Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Domenica di Pasqua «Risurrezione del Signore»

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Nella celebrazione presieduta dal Papa nella piazza antistante la Basilica, gremita da circa 45 mila persone, è risuonato l’annuncio della Resurrezione di Cristo. Migliaia di splendidi fiori hanno decorato il sagrato, provenienti dall’ Olanda

L’immagine di questa Domenica di Pasqua è quella di Papa Francesco, successore di Pietro, che venera l’icona di Cristo Risorto, sul sagrato della Basilica Vaticana, memoria di quanto narrato nel Vangelo di Giovanni, che descrive Pietro come testimone della risurrezione di Gesù. “Davvero – canta l’assemblea dei fedeli – il Signore è risorto ed è apparso a Simone”. I 45 mila fedeli raccolti in una piazza san Pietro finalmente scaldata dal sole d’aprile, vedono il Papa che inizia la Messa di Pasqua davanti all’icona acheropita del Santissimo Salvatore, dopo che i due sportelli laterali che proteggono l’immagine di Cristo Pantocratore re, sacerdote e profeta, seduto sul trono, sono stati aperti dai diaconi.

Sopra e sotto l’icona lignea centrale realizzata da un iconografo georgiano nel 2007, è trascritto in lingua greca un testo petrino sulla risurrezione: “In virtù della risurrezione di Gesù Cristo il quale è alla destra di Dio”. Mentre nei due sportelli laterali, composti da quattro riquadri ciascuno, opera di un gruppo di artigiani dell’oro dell’Associazione Regionale Romana Orafi, raffigurano un testo paolino sulla risurrezione scandito negli otto riquadri a sinistra e a destra: “Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, è stato sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, apparve a Cefa e quindi ai Dodici. Ultimo tra tutti apparve anche a me”. Dal Grande Giubileo del 2000, per volontà di san Giovanni Paolo II, e fino al 2006 (con la sola eccezione del 2005) è stata portata in Piazza San Pietro l’icona acheropíta (non fatta da mano) del Santissimo Salvatore, una venerata reliquia proveniente probabilmente dall’Oriente, conservata nell’Oratorio di San Lorenzo al Laterano, oggi Santuario della Scala Santa.

Successivamente papa Francesco asperge l’assemblea con l’acqua benedetta nella Veglia pasquale della Notte Santa, ricordando che “La gioia dell’annuncio della Risurrezione del Signore, giunge a noi dalla Veglia pasquale. Trasfigurati dalla luce del Risorto, e in comunione con tutti i discepoli di Cristo, nel segno dell’acqua, facciamo memoria del nostro Battesimo, per partecipare in novità di vita al banchetto eucaristico”. Nell’ orazione colletta che apre la celebrazione presieduta da Francesco con 32 cardinali, 15 vescovi e oltre 300 sacerdoti concelebranti, il Pontefice prega così Dio Padre: “O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo Figlio unigenito, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Risurrezione del Signore, di rinascere nella luce della vita, rinnovati dal tuo Spirito”. Come previsto, il Papa non pronuncia l’omelia.

Nelle preghiere dei fedeli, si invoca così l’aiuto del Signore in inglese: “La pace, dono del Risorto e aspirazione dei popoli, trionfi nel frastuono delle armi e sull’odio che semina morte e tutte le nazioni conoscano una nuova civiltà fondata sull’amore”. Poi in arabo: “i malati, i poveri e le persone sole celebrino il mistero pasquale nella consolazione, e, attraverso la carità dei fratelli, sperimentino la tenerezza di Dio”.

Anche quest’anno, a fare da sfondo alla celebrazione della Messa di Pasqua, come accade dal 1985, sono state le decorazioni floreali donate dai floricoltori olandesi, e allestite insieme alle maestranze del Servizio Giardini e Ambiente. Hanno collaborato i professori di floristica di biotecnologie di Naklo in Slovenia. Una tradizione iniziata con la beatificazione del carmelitano olandese Tito Brandsma. Sono quasi 38 mila bulbi fioriti in lunghe file, che collegano la piazza all’altare, evocando l’immagine dei famosi campi fioriti nei Paesi Bassi: 15 mila tulipani, altrettanti narcisi gialli, più di tremila giacinti azzurri e rosa e seicento Muscari blu sfoggiano la loro fioritura variopinta. Come di consueto prevalgono il giallo e il bianco, i colori rappresentanti di Città del Vaticano. I fiori formano una cornice ricca di simbologia alla solennità della Pasqua, che rappresenta sempre un nuovo inizio, una nuova speranza, una nuova vita. L’altare e l’ingresso della Basilica sono addobbati con grandi composizioni realizzate con seimila rose grandiflora Avalanche, 500 fiori di Anthurium, 500 Delphinium in 3 colori, 500 crisantemini multiflora viola. In mezzo alla decorazione floreale spiccano più di 100 azalee fiorite di diversi formati e 125 edere ricadenti.

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11/04/2023
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