Società

di Nathan Algren

Nel 2022 record di donne lavoratrici in Giappone

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Il numero di donne che lavorano in Giappone ha raggiunto il record di 30,4 milioni nel 2022: un aumento negli ultimi 5 anni pari a 1,22 milioni. L’indagine del ministero degli Affari interni e delle comunicazioni - i cui dati sono stati pubblicati venerdì - ha anche mostrato un altro indicatore che rivela come il Paese stia facendo passi avanti - seppur piccoli per una delle potenze economiche a livello mondale - per appianare un gender gap ancora molto radicato nella cultura giapponese. Il tasso di occupazione tra le donne ha raggiunto, infatti, un livello record del 53,2%, in parte attribuito agli sforzi del governo per aiutare le famiglie e in particolare le madri a lavorare mentre crescono i figli.

Il numero di uomini che lavorano è invece leggermente diminuito rispetto al precedente sondaggio del 2017 a 36,7 milioni. Questo dato è bilanciato dall’aumento delle donne che lavorano, che ha comunque fatto crescere la popolazione attiva complessiva in Giappone. Anche in questo caso si tratta di un dato record con 67,06 milioni di persone lavorativamente attive.

Il numero degli occupati “non regolari”, con contratti part-time per esempio, si attesta a 21,11 milioni, pari al 36,9% del totale, in calo di 1,3 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. Quindi il mercato del lavoro è più stabile rispetto al passato in Giappone. Il primo ministro Fumio Kishida si è impegnato a promuovere l’indipendenza economica delle donne come pilastro fondamentale della sua politica denominata “nuova forma di capitalismo”, intensificando gli sforzi per promuovere l’uguaglianza e la parità di genere. Il mese scorso, il consiglio governativo di Tokyo ha approvato una nuova linea guida per l’abbattimento del divario di genere anche ai vertici delle principali imprese del paese: l’obiettivo è di aumentare la percentuale delle quote rosa dei consigli di amministrazione a oltre il 30% entro il 2030 nelle aziende quotate nel mercato Prime della Borsa di Tokyo.

Il sondaggio, per la prima volta, ha chiesto anche agli intervistati informazioni sullo smart-working e il telelavoro, riflettendo sul cambiamento degli stili di lavoro sulla scia della pandemia di COVID-19: il 19,1% dei lavoratori, ovvero 12,65 milioni di giapponesi hanno lavorato a distanza nell’ultimo anno. I genitori di bambini in età prescolare e che lavorano rappresentano l’85,2% dei beneficiari di queste soluzioni, con un aumento di 5,9 punti rispetto al 2017. Inoltre le misure di sostegno alla genitorialità, come il congedo parentale e la riduzione dell’orario dopo la nascita dei figli, hanno aiutato i lavoratori a conciliare lavoro e educazione dei figli. L’indagine, condotta ogni cinque anni, è stata effettuata lo scorso ottobre e ha coinvolto circa 1,08 milioni di persone di età pari o superiore a 15 anni.

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24/07/2023
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