{if 0 != 1 AND 0 != 7 AND 0 != 8 AND 'n' == 'n'} Messico: la missione delle mamme

Storie

di Nathan Algren

Messico: la missione delle mamme

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Una riflessione sul grande valore delle madri nella società viene proposta nell’editoriale dell’ultimo numero del settimanale “Desde la fe” dell’arcidiocesi di Mexico. “Duemila anni fa, una donna ha detto un sì a Dio, per diventare la madre di Dio stesso e con Lui la madre dell’umanità” evidenzia il testo. “Maria di Nazaret, senza dubbio la donna più influente della storia, è stata una madre, con tutte le incertezze che potevano nascere in quel momento, per vivere nella propria carne le incertezze di qualsiasi madre al mondo, e anche per vivere il coraggio che solo Dio può infondere in una donna che è madre”.

Il settimanale invita quindi a ricordare e riconoscere tutte le madri, quelle che hanno molti figli e quelle che ne hanno uno solo, in quanto “l’amore di una madre non si misura, semplicemente cresce e si rafforza”. Ci sono madri che devono crescere i loro figli da sole, in conseguenza delle circostanze della vita; ci sono madri che devono diventare migranti insieme ai figli, lasciando il luogo dove sono nate per andare in terre sconosciute in cerca di un futuro migliore; c’è chi non può vedere i figli a causa della distanza, altre devono lavorare gran parte della giornata, “perché hanno deciso di sacrificare quel tempo per un futuro migliore per la loro famiglia e per la società stessa”. Talvolta possono affidare i figli all’altro genitore, o devono rivolgersi alle nonne, che continuano così il lavoro di madri, con tanto amore per i loro nipoti.
In questa panoramica non mancano le madri che hanno perso i loro figli, le madri disoccupate, “che devono svolgere lavori a volte degradanti per ottenere il sostentamento quotidiano”, le madri che hanno subito la morte di un figlio, “un dolore che non viene mai superato”. “Ci sono madri che hanno perso il loro bambino nel grembo materno, volontariamente o involontariamente, e ci sono madri che la società potrebbe considerare di successo in senso professionale, ma che devono affrontare il sacrificio quotidiano di non essere presenti in tutto ciò che vorrebbero con i loro figli”.
C’è un numero infinito di professioni, dalla fabbrica al commercio, dai trasporti alla pubblica sicurezza, dalla medicina all’insegnamento, “in cui le donne madri sono coinvolte, non solo per il bene della famiglia, ma per arricchire la società con la loro visione femminile e di madri”: dobbiamo valorizzarle e rispettarle tutte, “perché il loro lavoro di madri fa sì che la società umana non scompaia dalla faccia della terra”. Affidandole a Maria Santissima, l’editoriale conclude con un appello: “non dimentichiamo mai il grande lavoro sociale e umano che una madre compie”.
Secondo gli ultimi dati disponibili dell’INEGI (Instituto Nacional de Estadística y Geografía), nel 2021 su 128 milioni di persone che vivevano in Messico, 65,5 milioni erano donne (51,2%), di loro oltre 50,5 milioni (77,1%) avevano dai 15 anni e più. Sempre nello stesso anno, a livello nazionale, sul totale delle donne dai 15 anni in su, il 70,1% aveva subito almeno un episodio di violenza, di tipo psicologico, economico, patrimoniale, fisico, sessuale o discriminatorio in almeno un ambito. La violenza psicologica è la più diffusa (51,6%), seguita dalla violenza sessuale (49,7%), dalla violenza fisica (34,7%) e dalla violenza economica, patrimoniale e/o discriminatoria (27,4%).

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09/05/2023
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