Politica

di Giuseppe Udinov

La Schlein commissaria De Luca, ma lui non ci sta:

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Per Vincenzo De Luca l’avventura come governatore della Campania starebbe per terminare. O, perlomeno, è in procinto di essere nettamente depotenziata. L’intenzione del nuovo corso del Pd di Elly Schlein è infatti piuttosto chiara: legare con una camicia di forza il monopolio politico dell’ex sindaco di Salerno grazie all’arrivo di due “commissari” dem nella regione. Ecco quindi l’invio della senatrice Susanna Camusso, ex leader della Cgil, a Caserta: proprio laddove esplose lo scandalo tesseramenti. A Sessa Aurunca, per esempio, ci furono ben 1.053 richieste di iscrizioni contro i 1.200 voti presi dal Pd alle elezioni politiche. Molti di questi ascrivibili soprattutto a qualche fedelissimo del governatore, come Gennaro Oliviero, oggi al vertice dell’assemblea regionale. Antonio Misiani, ex viceministro dell’Economia e già protagonista in passato di alcuni battibecchi con lo stesso De Luca, commissarierà invece direttamente l’intero ambito regionale.

“Avevamo denunciato situazioni opache, capibastone o persone che si sentono padroni delle tessere”, dichiara la Schlein, che ieri a Modena ha ribadito che Camusso e Misiani dovranno fare un lavoro per rientrare pienamente nel rispetto delle regole. “Non essere coerenti con la promessa di trasparenza e rispetto delle regole avrebbe un costo maggiore”. Insomma: all’interno del Partito Democratico lo scontro è più aperto che mai. La segretaria del Pd non nomina mai apertamente il presidente regionale e viceversa. La finta indifferenza reciproca sta proseguendo da oltre un mese: ovvero dalla sconfitta alle primarie di Stefano Bonaccini, sostenuto apertamente da De Luca. Tuttavia quest’ultimo non si è risparmiato di togliersi qualche sassolino dalle scarpe quando pochi giorni fa aveva preso la parola all’assemblea provinciale del Pd: “Il destino della Campania si decide in Campania, non da altre parti. Né a Roma, né alle Nazioni Unite”, era stata la bordata verso la segretaria nazionale.

Stando alla legge attualmente in vigore, a prescindere dalla volontà di Schlein e dei suoi commissari, De Luca non potrebbe comunque ricandidarsi a presidente della Campania nel 2025 (ha già ricoperto il ruolo per due mandati consecutivi). Eppure non disdegna di sferzare “qualcuno un po’ agitato che ha vissuto qualche effervescenza fuori tempo”. Il riferimento a Roberto Fico, che molti danno come futuro candidato governatore in un ricostruito campo largo tra Pd e 5 Stelle, è evidente. Anche perché l’ex presidente della Camera è molto vicino a Marco Sarracino, uno dei golden boys che entrerà a fare parte della segreteria nazionale (all’Organizzazione del partito oppure al Lavoro) e al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. La “tolleranza zero” sulla strada di “cacicchi e capibastone” sostenuta da Elly Schlein non sarà facile da mantenere da qui ai prossimi due anni e mezzo. Anche perché De Luca non arretra e sfida il Nazareno: “Mettetevi in pace: io mi candiderò in eterno”. Parola di “sceriffo”.

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04/04/2023
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