questione ha fatto emergere molteplici profili critici, dei quali il più evidente è rappresentato dagli emendamenti relativi alle concessioni demaniali, che potrebbero giustificare l’esercizio della facoltà attribuitami dall’articolo 74 della Costituzione”, cioè quelo di un rinvio alle Camere di un provvedimento chiedendone una riformulazione.

Le riserve del capo dello Stato sul Milleproroghe si riferiscono nello specifico alle gare per le concessioni balneari. “Quanto alle modifiche approvate in materia di concessioni demaniali, è evidente che i profili di incompatibilità con il diritto europeo e con decisioni giurisdizionali definitive accrescono l’incertezza del quadro normativo e rendono indispensabili, a breve, ulteriori iniziative di Governo e Parlamento”, spiega Mattarella.

“Sarà infatti necessario assicurare l’applicazione delle regole della concorrenza e la tutela dei diritti di tutti gli imprenditori coinvolti, in conformità con il diritto dell’Unione, nonché garantire la certezza del diritto e l’uniforme applicazione della legge nei confronti dei soggetti pubblici e privati che operano in tale ambito”, aggiunge il capo dello Stato nella lettera. Norme che si presterebbero a contenziosi e probabili impugnazioni con l’Ue, il Consiglio di Stato, ed enti locali.

Inoltre ai titolari di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali, scrive il presidente della Repubblica, viene consentito il mantenimento dei manufatti amovibili fino al 31 dicembre 2023, con possibili casi di interferenza anche con provvedimenti giudiziari di demolizione in corso.

Mattarella spiega però che una decisione, che pure avrebbe potuto prendere, di rinviare il provvedimento alle Camere, “farebbe, inevitabilmente, venir meno, con effetti retroattivi, in molti casi in maniera irreversibile, tutte le numerose altre disposizioni che il decreto-legge contiene, determinando incertezza e disorientamento nelle pubbliche amministrazioni e nei destinatari delle norme”.

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25/02/2023
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