Società

di Roberto Signori

Allarme denatalità

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Almeno 500 mila nuove nascite all’anno. E’ l’obiettivo della terza edizione degli Stati Generali della Natalità dal titolo ‘Sos-Tenere#quota500mila’.

il presidente Sergio Mattarella scrive che serve “permettere alle giovani coppie di realizzare il loro progetto di vita, superando le difficoltà di carattere materiale e di accesso ai servizi che rendono ardua la strada della genitorialità”. Il presidente dell’Istat Giancarlo Blangiardo fa notare che “da un po’ di anni a questa parte l’Italia è un Paese con più morti che nati: gli ultimi dati sono 713mila morti a fronte di 393mila nascite. Un grande Paese che comincia a perdere popolazione. Le previsioni per i prossimi anni sono che i 59 milioni di italiani di oggi scenderanno a 48 milioni scarsi, spariranno quindi 11 milioni di persone”. Ne consegue che serve mandare un chiaro segnale per evitare che l’Italia continui ad essere maglia nera in Europa, e questo lo si fa dando prima servizi.

La natalità è un tema che riguarda la salute economica e sociale del Paese. Gianluigi De Palo, presidente della Fondazione per la Natalità, aprendo i lavori, afferma che “non c’entrano i valori o gli schieramenti politici, ma cosa accade nel presente e cosa accadrà nel futuro a tutti noi, nessuno escluso. Un dato su tutti: siamo al record negativo di 339mila nascite contro 700mila morti. Se non cambia qualcosa, tra qualche anno, crollerà tutto”. La scuola d’altronde ne sta già risentendo. Il prossimo anno scolastico infatti ci saranno 110 mila studenti in meno, e tra dieci la popolazione studentesca potrebbe passare dagli attuali 7,4 milioni a 6 milioni.

Un lavoratore su tre vorrebbe allargare la propria famiglia, ma spesso è difficile conciliare il tempo dedicato al lavoro e quello da dedicare agli affetti familiari. Per la ministra della Famiglia Eugenia Roccella “c’è l’esigenza primaria di conciliare il lavoro femminile con la maternità, perché tutte le indagini sono concordi nel dire che le donne italiane desiderano fare figli, in prevalenza due. Se questo desiderio non si realizza, perché non ne fanno nessuno o ne fanno uno e tardi, è perché si sentono poste di fronte all’alternativa tra la realizzazione professionale e il diventare madri”.

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12/05/2023
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