Chiesa

di Raffaele Dicembrino

Pace e Gmg 2023 nei nuovi francobolli del Vaticano

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Poste Vaticane e Filatelia del Governatorato emettono nuovi francobolli per celebrare alcune importanti ricorrenze e i prossimi importanti avvenimenti che si succederanno durante l’anno in corso, come la Giornata della Gioventù a Lisbona. Il 16 e il 17 maggio 2023, l’ufficio postale denominato “Arco delle Campane” (braccio Carlo Magno) utilizzerà l’annullo speciale in questione. In alternativa, l’obliterazione del materiale filatelico, debitamente affrancato a cura dei richiedenti con i valori cui l’annullo si riferisce, potrà essere richiesta al Settore Obliterazioni del Servizio Poste e Filatelia fino al 17 giugno 2023.

Il francobollo emesso dal Vaticano per la GMG 2023 è la perfetta trasposizione pittorica delle parole del Papa.

Papa Francesco ha voluto come motto un versetto tratto dal Vangelo di Luca, 1,39: “Maria si alzò e andò in fretta”, sottolineando l’importanza di mettersi in cammino, sempre pronti e mai ansiosi, seguendo un percorso di discernimento.Così nel videomessaggio rivolto ai giovani in preparazione all’incontro, Papa Francesco ha esortato i giovani con queste parole: “In questo incontro, in questa Giornata, imparate a guardare sempre l’orizzonte, a guardare sempre oltre. Non costruite un muro davanti alla vostra vita. I muri ti chiudono, l’orizzonte ti fa crescere! Guardate sempre l’orizzonte, con gli occhi, ma soprattutto con il cuore! Aprite il cuore! Ad altre culture, ad altri ragazzi e ragazze che vengono anche loro a questa Giornata”. Realizzato su disegno dall’artista Stefano Morri, è ispirato al Monumento alle Scoperte, (Padrão dos Descobrimentos) che sorge sulla sponda sinistra del fiume Tago nel quartiere di Belém, a Lisbona, monumento realizzato nel 1960, a 500 anni dalla morte di Enrico il Navigatore per celebrare le scoperte portoghesi. Nel monumento sul Tago, Enrico il Navigatore guida l’equipaggio alla scoperta del nuovo mondo. Allo stesso modo sul francobollo Papa Francesco guida i giovani e la Chiesa, rappresentata dalla barca di Pietro, alla scoperta di “questo cambiamento d’epoca”, come affermò il Pontefice in occasione del Convegno ecclesiale di Firenze, senza rassegnarsi tacitamente all’abitudine di navigare a vista, al punto da rimuovere la realtà stessa del porto che li attende. La nave-monumento in pietra bianca si staglia contro il cielo azzurro. La prua sembra ascendere verso l’alto; i ragazzi vestiti di abiti colorati con la bandiera del portogallo che sventola gioiosamente. Un motivo dinamico e gioioso è quindi quello di questa emissione filtalica, completata in alto a sinistra dal logo dell’incontro, realizzato da Beatriz Roque Antunez, giovane designer portoghese. Il simbolo è una croce che si staglia sullo sfondo del cielo terso in cui si inscrive il profilo di Maria e del rosario. Immagine dinamica e di slancio, esattamente come nelle parole del Vangelo di Luca.

