Chiesa

di Tommaso Ciccotti

Messaggio del Santo Padre ai partecipanti al Congresso Internazionale WOOMB

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Messaggio del Santo Padre ai partecipanti al Congresso Internazionale WOOMB [Università Cattolica del S. Cuore

Cari fratelli e sorelle!

Mi è gradito far giungere il mio saluto agli organizzatori e a tutti i partecipanti al Congresso Internazionale WOOMB su La “Rivoluzione Billings” 70 anni dopo: dalla conoscenza della fertilità alla medicina personalizzata. Esprimo vivo apprezzamento per questa iniziativa, che richiama l’attenzione sulla bellezza e il valore della sessualità umana.

Mentre nella seconda metà del secolo scorso si sviluppava la ricerca farmacologica per il controllo della fertilità e si diffondeva la cultura contraccettiva, i coniugi John ed Evelyn Billings sviluppavano accurate ricerche scientifiche e diffondevano una metodica semplice, a disposizione delle donne e delle coppie, per la conoscenza naturale della fertilità stessa, offrendo un prezioso strumento per la gestione responsabile delle scelte procreative. In quegli anni la loro proposta appariva poco moderna e meno affidabile rispetto alla pretesa immediatezza e sicurezza degli strumenti farmacologici. In realtà, essa offriva e offre provocazioni e spunti di riflessione attuali e fondamentali, da riprendere e approfondire: ad esempio l’educazione al valore della corporeità, una visione integrata e integrale della sessualità umana, la cura della fecondità dell’amore anche quando non è fertile, la cultura dell’accoglienza della vita e il problema del crollo demografico. Sotto questi profili, quella che è stata definita la “rivoluzione Billings” non ha esaurito la sua spinta originaria, ma continua a essere una risorsa per la comprensione della sessualità umana e per la piena valorizzazione della dimensione relazionale e generativa della coppia.

Una seria educazione in questo senso appare oggi necessaria, in un mondo dominato da una visione relativistica e banale della sessualità umana. Essa chiede invece di essere considerata entro uno sguardo antropologico ed etico, in cui le questioni dottrinali siano approfondite senza semplificazioni indebite né rigide chiusure. In particolare, è bene tenere sempre presente la connessione inscindibile tra il significato unitivo e quello procreativo dell’atto coniugale (cfr S. Paolo VI, Enc. Humanae vitae, 12). Il primo esprime il desiderio degli sposi di essere una cosa sola, una sola vita; l’altro esprime la comune volontà di generare vita, che permane anche nei periodi di infertilità e nell’anzianità. Quando questi due significati sono consapevolmente affermati, nasce e si rafforza nel cuore degli sposi la generosità dell’amore, che li dispone ad accogliere una nuova vita. Quando ciò manca, l’esperienza della sessualità si impoverisce, si riduce alle sensazioni, che presto diventano autoreferenziali, e perde la sua dimensione umana e di responsabilità. La tragedia della violenza tra i partner sessuali – penso alla piaga del femminicidio – trova qui una delle sue cause principali.

Di fatto si sta perdendo di vista il nesso tra la sessualità e la vocazione fondamentale di ogni persona al dono di sé, che trova una peculiare realizzazione nell’amore coniugale e familiare. Questa verità, pur inscritta nel cuore dell’essere umano, per esprimersi in modo pieno richiede un percorso educativo. Si tratta di un’urgenza che interpella la Chiesa e tutti coloro che hanno a cuore il bene della persona e della società e che attende risposte concrete, creative e coraggiose, come si evidenzia in Amoris laetitia, a proposito dell’educazione sessuale: «Il linguaggio del corpo richiede il paziente apprendistato che permette di interpretare ed educare i propri desid

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28/04/2023
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