Quest’anno la serie “Europa” ha deciso di dedicare le emissioni al tema urgente della pace: il Consiglio di amministrazione straordinario di PostEurop del 25 aprile 2022, aveva deciso di inizialmente di raffigurare flora e fauna subacquee per poi diventare “PACE, il più grande valore dell’umanità”, accogliendo così la proposta dell’Operatore postale ucraino Ukrposhta avanzata per mostrare solidarietà all’Ucraina e promuovere in tutto il mondo il valore universale della pace. La serie emessa dal Vaticano è composta da due valori. Il primo, da € 0,10, riproduce il momento in cui Papa Francesco, nel corso dell’Udienza generale del 6 aprile 2022, mostrava la bandiera Ucraina arrivata dalla città martoriata di Bucha, dove si era appena consumato un altro orribile massacro. In quell’occasione il Papa supplicò di non dimenticarci dei bambini ucraini, costretti a fuggire dalla loro patria per arrivare in una terra sana, e di non dimenticare il popolo ucraino, “popolo nobile e martire”. Il valore da € 1,25 riproduce il motivo comune a tutte le amministrazioni postali socie di PostEurop, selezionato tramite un concorso aperto a chiunque abbia voluto partecipare. Il motivo vincitore è il «Nodo della pace» proposto dalle poste lussemburghesi riuscendo a veicolare e a rappresentare con il solo segno grafico un messaggio di convivenza pacifica. Gli autori del francobollo, i grafici Linda Bos e Runa Egilsdottir, si sono ispirati al simbolo celtico del nodo dell’amore, costituito da due cuori le cui linee si allungano come braccia e terminano con mani intrecciate. Con questo simbolo si è voluto proporre un simbolo di pace nuovo, che superasse le barriere culturali e unisse tutte le nazioni del mondo. I colori evocano la globalità dei paesi, le mani con le dita intrecciate richiamano il rispetto reciproco. Il Vaticano, insieme al Sovrano Militare Ordine di Malta, celebra l’825° anniversario della dedicazione della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Spoleto, consacrata nel 1198 da Papa Innocenzo III. Per questo anniversario è stato indetto un anno giubilare (16 ottobre 2022- 25 ottobre 2023) che coincide con il cammino sinodale che papa Francesco ha voluto avviare nelle diocesi italiane e “sarà l’occasione per ripercorrere la storia della nostra splendida Cattedrale non come erudito ricordo di fatti e personaggi né come rievocazione di presunte glorie passate, ma come riflessione spirituale su quello che siamo stati, su quello che siamo e su quello che siamo chiamati ad essere per edificare la nostra Chiesa locale con una vita santa e con scelte individuali e collettive conformi al Vangelo”, scrive l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, nella Lettera pastorale “Chiesa di Cristo, Chiesa per il mondo”. In occasione della Messa di inizio Giubileo, il Papa ha fatto giungere il suo messaggio augurale per l’anniversario: «Spoleto è grata a Dio per i doni che lo Spirito Santo ha concesso nel solco di lunghi secoli, adornata da così singolare tesoro d’arte e di storia custodito nel suo antico Duomo. […] Auspico che la testimonianza di fede e di bellezza presente nella Cattedrale, che è il centro propulsore della vita diocesana, ravvivi l’amore per Dio in quanti la frequentano e la visitano, rinsaldi il legame con le proprie radici e rafforzi la concordia tra i membri della Comunità. Nella vignetta è raffigurata la facciata della cattedrale su cui è visibile il mosaico raffigurante il Redentore benedicente tra la Vergine Maria e San Giovanni Evangelista, “richiamo a vivere l’appartenenza alla Chiesa come discepoli missionari, per una nuova gioia nella fede e una fecondità evangelizzatrice”. Nella parte superiore del francobollo è riprodotto l’affresco “l’Incoronazione della Vergine” che decora la semi cupola absidale del duomo, appartenente al ciclo di affreschi “Storie della Vergine” che campisce l’intera abside e fu realizzato tra il 1466 al 1469 dal grande pittore fiorentino Fra’ Filippo Lippi. Il 23 giugno 1823, nella canonica della Chiesa di San Pietro in Vincoli si celebrava l’unione tra i Canonici Regolari della Congregazione Lateranense e quelli della Congregazione del Santissimo Salvatore, detti renani, sorte entrambe all’inizio del IX secolo. Fautore di questa unione, da cui nacque l’odierna Congregazione dei Canonici Regolari del Santissimo Salvatore Lateranense, fu l’abate Vincenzo Garofali. Il 2023 costituisce dunque un’importante tappa nel millenario itinerario storico della realtà socio ecclesiale delle due Congregazioni, la cui storia plurisecolare è perfettamente sintetizzata nei rispettivi nomi identificativi. I Canonici sono chierici iscritti ufficialmente nell’elenco, o canone, del Capitolo di una comunità ecclesiale. Dopo il Sinodo Lateranense del 1059, grazie alla Riforma Gregoriana i monasteri clericali di vita comune si riunirono nell’ordine di Sant’Agostino adottandone la Regola. Nel 1446 Papa Eugenio IV attribuì ai Canonici Regolari il prestigioso titolo di “Lateranensi” in quanto servitori della Chiesa che è Madre di tutte le Chiese, la Basilica romana di San Giovanni in Laterano. Quello del Santissimo Salvatore è invece un doveroso richiamo al costante legame e alla totale devozione verso Gesù Cristo. Non a caso lo stemma ne riproduce l’effigie che è riportata sul francobollo, e rappresenta il dipinto su tela con lo stemma della nuova Congregazione, conservato in una lunetta del soffitto dell’antica sacrestia della Chiesa di San Pietro in Vincoli, attribuibile a Ottavio Mazzienti intorno alla metà del XVII secolo. La congregazione è presente in Italia ma anche in Europa, con le province di Francia, Belgio, Olanda e Polonia e inoltre nelle province ispano-americana, brasiliana e argentina, l’Ordine canonicale prevede diversi tipi di apostolato: dal culto liturgico alla predicazione della Parola di Dio, dalle attività parrocchiali all’educazione della gioventù, fino alle missioni. Pio XI ha istituito, il 27 giugno 1923, la Commissione Permanente per la Tutela dei Monumenti Storici ed Artistici della Santa Sede, con lo scopo di “ottenere non solo una maggiore unità e continuità di indirizzo nei lavori di conservazione e di restauro dei monumenti di arte e di storia dipendenti dalla Santa Sede, ma anche una più razionale ripartizione delle competenze e delle responsabilità relative, considerata la fama universale dei monumenti di proprietà della Santa Sede” e di “proporre le opere di conservazione e di restauro giudicate necessarie”. Durante l’opera di riordinamento della Curia con san Paolo VI, nel 1965, i compiti della Commissione sono stati estesi anche alla valutazione dei prestiti delle opere d’arte di proprietà della Santa Sede. E ancora. Con l’emanazione della Legge sulla tutela dei beni culturali del 2001, durante il pontificato di san Giovanni Paolo II, la Commissione Permanente viene chiamata ad esprimersi su tutti gli interventi di restauro, sulle nuove costruzioni, sui progetti espositivi e sugli interventi di tutela che vengono eseguiti nello Stato della Città del Vaticano e nelle aree extraterritoriali. La Commissione – nell’ambito del progetto della riqualificazione della Caserma della Guardia Svizzera Pontificia – è stata la fautrice del recupero monumentale della Porta Sancti Petri, rappresentata nel foglietto celebrativo di questo centenario, che nei prossimi anni verrà liberata da tutte le superfetazioni moderne ed essere restituito alla pubblica visibilità in tutta la sua possenza. La struttura difensiva, di epoca rinascimentale, mostra ancora la tradizione tardoantica, composta dal portone d’ingresso alla Città Leonina medioevale, inqiuadratotra due alte torri di avvistamento. La Porta Sancti Petri era, infatti, l’ingresso principale da nord della cinta muraria fatta costruita da Papa Leone IV tra l’848 e l’852, all’indomani del saccheggio della Basilica di San Pietro perpetrato dai Saraceni nell’846. Venna restaurata a più riprese fino all’ultima ristrutturazione di Alessandro VI, e chiusa definitivamente da san Pio V che la inglobò nella caserma della Guardia Svizzera Pontificia. Con Papa Francesco tornerà ad essere fruibile da parte della collettività.

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17/05/2023
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